calenda franceschini renzi martina

RIBALTONE DEMOCRATICO – I RENZIANI RISCHIANO DI PERDERE LA MAGGIORANZA NEI GRUPPI PARLAMENTARI - SARA' SCONTRO SUI CAPIGRUPPO – INTANTO SI LAVORA A UN TICKET MARTINA (PER LA SEGRETARIA PD) E CALENDA (CANDIDATO PER PALAZZO CHIGI) - E PER LA PRESIDENZA SALE VELTRONI

Fabio Martini per la Stampa

carlo calenda tessera pd con maurizio martina

 

È una curiosa riunione che sfugge a qualsiasi etichettatura. Non è strettamente di «corrente» e tantomeno si può ascrivere al «reggente» del Pd Maurizio Martina. Ma questa mattina, alle 10,30, nell' attico del Nazereno di solito riservato alla Direzione del Pd, si svolgerà un incontro nel quale alcuni tra i personaggi più influenti che vengono dal mondo Ds (il promotore Gianni Cuperlo, il ministro Andrea Orlando e lo stesso Martina) si confronteranno col ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, iscritto da pochi giorni al partito e che, col suo profilo liberal e arrembante, si trova già al centro delle attenzioni di tanti.

 

Nel diluvio di retroscena sui giornali che di solito accompagnano l' escalation di personalità emergenti, di recente è stata attribuita a Calenda l' ambizione di correre per la segreteria del Pd, una tentazione palesemente prematura che lui ha prontamente smentito. L' invito rivolto contemporaneamente a Calenda e a Martina sembra alludere a qualcosa di diverso, ad una possibile futura divisione dei compiti: al partito un segretario più identitario e invece in corsa per Palazzo Chigi un personaggio capace di «parlare» ad un elettorato più largo. Si allude già ad un ticket Martina-Calenda?

 

carlo calenda

Siamo ancora alla stagione dei preliminari, degli assaggi, delle prime mosse per provare a ricostruire un partito ammaccato e dunque non esistono piani già definiti. E infatti Gianni Cuperlo mette le mani avanti: «Dinanzi alla valanga del 4 marzo ripartire dai nomi non aiuta. Non è quello che i tempi ci chiedono.

 

Non è ciò che serve per rialzarsi dalla sconfitta peggiore della nostra vita». Eppure è proprio Calenda a proporre un indizio in più: «Non so se questo sistema del segretario candidato leader, che è una cosa molto del maggioritario, proseguirà...».

 

Ma se questo non è ancora un organigramma, è sicuramente uno schema di gioco. A due punte. Con un sistema elettorale che potrebbe tornare maggioritario e con due leader «tosti» da fronteggiare come Salvini e Di Maio, al Pd servirà un frontman e proprio Calenda sembra avere la taglia giusta per questo tipo di sfida. Certo, proprio lui dice che «il candidato naturale alla presidenza del Consiglio dovrebbe essere Paolo Gentiloni». Ma sarà interessato?

 

carlo calenda che

Nelle ore seguite all' annuncio di Renzi delle dimissioni congelate, anche Gentiloni si è mosso per scongiurare uno scenario che rischiava di paralizzare il Pd, ancorandolo al leader uscente. Ma come Gentiloni intenda muoversi nei prossimi mesi nessuno lo sa, il premier (come Graziano Delrio) non intende ricoprire ruoli operativi. Un primo tornante, nella nuova governance del partito, potrebbe riguardare la presidenza dell' Assemblea nazionale, o una presidenza onoraria. Ieri ha cominciato a circolare - ma non per iniziativa del diretto interessato - il nome di Walter Veltroni. Per il momento l' ipotesi di un tridente Martina-Calenda-Veltroni dunque è soltanto una suggestione.

Anche perché il complicato dopo-Renzi procede a tappe.

 

E la prima riguarderà le presidenze dei gruppi parlamentari. Passaggio che si preannuncia cruento. Per due ragioni.

 

La prima, squisitamente materiale: con il collasso delle finanze di partito, i gruppi parlamentari rappresentano ancora un canale economico importante. La seconda è politica. La «militarizzazione» delle liste avrebbe dovuto garantire agli amici di Renzi un controllo maggioritario dei Gruppi, ma dopo i primi carotaggi informali è trapelata un' indiscrezione: i renziani doc non avrebbero la maggioranza in entrambi i rami, una diceria talmente clamorosa da meritare un' ampia tara.

FRANCESCHINI RENZI GENTILONI

 

Per il Pd la tappa decisiva resta quella di metà aprile, quando l' Assemblea nazionale è chiamata a decidere come avvicinarsi al congresso. Se, come pare probabile, si arriverà ad una cooptazione, Maurizio Martina appare in pole position. Se invece si deciderà per un' investitura popolare, con annesse Primarie, potrebbe essere della partita anche il segretario dei Radicali italiani Riccardo Magi, che ha annunciato: «Ho deciso di candidarmi alla segreteria del Pd, per renderlo più coraggioso, più liberale, più laico, e democratico».

rutelli gentiloni calendaFRANCESCHINI RENZIwalter veltroniorlando renzi franceschiniRENZI FRANCESCHINI

 

RENZI FRANCESCHINIcarlo calenda maurizio martina paolo gentiloni

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....