di maio conte card reddito

“DOVEVAMO INTESTARCI NOI LE EVOLUZIONI AL REDDITO DI CITTADINANZA, NON SUBIRLE” - I GRILLINI SI RISCOPRONO ALLO SBANDO ORA CHE LA LORO MISURA-SIMBOLO VIENE SMONTATA DAL GOVERNO: “SERVIVA UNA DISCUSSIONE COLLETTIVA” - E CONTE DOV’È? A USARE IL BILANCINO PER LE NUOVE NOMINE DELLA STRUTTURA CHE LO AIUTERA’ A GESTIRE IL M5S - MA LO SCETTICISMO CRESCE: “PIÙ CHE NUOVO CORSO, RISCHIA DI ESSERE UNA RIBOLLITA” - SUL CAPOGRUPPO A MONTECITORIO NUOVO ROUND TRA GRILLO E CONTE

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

Un tranquillo weekend di paura per i Cinque Stelle. Tra i ballottaggi dove si giocano futuro e credibilità, le tensioni interne che si autoalimentano e la questione della revisione del reddito di cittadinanza che preoccupa i big e non solo, sembra non esserci pace per il Movimento. Proprio la questione del reddito è il tema che infiamma la giornata. «Non siamo disposti a cedere assolutamente», dicono i vertici. Ma in realtà dietro le quinte si discute. Si vocifera nel M5S che il Mef abbia un piano da proporre (una piattaforma per mettere in contatto aziende e beneficiari senza passare dai centri per l'impiego).

 

giuseppe conte luigi di maio e la card per il reddito di cittadinanza 8

Una mossa che però trova le perplessità M5S sul mancato utilizzo dei centri d'impiego. Ma la questione tra i Cinque Stelle rischia di essere anzitutto politica. «Siamo tutti concordi che delle modifiche siano indispensabili, ma non possiamo ogni volta trovarci impreparati», commenta un pentastellato. Parole diverse, stesso concetto: «Dovevamo intestarci noi le evoluzioni, non subirle». In realtà nel Movimento si lavora da settimane a una revisione. Un gruppo di lavoro interno ha studiato la pratica. Tra le proposte messe in campo anche quella di facilitare l'accesso al reddito per i migranti.

 

di maio conte card reddito

«Forse sul reddito sarebbe servita una discussione collettiva», dice un Cinque Stelle. Confrontarsi è difficile, perché all'interno del Movimento il clima è tutto fuorché sereno. Tutti aspettano le nomine di Giuseppe Conte. Il presidente ha deciso di irrobustire la struttura che lo coadiuverà nella guida del M5S. Il toto-nomi dei cinque vicepresidenti impazza, ma dimaiani è fichiani si sfilano dalla corsa. Il rischio per Conte è non riuscire a racchiudere tutte le anime del Movimento nel nuovo soggetto. «Più che nuovo corso, rischia di essere una ribollita».

 

reddito di cittadinanza alle poste

C'è anche da sciogliere il nodo del capogruppo a Montecitorio. Il mandato di Davide Crippa scade a dicembre. Il presidente M5S è favorevole a una svolta immediata, Beppe Grillo è di parere opposto. Non è sfuggito ai più un richiamo a Crippa in un post del garante. In questo quadro complesso si inseriscono i ballottaggi: il Movimento aspetta i successi (da alleato) nei capoluoghi per sventolare un eventuale aumento dei consiglieri comunali, ma l'attenzione è sui piccoli centri (una decina circa) dove i Cinque Stelle cercano la conferma in solitaria. Da Pinerolo a Cattolica: lì si misurerà la tenuta del M5S.

reddito di cittadinanza

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