1- QUATTRO FREQUENZE GRATIS PER VENT’ANNI DI TV DIGITALE PER SILVIO BANANONI POSSON BASTARE PER DARE IL VIA LIBERA DEL PDL ALLA TARANTOLA PRESIDENTE RAI 2- QUALCHE MILIARDO DI EURO IN MENO PER LO STATO SULL’EURO-BARATRO? CHISSENEFREGA! L’IMPORTANTE CHE PASSERA ABBIA RICONQUISTATO IL CUORE DEL PATONZA E CHE IL SUO FUTURO POLITICO VENGA “GRATIFICATO” DA BERLUSCONI RELOADED 3- E PASSERA VIENE UCCELLATO DAL PD (GENTILONI) E IDV (BELISARIO): “REGALO A MEDIASET” 4- “NON È POSSIBILE ASSEGNARE FREQUENZE SENZA CHE CI SIA UN PIANO DI AGCOM, NECESSARIO PER EVITARE CONFLITTI DI ASSEGNAZIONE NAZIONALI E INTERNAZIONALI”

Alessandro Longo per "la Repubblica"

«Si è creato un pregiudizio che ingessa l'etere televisivo e che rischia di danneggiare le casse dello Stato per parecchi milioni di euro». Così Paolo Gentiloni (PD) riassume il polverone di polemiche che sta colpendo la decisione del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera di assegnare 19 frequenze alle tv per 20 anni (tra cui quattro a Rai, quattro a Mediaset, tre a Telecom Italia Media). Significa che per 20 anni le tv avranno il diritto di usare quelle frequenze per la tivù digitale terrestre; prima di questo provvedimento ministeriale avevano solo un "titolo provvisorio" a usarle.

Il ministero sostiene che era in realtà un atto dovuto, perché la Finanziaria 2010 prevedeva «l'obbligo di trasformare i titoli provvisori (rilasciati a livello regionale dal 2008 al 2012) in definitivi entro il 30 giugno 2012». E lo stesso Passera ha liquidato come «sciocchezze » i sospetti su uno scambio tra l'assegnazione delle frequenze e lo sblocco della nomina di Anna Maria Tarantola alla presidenza della Rai. «Questo - ha detto Passera - è un lavoro che dura da mesi, stiamo rispettando norme esistenti. C'era una scadenza del 30 giugno e tutto è stato fatto come si doveva fare».

Non sono d'accordo - oltre a Gentiloni - Vincenzo Vita (PD) e Felice Belisario (Idv) che a riguardo hanno presentato un'interrogazione parlamentare. Sostengono che il ministero avrebbe dovuto stabilire una proroga e che comunque non era obbligato a dare un diritto d'uso ventennale, «sarebbe stato meglio limitarlo fino al 2015-2016», dice Gentiloni. Il motivo addotto, di fondo, è che il ministero avrebbe dovuto aspettare indicazioni dall'Agcom, che però è in una fase d'interregno (il nuovo consiglio s'insedierà il 18 luglio).

«Non è possibile assegnare frequenze senza che ci sia un piano di Agcom, necessario per evitare conflitti di assegnazione nazionali e internazionali», spiega Antonio Sassano, docente della Sapienza e tra i massimi esperti di questo tema. I conflitti arrivano da due questioni La prima: nei prossimi mesi il ministero dovrà assegnare altre sei frequenze, in questo caso all'asta (il bando è previsto a fine agosto, ma è prevedibile una proroga a ottobre per attendere che la nuova Agcom stabilisca i criteri di gara).

È la cosiddetta asta "ex beauty contest". Seconda questione: le istituzioni internazionali stabiliscono che dal 2016 alcune delle frequenze ora utilizzate dal digitale terrestre dovranno andare ai servizi di banda larga mobile (internet). «I diritti d'uso ventennali limitano le possibilità di manovra del governo di fare ora l'asta ex beauty contest e, nel 2016, quella per la banda larga mobile.

Da entrambe ci si attendono importanti ricavi per lo Stato », dice Gentiloni. Nell'ordine dei miliardi di euro (a giudicare dallo storico delle aste di questo tipo). «Il governo non potrà dare altre frequenze alle tv, in cambio di quelle da assegnare all'asta, perché non ce ne sono libere», dice Sassano. Di conseguenza, «senza poter contare su un piano Agcom a garanzia delle proprie decisioni, il governo si troverà costretto a risarcimenti milionari alle tv, per togliere loro le frequenze da dare all'asta», aggiunge Gentiloni.

Altri conflitti potrebbero sorgere dal fatto «che l'esecutivo assegna frequenze prima di un coordinamento internazionale», dice Sassano. Penalizzata, in questo, risulta in particolare Rai: alcune delle sue frequenze, non essendo coordinate, rischiano di subire gravi interferenze. Di qui la dichiarazione di Vita: «Questa decisione del ministero è soprattutto
un regalo a Mediaset».

 

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