GOLDMONTI INCONTRA IL NOSTRO VERO PREMIER, ANGELA MERKEL, MERCOLEDÌ A BERLINO - PER IL “FINANCIAL TIMES” LE LOBBY ITALIANE FRENANO IL GOVERNO - LA CGIL NON MOLLA: DA MONTI SOLO FUMO E ANCHE ICHINO NON CI PIACE - RIGOR MONTIS FA INCAZZARE ANCHE LE REGIONI: “COME BERLUSCONI, NON CI HA CONVOCATO SULLE LIBERALIZZAZIONI” - INPS: SCENDONO LE RICHIESTE DI CASSA INTEGRAZIONE - SINISTRATI DALLA MOSCHEA A GENOVA - L’AMERICA TAGLIA LE SPESE MILITARI DI 260 MLD IN 5 ANNI…

1. FRASI...
Jena per "La Stampa"
- Molti leader politici sono passati alla storia per una frase celebre, ieri anche Bersani ha detto la sua: «Bisogna usare il buon senso».

2. CRISI: MONTI DA MERKEL MERCOLEDI' A BERLINO...
(ANSA)
- La cancelliera tedesca Angela Merkel incontrerà a Berlino mercoledì il premier italiano Mario Monti. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco George Streiter a Berlino.
"La situazione dell'eurozona e lo sviluppo economico dell'Europa": saranno questi i temi al centro dell'incontro. Lo ha spiegato il portavoce del governo tedesco George Streiter a Berlino, rispondendo a una domanda dei giornalisti alla conferenza stampa del governo.

3. IL FINANCIAL TIMES "PER MONTI PERCORSO A OSTACOLI"...
Da "la Repubblica"
- "Le lobby italiane frenano le riforme di Monti", è il titolo dell´articolo pubblicato ieri dal Financial Times e dedicato alle liberalizzazioni. Il quotidiano economico prende spunto dall´entrata in vigore delle nuove norme sul commercio e ipotizza per il governo un percorso a ostacoli in Parlamento nel momento in cui presenterà altre riforme.

«Questo mese proseguirà il processo di liberalizzazione dei servizi per l´industria dei trasporti e per le potenti corporazioni professionali, come avvocati, notai e operatori sanitari - scrive il Financial Times - e non sarà facile». Il quotidiano ricorda che la Confindustria ha criticato il premier per essersi piegato alle lobby. Ma aggiunge: «Resta da vedere quanto sostegno Monti otterrà dalla grande impresa, quando toccherà gli interessi nei settori bancario, assicurativo ed energetico, dove gli italiani spesso pagano tra i tassi più alti d´Europa».

4. CGIL,GOVERNO PARLI CHIARO,INDICHI OBIETTIVI-STRUMENTI
(ANSA)
- Se il governo Monti vuole un accordo chiami i sindacati e parli chiaro, individuando obiettivi e strumenti. E' la posizione della Cgil, rilanciata dal sindacato di Corso Italia su Twitter. "E' solo buon senso altrimenti è solo tutto fumo per decidere da soli", sottolinea il sindacato di Corso Italia.

5. CGIL, CONTRATTO UNICO ICHINO PUBBLICITA' INGANNEVOLE
(ANSA)
- "Il contratto unico di Ichino è pubblicità ingannevole. Non cancella la precarietà di oggi e ne aggiungerà nuova domani". E' la posizione della Cgil. Che su Twitter scrive: "Serve un piano del lavoro per i giovani. Usare il contratto di inserimento e formazione che cancelli i contratti precari a oltranza".

6. ROSSI (REGIONI): MONTI COME SILVIO NON CI HA CONVOCATO SULLE LIBERALIZZAZIONI...
(ANSA)
- "Avevamo già pronto il ricorso contro la liberalizzazione prevista da Berlusconi e oggi presentiamo lo stesso ricorso contro quella decisa da Monti che é ancora più spinta". Lo afferma a Repubblica, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, contrario alla apertura no-stop dei negozi e sostenitore della necessità di avere delle regole anche nel settore nel commercio.

"Si tratta di una materia che il titolo V della Costituzione attribuisce alla competenza esclusiva delle Regioni - aggiunge Rossi - quindi il governo dovrebbe consultarci. A meno che non voglia fare tutto da solo. Questo valeva per Berlusconi e vale per i professori". "Non darei una lettura politica al ricorso - sottolinea il governatore del Pd - . Più che di Cota e Polverini mi sento in compagnia di tanti commessi, commercianti e persone di buon senso che ritengono che tra liberalizzazione selvaggia e l'eccessiva burocrazia, ci sia lo spazio per una regolamentazione ragionevole che tuteli lavoratori, piccolo commercio e consumatori".

7. INPS: A DICEMBRE CROLLA CIG, -24,3% MESE,-29,7% ANNO...
(ANSA)
- Crollano a dicembre le richieste di cassa integrazione da parte delle aziende. Nel mese - sottolinea l'Inps - sono state autorizzati 60,8 milioni di ore di cassa con un calo del 24,3% rispetto a novembre e una diminuzione del 29,7% rispetto a dicembre 2010 quando furono autorizzati 86,5 milioni di ore di cig.

Il calo maggiore rispetto a dicembre 2010 - sottolinea l'Inps - lo fa registrare la cassa integrazione straordinaria (cigs, quella erogata in caso di riconversione, riorganizzazione e ristrutturazione aziendale) che quasi si dimezza, passando da 43,2 a 23,5 milioni di ore (-45,5%). Più contenuta la diminuzione della cassa in deroga (cigd) che da 21,8 milioni di ore a dicembre 2010 scende a 17,2 milioni (-21%) a dicembre 2011, e della cassa integrazione ordinaria (cigo), che passa da 21,4 milioni di ore autorizzate a 20 (-6,7%). In particolare nella cassa ordinaria si è registrato un calo delle autorizzazioni per l'edilizia (-22,6%) mentre l'industria si limita a un -3%.

A dicembre rispetto a novembre si è registrata una diminuzione delle ore di cassa ordinaria del 5,7%, di cassa straordinaria del 36% e degli interventi in deroga del 22,7%.

8. GENOVA, LA MOSCHEA SPACCA IL CENTROSINISTRA...
Ava Zunino per "
la Repubblica" - L´anno sotto la lanterna comincia con la disfida della moschea: il progetto che il sindaco Marta Vincenzi (Pd) ha messo a punto con la comunità islamica, mette a rischio l´alleanza tra Pd e Idv a pochi mesi dalla fine del mandato. Ma non solo. La Lega nord già parla di ricominciare i presidi e i cortei tra la gente del quartiere che dovrà ospitare il nuovo edificio. Il coordinatore ligure del partito di Di Pietro, il deputato Giovanni Paladini, ha detto no alla realizzazione dell´edificio di culto della comunità islamica genovese nel popoloso quartiere del lagaccio.

E martedì in consiglio comunale si va alla conta nel centrosinistra perché si voterà una mozione della Lega Nord che dice la stessa cosa: come si comporteranno i dipietristi? Faranno alleanza con la Lega? «Voteremo contro per non mettere in difficoltà l´amministrazione comunale e perché la Lega in realtà non vuole la moschea. Noi la vogliamo, ma non lì. Però chiederemo che venga ridiscussa la questione per vedere se esiste una via d´uscita», dice Nicolò Scialfa, capogruppo di Idv e mediatore ormai da mesi nei rapporti tra il suo partito e il Pd.

La via d´uscita, cioè spostare il progetto in un altro quartiere, secondo l´assessore alla cultura Andrea Ranieri non esiste. «Per la prima volta in Italia abbiamo condotto la comunità islamica su un terreno di democrazia, chiedendo la costituzione di una fondazione con uno statuto di modello europeo, costituita dai componenti della comunità genovese, perché non volevamo che la partita fosse gestita da centrali nazionali e internazionali islamiche - spiega Ranieri - Per loro è stata una scelta dura e ora rimetterla in discussione potrebbe creare dei brutti contraccolpi, compreso il fatto che l´imam se ne dovrebbe andare: l´hanno contestato perché ritenuto troppo dialogante». Ranieri aggiunge che «tutti i beni in italia della comunità islamica sono intestati ad una unica società, noi abbiamo fatto in modo che una delle loro proprietà fosse intestata ad una fondazione di islamici genovesi. Non era mai successo».

9. SCONTRI TRA BANDE ARMATE NEL CUORE DI TRIPOLI: 6 MORTI...
C. Nad. per "
la Repubblica" - Mostra ancora di non aver superato le tensioni della guerra civile. È di sei morti e almeno 18 feriti il bilancio degli scontri scoppiati ieri mattina nella capitale libica tra le forze di sicurezza regolari e i combattenti di Misurata, che ancora rifiutano di consegnare le armi. I ribelli della città protagonista di un assedio tra i peggiori della guerra restano nella capitale, nonostante il governo li abbia più volte esortati a tornare a casa e consegnare le armi, perché temono di essere esclusi dalla spartizione del potere nella nuova Libia.

La ricostruzione dei fatti è ancora difficile, ma tutto sarebbe successo perché le forze regolari hanno tentato di arrestare un miliziano di Misurata ubriaco. Per impedire l´arresto del compagno, altri miliziani avrebbero fatto fuoco anche con artiglieria pesante - i pick up con i mitragliatori scorrazzano ancora per la capitale - e si sarebbero asserragliati in un´ex caserma dei servizi segreti, controllata sempre dai gruppi di Misurata.

Ci sono volute ore perché nella centrale zona di Sidi Qifla ritornasse l´ordine e a fine serata il capo del Consiglio nazionale transitorio, Abdel Jalil, ha detto alla tv araba Al Arabiya che i continui scontri tra diverse fazioni di ribelli rischiano di far precipitare il Paese nel caos. Dopo la proclamazione della liberazione, lo scorso ottobre, il governo provvisorio ha cercato di creare un esercito regolare e disarmare i ribelli, ma i gruppi di Misurata chiedono maggiore rappresentanza a livello governativo e nell´esercito prima di consegnare il loro arsenale.

10. PANETTA: TAGLI DRASTICI AL BILANCIO DELLA DIFESA
Da "
la Repubblica" - Drastici tagli di spesa, 260 miliardi di dollari in cinque anni, saranno annunciati entro questa settimana dal segretario alla Difesa americano Leon Panetta. Le riduzioni di budget, secondo un articolo del New York Times, colpiranno «virtualmente ogni settore significativo di spesa» del Pentagono, dall´arsenale nucleare alle navi da guerra e agli aerei da combattimento. Il quotidiano anticipa inoltre che Panetta sosterrà la necessità di non impegnarsi in più di una guerra di terra per volta, limitandosi a combattere su un secondo fronte soltanto con operazioni ridotte. I tagli colpiranno anche i salari dei militari, le loro pensioni e le assicurazioni sulla salute.

 

ANGELA MERKEL MARIO MONTI monti merkel big MONTI E CAMUSSOENRICO ROSSI Marta Vincenzi sindaco di GenovaLEON PANETTA

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)