donald trump benjamin netanyahu hamas

HAMAS ANNUSA LA FREGATURA E PROVA A FAR SALTARE LA TREGUA – I TERRORISTI HANNO CAPITO CHE LA CONDIZIONE PER REALIZZARE IL TRUMP PER GAZA È IL LORO ANNIENTAMENTO. E PER QUESTO “SOSPENDONO” IL RILASCIO DEGLI OSTAGGI ISRAELIANI DI SABATO. MA ANNUNCIANDOLO CINQUE GIORNI PRIMA LASCIANO LA PORTA APERTA AL NEGOZIATO – IL PRESIDENTE AMERICANO MINACCIA: “SCATENEREMO L’INFERNO”. ED EVOCA LO STOP AGLI AIUTI A EGITTO E GIORDANIA SE NON ACCOGLIERANNO I PALESTINESI…

TRUMP EVOCA STOP AIUTI A EGITTO-GIORDANIA SUI PALESTINESI 

DONALD TRUMP BENJAMIN NETANYAHU

(ANSA) -  Trump ha evocato uno stop agli aiuti all'Egitto e alla Giordania se non accoglieranno i palestinesi da Gaza. Trump ha affermato che potrebbe "teoricamente" sospendere gli aiuti alla Giordania e all'Egitto se questi si rifiutassero di accogliere i palestinesi, dopo aver lanciato un piano per trasferire i cittadini di Gaza nei due Paesi. La minaccia è arrivata dopo che lunedì l'Egitto ha respinto "qualsiasi compromesso" che possa violare i diritti dei palestinesi, in una dichiarazione rilasciata dopo l'incontro del ministro degli Esteri Badr Abdelatty con la sua controparte statunitense a Washington.

 

TRUMP, 'IRAN? VORREI UN ACCORDO EVITANDO CHE SIA ATTACCATO'

(ANSA) - "Preferirei che non accadesse un attacco di Israele, con il nostro appoggio, contro gli impianti nucleari iraniani e vorrei un siglare un accordo...Vorrei fare un accordo senza bombardarli": lo ha detto Donald Trump in una intervista a Fox News

 

IRAN, ONU ASSUMA FERMA POSIZIONE CONTRO IDEA TRUMP SU GAZA

hamas libera gli ostaggi israeliani 4

(ANSA) - Le Nazioni Unite dovrebbero condannare fermamente l'idea di Donald Trump del 'riposizionamento' dei palestinesi fuori da Gaza. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, avvertendo che "il piano pericoloso" è una minaccia per la pace globale.

 

Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres durante il quale ha spiegato che "l'idea serve a completare il piano del regime israeliano di pulizia etnica contro i palestinesi". Da canto suo lo stesso Guterres - secondo quanto riferito dall'Irna - ha respinto qualsivoglia piano che prevede il dispiegamento forzato dei palestinesi lontano dal proprio territorio, compresi i residenti di Gaza. Araghchi ha avuto una conversazione telefonica anche con il suo omologo della Malesia, Mohamad Hasan, con il quale ha sottolineato la necessità di un fronte comune degli Stati islamici contro lo "schema coloniale per eliminare la Palestina".

 

HAMAS BLOCCA IL RILASCIO DEI RAPITI,LA MINACCIA DI TRUMP

Luca Mirone per l’ANSA

nuove leve di hamas crescono

 

La tensione a Gaza torna alle stelle perché il cessate il fuoco, che ha retto per tre settimane, rischia ora di saltare. La miccia è stata accesa da Hamas, che ha annunciato il rinvio del nuovo rilascio di ostaggi previsto per sabato accusando Israele di non aver rispettato pienamente gli accordi sottoscritti a metà gennaio. Immediata la condanna dello Stato ebraico, che ha denunciato una "violazione della tregua" da parte della fazione palestinese, mentre l'Idf ha ricevuto ordini di "prepararsi da ogni scenario".

 

E' appunto uno scenario di crisi, reso ancora più instabile dalle nuove dichiarazioni di Donald Trump sul futuro della Striscia: secondo il suo piano, è la novità annunciata dal presidente Usa, non è previsto il ritorno degli sfollati nell'enclave dopo la presa di possesso da parte degli Stati Uniti. Proprio Trump in serata ha inviato un durissimo avvertimento a Hamas: se gli ostaggi non verranno liberati come da programma "scoppierà un vero inferno".

 

il ritorno a nord degli abitanti della striscia di gaza foto lapresse 4

E come se non bastasse, ha evocato l'ipotesi di tagliare gli aiuti a Egitto e Giordania se si rifiutassero di accogliere i gazawi. Sabato prossimo, 15 febbraio, sarebbe dovuto scattare il sesto scambio di prigionieri tra Hamas e Israele, nell'ambito della prima fase della tregua, ma l'ala militare della fazione palestinese ha comunicato che tutto "è rinviato fino a nuovo avviso, in attesa che gli occupanti adempiano ai loro obblighi".

 

La fazione islamica in seguito ha affermato di volere lasciare "la porta aperta" per sabato, dando però cinque giorni di tempo a Israele per adeguarsi all'accordo: l'accusa tra le altre cose, è di aver ritardato il rientro degli sfollati nel nord, delle forniture mediche e delle attrezzature per rimuovere le macerie.

 

il ritorno a nord degli abitanti della striscia di gaza foto lapresse 25

Il governo israeliano ha invece accusato Hamas di voler far saltare tutto, e dopo l'annuncio dello stop alla liberazione degli ostaggi sono scattate le consultazioni al più alto livello per valutare i prossimi passi, mentre l'esercito è tornato a schierarsi in "stato di massima allerta", con la possibilità quindi di tornare a combattere, e sono stati inviati rinforzi nell'area.

 

Allo stesso tempo, anche all'interno dello Stato ebraico non mancano le voci di chi crede che Netanyahu abbia tutto l'interesse a sabotare la tregua. Per non mostrarsi debole di fronte all'ultradestra, che non a caso ha colto l'occasione dello strappo di Hamas per rilanciare il proprio mantra: "Tornare alla guerra, assaltare Gaza e distruggere Hamas", le parole incendiare utilizzare dall'ex ministro della sicurezza Itamar Ben Gvir, dimessosi proprio in seguito all'accordo di cessate il fuoco.

 

hamas libera gli ostaggi israeliani 3

Al fianco di Israele è sceso ancora una volta Trump, che ha avvertito Hamas: se gli ostaggi non saranno rilasciati entro le 12 di sabato, si scatenerà "un inferno". E l'accordo di cessate il fuoco dovrebbe essere annullato. Il presidente americano ha anche rilanciato il suo piano per Gaza.

 

Affermando di volere addirittura diventare "proprietario" della Striscia, per pianificare uno "sviluppo immobiliare per il futuro" di questo "bellissimo pezzo di terra". Quanto ai suoi attuali abitanti, l'inquilino della Casa Bianca ha immaginato di realizzare fino a sei nuove e "belle comunità, lontane da dove si trovano adesso" i palestinesi, in zone "dove non c'è tutto questo pericolo". Delle residenze talmente belle che, è l'idea di Trump, i gazawi non avrebbero nessun motivo di lasciare.

 

ARBEL YEHOUD CIRCONDATA DAI MILIZIANI DI HAMAS DURANTE IL SUO RILASCIO

"Avrebbero alloggi migliori di adesso, quindi no, non avrebbero il diritto di tornare" a Gaza, è stata la sua risposta alla domanda di un giornalista di Fox. Il piano Trump è stato già bocciato dal mondo arabo, a partire da Egitto e Giordania, che sarebbero i Paesi candidati ad accogliere i circa due milioni di abitanti della Striscia. Posizione ribadita dal ministro degli Esteri del Cairo Badr Abdelatty a Washington, dopo un incontro con l'omologo Marco Rubio. Ma Trump prima si è detto fiducioso di poter convincere i due Paesi, poi ha utilizzato un argomento classico del suo repertorio di avvertimenti non troppo velati: la sua amministrazione, ha detto parlando con la stampa, "teoricamente" potrebbe sospendere gli aiuti ad Amman ed al Cairo se si rifiutassero di accogliere i palestinesi.

la parata di hamas per il rilascio delle soldatesse israeliane il cercapersone in oro regalato da benjamin netanyahu a donald trumpil ritorno a nord degli abitanti della striscia di gaza foto lapresse 19il ritorno a nord degli abitanti della striscia di gaza foto lapresse 31ARBEL YEHOUD SPINTONATA E CIRCONDATA DAI MILIZIANI DI HAMAS DURANTE IL RILASCIO A GAZA

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...