MONETA VIRTUALE, CETRIOLO REALE – COL FALLIMENTO DELLA PIATTAFORMA DI BITCOIN MT. GOX VA IN ONDA UN FURTO DA 400 MILIONI. MA NESSUNO SA A QUALE SANTO ATTACCARSI PER CERCARE LA REFURTIVA…

Federico Rampini per "la Repubblica"

Il furto, se mai c'è stato, vale 400 milioni di dollari. Ma nessuno sa bene dove cercare la refurtiva. Come si rubano, e dove si mettono, 750.000 monete "virtuali"? Di sicuro c'è invece una bancarotta. E' fallita Mt. Gox, che era stata una delle più importanti Borse mondiali per lo scambio dei Bitcoin. E ora gli appassionati di queste monete digitali scoprono dolorosamente uno dei loro svantaggi: non essendo regolate da alcuna autorità monetaria, le Bitcoin non hanno alle spalle un prestatore di ultima istanza.

Chi perde i soldi investiti non può sperare nell'intervento riparatore di una banca centrale, né in un'assicurazione sui depositi come quella che rimborsa i correntisti di una banca fallita. Se Bitcoin è una moneta eterea, le regole che la governano sono addirittura dei fantasmi.

Naturalmente i fan di questa contro-moneta ora alimentano svariate teorie del complotto. Puntano il dito contro l'indagine della Procura federale di Manhattan, che poche settimane fa aveva incriminato Mt. Gox chiedendo il sequestro giudiziario di diversi documenti relativi al funzionamento di quella Borsa.

Che peraltro non aveva la sua sede a New York bensì a Tokyo, se si può parlare di "sede" per una Borsa che ha sempre lavorato su transazioni di una valuta virtuale, quindi nel cyber- spazio. Ma ancora non è chiaro dalle prime ricostruzioni dei fatti, che cosa abbia scatenato il crac e la chiusura di Mt. Gox. E' stata l'indagine giudiziaria, a precipitare gli eventi, oppure quella misteriosa scomparsa di 750.000 Bitcoin del valore di circa 400 milioni? Tutto è avvolto nel mistero. Il mistero, è anche nel nome di Mt. Gox.

Abbreviato così, per un americano sarebbe Mountain Gox, montagna difficile da reperire su una carta geografica. Invece sta per le iniziali di Magic The Gathering Online Exchange, dal nome di un gioco di carte online che fu il primo business di quella Borsa. La sede a Tokyo evoca un altro mistero dei Bitcoin e cioè il nome giapponese del creatore di questa moneta, Satoshi Nakamoto: più probabilmente è lo pseudonimo di un collettivo di hacker che progettarono la valuta virtuale nel 2008 e la lanciarono operativamente nel 2009.

Da allora lo sviluppo dei Bitcoin è stato fenomenale. Trainato da due fattori. Da una parte la sfiducia nelle banche centrali e nelle monete tradizionali, alimentata anche dal "quantitative easing" e cioè dalla politica della Federal Reserve americana che ha stampato oltre 4.000 miliardi di dollari per pompare liquidità nell'economia (senza però scatenare quell'iperinflazione temuta dai rigoristi).

D'altra parte a favore di Bitcoin ha giocato la voglia della Silicon Valley di credere in un futuro "tutto digitale", dove ciascuna attività umana sarà rivoluzionata come lo è stata la comunicazione, l'informazione, il commercio.

Dunque, perché la moneta dovrebbe restare appannaggio delle banche centrali, laddove il commercio ha visto l'irruzione di Ebay e Amazon, l'informazione ha visto dilagare il ruolo di Google, la musica è finita su Apple, la socialità si svolge su Facebook? Non a caso, proprio nella Silicon Valley apparvero i primi esercizi commerciali disposti ad accettare Bitcoin invece dei dollari, per saldare il conto di birre e Martini.

Il trading in Borsa di Bitcoin è sempre stato caratterizzato da una volatilità estrema: nel corso del 2013, per esempio, il valore espresso in dollari di un Bitcoin ha avuto un minimo a quota 13 e un massimo (fine novembre) a 1.300 dollari.

Chi userebbe una moneta così instabile come mezzo di pagamento del proprio stipendio, pensione o come deposito del valore dei risparmi? Ma Bitcoin affascina per la sua genesi "open source" che piace alla cultura libertaria degli hacker: a differenza di una moneta come euro o dollaro il cui conio è un monopolio, a creare Bitcoin può concorrere chiunque padroneggi l'algoritmo matematico che è la chiave del suo codice software.

Tra i suoi sostenitori celebri ci sono i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, immortalati nel film "Social Network", i soci originari di Mark Zuckerberg alla creazione di Facebook. Il successo di Bitcoin ha costretto la Federal Reserve a studiare il fenomeno, e il Congresso di Washington a tenere audizioni sui problemi di controllo e di trasparenza. Alcuni siti che usavano Bitcoin sono stati incriminati per riciclaggio e traffico di droga. Ora sono le autorità di Tokyo a interrogarsi sul crac di Mt. Gox, fenomeno inedito per il quale non valgono i manuali tradizionali del banchiere centrale.

 

Mt Gox CEO Mark Karpeles bitcoin mtgox bitcoin tax_bitcoins-bitcoin

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”