casimirri fioroni

“IL VERO PEZZO GROSSO DA PRENDERE È ALESSIO CASIMIRRI” – GIUSEPPE FIORONI: “CHE SI VOGLIA METTERE IL PENNACCHIO DELLA CATTURA DI BATTISTI NON MI SCONVOLGE. LO FANNO TUTTI, IL PROBLEMA È LA RETE DI PROTEZIONE” – “CASIMIRRI FU PROTETTO DENTRO E FUORI DAL VATICANO, NON HA MAI FATTO UN MINUTO DI GALERA, STA IN NICARAGUA, FA IL RISTORATORE, HA UNA SCUOLA DI SUB E TUTTI LO SANNO”

Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

Alessio Casimirri

Le polemiche sul video con il ministro Bonafede esultante per la cattura di Battisti divampano. Fino ad oscurare quelle sulle coperture politiche che hanno garantito la latitanza del terrorista.

 

Giuseppe Fioroni, da ex presidente della commissione parlamentare che ha indagato sul terrorismo e il rapimento di Aldo Moro, cosa ne pensa?

«Che il ministro si voglia mettere il pennacchio della cattura di Battisti, dovuta a un lavoro iniziato prima del suo governo, non mi sconvolge. Lo fanno un po' tutti. Il problema è l' altro».

 

Cioè?

un piatto dello chef alessio casimirri, ex brigatista rosso

«La rete di protezione che ancora sussiste. Allora io dico bene aver preso Battisti, ma ora bisogna andare avanti».

 

Verso dove?

«Il vero pezzo grosso da prendere: Alessio Casimirri».

 

Il terrorista che partecipò al sequestro Moro latitante in Nicaragua?

«Partecipò anche all' omicidio del giudice Girolamo Tartaglione e all' agguato a Galloni. Ma non ha mai fatto un minuto di galera, grazie alle sue coperture».

 

Si parlò di entrature in Vaticano.

«Suo padre fu capo ufficio stampa di tre papi. E si pensa che per questo ebbe un ruolo nella trattativa tra br e Vaticano per liberare Moro. Ma l' errore è pensare che a coprirlo è stata solo la sua famiglia».

 

Invece?

giuseppe fioroni

«Fu protetto anche da fuori del Vaticano. Ciò che è emerso durante il lavoro della commissione Moro lo prova».

 

Cosa?

«Lui già nel '70 e nel '72 era stato fermato dalla polizia per aggressioni di esponenti di destra e un "esproprio proletario". Ma gli venne concesso il porto d' armi e la licenza per un negozio di caccia!».

 

Una svista?

«Non credo. Ad aprile del '78, con Moro sotto sequestro, viene perquisita una sua abitazione, annessa a una parrocchia. Viene trovata un' agendina zeppa di contatti con personaggi legati all' eversione. Ignorata».

 

E lui fugge in Nicaragua.

alessio casimirri in copertina su la prensa

«Si dice così, ma è falso. Nell' 82 viene riconosciuto alla Festa de Noantri dal padre di Jovanotti, funzionario del Vaticano che lo conosceva sin da bambino e che subito denuncia la cosa lasciando il proprio numero di telefono. Nessuno lo contatta. Abbiamo ritrovato addirittura un cartellino fotosegnaletico dei carabinieri con la sua foto: abbiamo denunciato alla procura di Roma il depistaggio».

 

Storie passate?

«No, la catena di coperture non si interrompe mai. Nel '93 il Sisde va in missione segreta in Nicaragua. Lui inizia a collaborare. Ma c' è una fuga di notizie, un incidente diplomatico e lui smette».

 

Alessio Casimirri oggi

Però ormai non è impossibile prenderlo, visto che è cittadino nicaraguense?

«Volere è potere. L' Italia ha cancellato il debito ma il Nicaragua non ha mai sentito la necessità di ridarcelo. Ma come per Battisti la rete di protezione può venire meno se si fa un lavoro serio».

Alessio Casimirri ieri

 

Crede sia ancora protetto?

«Sta lì, fa il ristoratore, ha una scuola di sub, tutti lo sanno. Più protetto di così...».

 

A chi fa paura?

«Su quegli anni c' è un perimetro del dicibile, tracciato dai pentiti. Oltre non va nessuno. Casimirri è in grado di accendere un faro sugli anni bui della nostra Repubblica.

BEPPE FIORONI

Perché aveva un grosso peso nelle Br. Sa molte cose, scomode per i terroristi, ma forse anche per lo Stato».

 

Potito Peruggini, familiare di una vittima del terrorismo, chiede una commissione per far parlare chi sa in cambio di impunità. È d' accordo?

«Certo. Lo avevamo proposto in commissione. Non basta dire: non lo farò più. Serve la verità ».

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....