roberto gualtieri giuseppe conte mes fondo salva stati esm european stability mechanism

IRAP FUNESTA - A GIUGNO LE IMPRESE MEDIO-GRANDI NON PAGHERANNO L'IMPOSTA. LA SPESA SARÀ FINANZIATA COI SOLDI DEL MES. MA COME? NON DOVEVANO ESSERE DESTINATI A SPESE MEDICHE? LA TASSA IN EFFETTI SERVE PROPRIO A COPRIRE I COSTI DEI SISTEMI SANITARI REGIONALI - QUINDI PRIMA DELLA DISCUSSIONE IN PARLAMENTO, CONTE E GUALTIERI PRENDONO DECISIONI (E FANNO ANNUNCI) SULLA BASE DEL FONDO SALVA-STATI CHE ANCORA NON È STATO ATTIVATO? CERTO, PERCHÉ GLI SERVE PER FARLO INGOIARE AI GRILLINI: AIUTA LE IMPRESE

Alessandro Barbera per “la Stampa

 

Niente Irap per le imprese a giugno. Quando ormai è buio è Roberto Gualtieri ad annunciare ospite di Fabio Fazio l' ultima novità del maxi decreto anti-recessione. La più odiata delle tasse, quella che le imprese versano normalmente alle Regioni per finanziare la spesa sanitaria, quest' estate non dovrà essere versata. A finanziare quella spesa - oggi la priorità delle priorità - si farà fronte con l' enorme aumento del deficit e - probabilmente in autunno - con un prestito del fondo salva-Stati. Il ministro del Tesoro non lo dice esplicitamente, ma fa capire che la questione è in agenda.

conte gualtieri

 

Ciò che conta oggi è dare fiato all' economia: la pressione di Italia Viva e di Confindustria perché arrivasse una risposta ha avuto la meglio. Resta da capire quanto ci vorrà ancora per definire il decreto. Anche ieri la maggioranza è stata costretta ad una riunione fiume con il premier Conte. Il decreto è intitolato "Sostegno alle imprese e all' economia", l' ultima bozza conta 258 articoli e quattrocento pagine di norme.

 

L' impianto è definito, ma manca il sì della Ragioneria generale dello Stato alle coperture. Nella maggioranza è ancora aperta la questione del cosiddetto "reddito di emergenza": i renziani temono si tramuti in un altro sussidio indiscriminato. Il compromesso prevede che venga garantito una tantum a chi non ha altri aiuti, può dimostrare di avere un reddito familiare non superiore ai quindicimila euro l' anno e un patrimonio inferiore ai diecimila. A queste persone dovrebbero essere concessi due assegni compresi fra quattrocento e ottocento euro.

giuseppe conte roberto gualtieri mes

 

L' altra questione delicata è la definizione degli aiuti alle imprese. Commercianti, artigiani e tutte le piccole aziende fino a cinque milioni di fatturato potranno contare su un contributo a fondo perduto fino a sessantaduemila euro: l' Agenzia delle Entrate lo concederà con bonifico bancario. Con un però: per ottenere i fondi si dovrà dimostrare un calo del fatturato pari a due terzi di quello registrato ad aprile di un anno fa. Per calcolare il valore dell' indennizzo si valuterà la differenza tra i due fatturati: sarà del venticinque per cento per i soggetti con ricavi non superiori a centomila euro, del venti per cento se i ricavi sono compresi fra centomila e quattrocentomila euro, del quindici tra quattrocentomila e i cinque milioni di euro. Le aziende più piccole avranno anche un credito d' imposta sull' affitto fino al sessanta per cento, purché dimostrino di aver avuto il dimezzamento del fatturato.

 

Per le aziende con ricavi fra i cinque e i cinquanta milioni - quelle su cui si è concentrato il dibattito nella maggioranza - si potrà avere uno sconto sull' eventuale ricapitalizzazione per un valore non superiore ai due milioni di euro. Chi vorrà potrà chiedere un sostegno patrimoniale allo Stato, ma ciò non comporterà la nomina di un rappresentante nei consigli di amministrazione. Per le aziende sopra i cinquanta miliardi di fatturato resta invece la norma che prevede l' intervento di Cassa depositi e prestiti. Le voci nei palazzi dicono che il giorno della verità per il decreto da cinquantacinque miliardi dovrebbe essere martedì. Twitter @alexbarbera

roberto gualtieri giuseppe conte 1

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...