giorgia meloni sergio mattarella volantino premierato

“IL PRESIDENTE LO SCEGLI TU, NON IL PALAZZO” - GIORGIA MELONI RIAPRE LO SCONTRO CON MATTARELLA SUL PREMIERATO: FRATELLI D’ITALIA HA PREPARATO UN VOLANTINO DI PROPAGANDA, PER DIRIGENTI E MILITANTI, IN CUI SI ESALTA “LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, CON AMMICCAMENTI ANTI-QUIRINALE: “CON LA RIFORMA COSTITUZIONALE FINE DEI GIOCHI DI PALAZZO” - I PUNTI EVIDENZIATI DELLA RIFORMA SONO PROPRIO QUELLI CHE RIGUARDANO I POTERI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (CHE SARANNO MOLTO LIMITATI): LA SCELTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, LA NOMINA DEI SENATORI A VITA E LA FORMAZIONE DI UN NUOVO GOVERNO IN CASO DI CADUTA DI UN ESECUTIVO…

Estratto dell’articolo di Giacomo Salvini per il “Fatto quotidiano”

 

VOLANTINO DI FRATELLI D'ITALIA SUL PREMIERATO

Dopo lo scontro – con tanto di ping pong di dichiarazioni – sulle manganellate della polizia a Pisa, Fratelli d’Italia apre un altro fronte con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Mentre la riforma costituzionale sul premierato accelera al Senato, in Fratelli d’Italia sta circolando da giorni un volantino che, anche se indirettamente, va all’attacco dei poteri del Quirinale. Una brochure di due pagine che anticipalo slogan della campagna referendaria: “Il Presidente lo scegli tu, non il palazzo”, è il titolo. Solo in basso, più piccolo, si specifica che si sta parlando del presidente del Consiglio, ma il messaggio del volantino è chiaro: l’obiettivo è il presidente della Repubblica.

 

Un volantino preparato dall’ufficio studi di Fratelli d’Italia guidato da Francesco Filini (fedelissimo del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari) insieme all’ufficio comunicazione del partito che servirà per presentare a parlamentari, dirigenti, militanti ed elettori la riforma costituzionale approvata a novembre in Consiglio dei ministri e oggi in discussione in commissione Affari costituzionali al Senato.

 

GIORGIA MELONI - LAURA E SERGIO MATTARELLA

Alla copertina, già abbastanza chiara del volantino, si aggiunge una seconda pagina in cui si trovano tutti riferimenti indiretti al Colle. “Con la riforma costituzionale fine dei giochi di Palazzo”, si legge. I tre punti evidenziati della riforma sono proprio quelli che riguardano i poteri del presidente della Repubblica che saranno molto limitati: “Il presidente lo scegli tu non il palazzo”, è il primo. Nella spiegazione in piccolo si spiega che “saranno gli elettori, con il loro voto, a scegliere il premier”. Dunque, non più il Quirinale.

 

“Stop senatori a vita” è il secondo punto cardine evidenziata dal volantino. Un altro potere che oggi spetta al presidente della Repubblica: “Lo saranno solo gli ex capi dello Stato, salvo rinuncia”. Infine, l’ultimo passaggio è questo: “Mai più ribaltoni e inciuci di governo”. Svolgimento: “Caduto un esecutivo, non sarà possibile formarne uno nuovo sostenuto da una maggioranza diversa da quella espressione della volontà degli italiani”.

 

sergio mattarella e giorgia meloni

Un’altra accusa che Meloni ha sempre mosso ai vari inquilini del Quirinale, da ultimo per la decisione di indicare Mario Draghi come premier nel 2022. La leader di Fratelli d’Italia, insieme a Luigi Di Maio, nel 2018 arrivò a chiedere l’impeachment per il presidente della Repubblica dopo la decisione di non nominare Paolo Savona al ministero dell’Economia del governo Lega-M5S.

 

GIORGIA MELONI E SERGIO MATTARELLA

Una brochure, ideata per la riforma presidenziale, che certifica quale sarà la vera partita che si giocherà nei prossimi mesi tra il Quirinale e Palazzo Chigi: la riforma del premierato. Anche se Meloni ha ripetuto che i poteri di Mattarella “non vengono toccati” e il Colle ha fatto trapelare di non voler commentare il contenuto della riforma costituzionale, sarà questo il dossier su cui i rapporti tra i due potrebbero davvero incrinarsi.

 

La premier ha imposto ai suoi parlamentari di andare spediti al Senato: in settimana sono stati bocciati tutti gli emendamenti dell’opposizione. Obiettivo: approvarla entro aprile, prima delle Europee. Qualcosa si è già rotto con le manganellate di Pisa, con Mattarella che ha preso posizione in difesa degli studenti pestati dalla polizia e Meloni che prima ha attaccato “le istituzioni” che tolgono la fiducia alle forze dell’ordine per poi correggersi, quattro giorni dopo, sul fatto che non intendesse fare riferimento al Quirinale. […]

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....