crocetta montante

L'AFFARE MONTA! - SPUNTA UNA TALPA NEL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI CALTANISSETTA. ERA IL REFERENTE DEL CAPO DELLA SICUREZZA DELLA CONFINDUSTRIA E PASSAVA INFORMAZIONI AL CLAN DI MONTANTE – CONVOCATI L'EX GOVERNATORE CROCETTA, INDAGATO NELL'INCHIESTA, E ALCUNI GIORNALISTI CHE AVREBBERO AVUTO RAPPORTI POCO CHIARI CON IL MANAGERI - CASO DELLE MICROSPIE

 

Salvo Palazzolo per la Repubblica

 

ANTONIO CALOGERO MONTANTE

Diego Di Simone, il capo della sicurezza di Confindustria, lo chiamava « il suo uomo all' Avana, quello che osserva tutto » . O anche, «l' uomo mio che è giù». Spunta un' altra talpa eccellente nella rete di Antonello Montante, l' ex paladino dell' antimafia oggi in carcere con l' accusa di aver creato due associazioni a delinquere, per carpire notizie riservate sulle indagini e per razziare fondi pubblici. Una talpa che probabilmente operava all' interno del palazzo di giustizia di Caltanissetta.

 

MONTANTE CROCETTA

« Tutto benissimo mi dice l' uomo mio che è giù - diceva Di Simone a Montante, sicuro che i cellulari non fossero intercettati, era il 22 luglio 2016 - alla riunione diciamo sono molto molto intrinseche tutte e due, la Antonella e la Marcella » . Una frase in codice, "Antonella" sembra un riferimento allo stesso Montante. La talpa informava sul susseguirsi delle riunioni fra magistrati e investigatori della squadra mobile, l' ex presidente di Sicindustria confidava in una veloce archiviazione dell' inchiesta per mafia nata dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

 

Diego Di Simone

«Siccome abbiamo l' uomo all' Avana - diceva ancora Di Simone - quindi quello osserva tutto, tutta la movimentazione, questo è lo stato dell' arte » . Questa stessa talpa potrebbe aver soffiato a Montante l'esistenza di alcune microspie nella sua villa di Serradifalco, piazzate nel corso della perquisizione del 22 gennaio di due anni fa. Un mese dopo, l' ex capo di Sicindustria sussurrava già: « Quello che mi hanno detto è che le hanno messe» .

 

montante e ivan lo bello

Le microspie. La caccia alle talpe di Montante è aperta. Un altro insospettabile che passava notizie riservate a Diego Di Simone era alla Direzione nazionale antimafia. Il 29 aprile 2016, l' ex poliziotto diventato capo della sicurezza di Confindustria raccolse informazioni da un magistrato. E appena uscito da via Giulia, telefonò a Montante: « Per quanto riguarda la posizione, lui ha toccato con mano che tutto quello che c' era da fare è stato fatto » .

 

ATTILIO bolzoni

La talpa ipotizzava che sarebbe arrivata un' archiviazione. « C' è un problema di tempistica - spiegava ancora Di Simone - proprio tecnico, quindi ci vuole un pochettino». Ora, del caso Montante, si occuperà anche la commissione regionale antimafia. Il presidente Claudio Fava ha convocato l' ex governatore Rosario Crocetta, indagato nell' inchiesta, e anche alcuni giornalisti che avrebbero avuto rapporti poco chiari con il manager. Un' audizione pure per Attilio Bolzoni di Repubblica, che per primo, con il collega Francesco Viviano, ha svelato l' inchiesta su Montante. 

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