A HONG KONG SUONA IL GONG: TUTTI A CASA! - RIAPERTI NEGOZI E UFFICI, LA PROTESTA SI AMMOSCIA DI COLPO. ZERO CONCESSIONI AI MANIFESTANTI, LA STRATEGIA DI PECHINO (PER ORA) HA FUNZIONATO

1. HONG KONG, MOLTI TORNANO AL LAVORO DOPO UNA SETTIMANA PROTESTE

un negoziante disperato contro i manifestanti di hong kong mi state rovinandoun negoziante disperato contro i manifestanti di hong kong mi state rovinando

(LaPresse/AP) - Si placano le proteste guidate dagli studenti a Hong Kong dopo una settimana. Molti residenti sono tornati al lavoro, le scuole hanno riaperto e i dipendenti pubblici tornano negli uffici dopo che la zona vicina al quartier generale del governo è stata sgomberata. Alcune centinaia di manifestanti restano però accampati per le strade e promettono che manterranno alta la pressione sul governo finché le autorità non risponderanno realmente alle loro richieste.

 

Uno dei leader degli studenti, Alex Chow, ha detto che non era preoccupato del calo di numero dei manifestanti. "La gente ha bisogno di riposo, ma ritorneranno. Non significa che il movimento sta scemando, molte persone ancora ci sostengono", ha dichiarato Chow.

umbrella man simbolo della protesta di hong kongumbrella man simbolo della protesta di hong kong

 

 

2. A HONG KONG LA PIAZZA SI DIVIDE

Ilaria Maria Sala per “la Stampa

 

Gli appelli allarmisti sono arrivati da varie parti fin dalle prime ore della mattina: i principali quotidiani, i rettori delle università di Hong Kong, la Diocesi e perfino rispettati ex-funzionari governativi di alto rango, come Andrew Li, l’ex Segretario del dipartimento di Giustizia, avevano chiesto in modo accorato agli studenti di tornare subito a casa per «evitare la tragedia» e «salvaguardare la vostra incolumità».

umbrella man simbolo della  protesta di hong kongumbrella man simbolo della protesta di hong kong

 

Il governo aveva lanciato un nuovo ultimatum per lo sgombero delle strade, ma gli studenti l’hanno interpretato come una «tattica intimidatoria», e sono rimasti ad Admiralty, il quartier generale del Movimento degli Ombrelli. Alex Chow, uno dei leader studenteschi, in una breve conferenza stampa ha riferito che «libereremo le strade soltanto quando il governo garantirà di metterci al riparo dagli attacchi a Mongkok (un secondo punto nevralgico dell’occupazione, dove anche ieri i dimostranti sono stati presi di mira da gruppi di teppisti armati, pare assoldati da Pechino), e accetti un dialogo pubblico senza precondizioni».

umbrella man simbolo  della protesta di hong kongumbrella man simbolo della protesta di hong kong

 

Ciononostante, ieri gli studenti hanno fatto anche significative concessioni, per esempio assicurando che apriranno un varco nelle strade occupate che consentirà ai funzionari governativi di recarsi al lavoro lunedì mattina senza incontrare barriere. La giornata comunque è proseguita nell’attesa spavalda e timorosa di quello che succederà oggi (a rallegrare la piazza, in serata, è stato l’arrivo di un’alta statua dell’artista locale Milk, un uomo di legno con un ombrello in mano, ribattezzato «Umbrella Man» e lasciato anche lui ad occupare Admiralty).

residenti e negozianti di hong kong contro i manifestantiresidenti e negozianti di hong kong contro i manifestanti

 

Ma i limiti di un movimento che si vuole privo di leader cominciano di nuovo a mostrarsi, in particolare per l’incertezza sulla decisione di lasciare o meno Mongkok (che ieri sera continuava ad essere occupata, malgrado le violenze dei teppisti e la tensione generalizzata nel distretto). In ogni caso un nuovo tentativo di dialogo viene portato avanti dietro le quinte, fra alcuni leader studenteschi e rappresentanti governativi, ma ieri anche quest’ultima trattativa si è conclusa in un nulla di fatto, apparentemente per il rifiuto degli intermediari di fare concessioni agli studenti. Insomma, il braccio di ferro a Hong Kong non è ancora concluso.

residenti e negozianti di  hong kong contro i manifestantiresidenti e negozianti di hong kong contro i manifestanti

 

 

 

 

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