CHE FAI, CI CACCI? GIOVANARDI E QUAGLIARIELLO NON FIRMANO LE DIMISSIONI - RICANDIDATURA A RISCHIO: SILVIO VUOL VOTARE IL 24 NOVEMBRE

1-PDL: GIOVANARDI, NON FIRMO LA LETTERA DI DIMISSIONI
(Ansa) - ''Non ho firmato e non firmero' le dimissioni perche' ritengo non siano la modalita' giusta per costringere le forze politiche ad assumersi le responsabilita' nei confronti del paese, soprattutto in vista della prossima imminente campagna elettorale''.

Lo sostiene il senatore Pdl Carlo Giovanardi, che ribadisce come la decisione della giunta su Berlusconi sia ''una mascalzonata" "incostituzionale".

2-BERLUSCONI: SI VA A VOTARE A NOVEMBRE L'EX PREMIER PER LA LINEA DURA
Ettore Colombo per IlMessaggero.it

Dimissioni in massa, ministri inclusi - con la sola eccezione, ieri sera, di Gaetano Quagliariello - crisi di governo, richiesta di elezioni anticipate che, nella testa degli strateghi elettorali del Pdl (Verdini e Abrignani) sarebbe ancora possibile ottenere, «se il Pd, come crediamo, è d'accordo, non foss'altro che per impedire a Renzi di prendersi il partito», per il 24 novembre. L'ultima finestra elettorale dell'anno, contando a partire dal 4 ottobre i 55 giorni minimi per sciogliere le Camere.

E, sempre il 4 ottobre, quando la Giunta del Senato voterà la decadenza del senatore Silvio Berlusconi, manifestazione a Roma (la Santanché vorrebbe arrivare fin sotto le finestre del Quirinale, ma difficilmente otterrà i permessi necessari) con un solo grido: «Ora dimetteteci tutti».

Ecco, in una sorta di cupio dissolvi da «muoia Sansone con tutti i Filistei», la strategia di un Silvio Berlusconi che si sente come un animale ferito, braccato e circondato da una «muta di lupi» (i giudici) che vogliono solo «azzannarlo».

UNA GUERRA
«Siamo in guerra e questa guerra la combatteremo fino alla fine. Quel comunista di Napolitano vorrebbe che io mi arrendessi senza combattere, così poi, una volta che ho alzato le mani e mi sono consegnato, i giudici mi sparano. Ma si sbagliano, io sono un combattente. E non ho intenzione di mollare. Voglio solo sapere se voi siete tutti con me».

Così il Cavaliere, ieri rimasto chiuso per tutto il giorno a palazzo Grazioli. Parla quasi da solo, ormai, il Cav. Di certo non parla più con le colombe, quelle vere: Gianni Letta, che ancora l'altra sera sperava di «riportarlo a ragionare» (così diceva a un amico alla serata-evento del Sigaro Mascagni) o Confalonieri e Doris che lo hanno chiamato disperati dopo il tonfo delle azioni Mediaset in Borsa, annuncio di nuove tempeste finanziarie.

In realtà Berlusconi non era solo, ieri, ma in compagnia dei suoi avvocati (Ghedini, Longo Coppi) che devono istruirlo su tutte le tegole che rischiano, di nuovo, per cadergli sulla testa. Ma era anche, il Cavaliere, in compagnia dei pochi fedelissimi che, ormai, compongono la sua guardia pretoriana (Verdini, Santanché, Bondi, la figlia Marina in continuo contatto telefonico), mentre gli ufficiali in seconda (Daniele Capezzone e Renata Polverini, Ignazio Abrignani e Luca D'Alessandro) si rintanano nella nuova sede di San Lorenzo in Lucina.

Oggi, dopo che Letta salirà al Colle, dovrà tenere un Cdm che potrebbe essere anche l'ultimo del suo governo perché si troverà sul tavolo le dimissioni dei ministri del Pdl. Alfano, Lupi, Di Girolamo e Lorenzin diranno chiaramente a Letta, seppure a malincuore (specie Lupi e Lorenzin), che «siamo parlamentari del Pdl, eletti sotto le insegne di Berlusconi presidente, quindi ci dimettiamo da parlamentari come hanno fatto i nostri colleghi». Solo Quagliariello sembra intenzionato a resistere e non rimettere il suo mandato nelle mani di Schifani.

 

Carlo Giovanardi Franceschini, Quagliariello e LettaQuagliariello e Amato BERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS DANIELE CAPEZZONE - copyright PizziRenata Polverini

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