KGB: KE GUAIO BOLOGNA! - UN SAGGIO DI SALVATORE SECHI SULLA STRAGE DI BOLOGNA SMONTA LA TESI DEL TERRORISMO DI DESTRA E RIVELA ‘SINISTRI’ LEGAMI TRA I GIUDICI BOLOGNESI, PCI E SERVIZI SEGRETI SOVIETICI PER INSABBIARE LA PISTA PALESTINESE (DI CUI PARLÒ ANCHE COSSIGA) CHE PORTA AL TERRORISTA KRAM, PRESENTE IN CITTÀ IL 2 AGOSTO 1980 - I PARLAMENTARI DI CENTROSINISTRA FALSIFICARONO IL DOSSIER SU KRAM E LA PISTA PALESTINESE FU DEFINITA “UN’INVENZIONE” - NEL MAGGIO 1980 I PALESTINESI MINACCIARONO RITORSIONI DOPO L’ARRESTO DI ABU AUREH SALEH, CHE VIVEVA DA TEMPO A BOLOGNA. NESSUNO SI INSOSPETTÌ DOPO L’ATTENTATO?...

Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo per "il Giornale"

Il riscontro è in un saggio di Salvatore Sechi, docente di Studi storici, per Nuova storia contemporanea, che demolisce trent'anni di omissioni e insufficienze investigative e getta una luce sinistra su pm bolognesi e politici Ds ciechi alle evidenze della pista internazionale sulla bomba del 2 agosto 1980.

Tutto ruota attorno alla figura di Thomas Kram, fedelissimo del superterrorista Ilich Ramirez Sanchez (alias, «Carlos» lo sciacallo) e al Fronte popolare di liberazione della Palestina, protagonisti della pista mai seguita dai pm bolognesi «nonostante i riscontri accumulati negli anni» che avrebbero dovuto insospettire i nostri inquirenti».

Solo oggi, infatti, Kram si trova finalmente sott'inchiesta a Bologna nonostante un dispaccio della polizia tedesca dell'epoca rivelasse che «il 1º agosto 1980 era stato fermato e perquisito dalla polizia di frontiera di Chiasso» e che «nella stessa data aveva preso alloggio presso l'Hotel Centrale di Bologna». Un rapporto del 1995 degli 007 di Francia e Germania lo piazzava al «sesto posto della scala gerarchica» della rete Separat di Carlos che, al Messaggero, confermò la presenza di un suo uomo nella stazione di Bologna.

Una pista che resta però inesplorata nonostante i dispacci della Digos che già nel 1980 accostava Kram e le sue «cellule rivoluzionarie tedesche» per la strage e la dettagliata segnalazione dell'allora capo della polizia, Gianni De Gennaro, sulla pericolosità di Kram.

Sechi è lapidario: «Anche tra i giudici la verità politica (la decisione, sin dal primo momento della strage, di guardare a destra) ha prevalso sulla verità che emerge dai documenti». Dubbio già emerso allorquando venne fuori che l'avvocato Fabio Montorsi, ex iscritto comunista, lasciava il collegio di parte civile accusando alcuni giudici bolognesi di aver tenuto riunioni con funzionari del Pci per decidere la strategia processuale».

L'allora pm Libero Mancuso, diventato membro della Mitrokhin, definirà «un'invenzione la pista Carlos».
Il link con la rete di Carlos (e di Kram) è Abu Aureh Saleh arrestato nel gennaio 1980. Per ottenerne la liberazione, i palestinesi minacciano «ritorsioni» e attentati a un «aereo di linea». L'ultimatum è del «15 maggio 1980»: tra giugno e agosto le bombe del Dc9 Itavia e di Bologna, la città dove Saleh viveva da tempo.

A rendere ancor più inquinati i pozzi, racconta Sechi, ci pensano i 17 parlamentari di centrosinistra che si dimenticano di Kram firmando la relazione di minoranza sul dossier Mitrokhin: «Da un documento di un organo statale tedesco si recide, con una rasoiata, l'ultima parte per assumerlo come prova di un'affermazione macroscopicamente non vera, cioè che Kram non avrebbe mai fatto parte delle rete di Carlos».

Più che un'omissione, un falso, attuato «con uso distorto delle fonti» come riscontrato da Sechi avendo fra le mani il documento tedesco recuperato in originale a Berlino.

Il depistaggio si concretizza nell'orario di arrivo di Kram in Italia la mattina del 1º agosto 1980. «I parlamentari hanno invertito gli orari dei passaggi dei treni (con cui Kram era arrivato dalla Germania e ripartito per Milano), e i luoghi (Chiasso e Milano). Il risultato è stato di rendere indeterminata la durata della perquisizione subita da Kram al posto di frontiera di Chiasso». Un assist che il terrorista sfrutta «per sostenere la casualità della sua sosta a Bologna nella notte tra il 1º e il 2 agosto».

Secondo Sechi, il bombarolo tedesco ha probabilmente goduto «di informazioni di prima mano da parte di compagni (o solo persone) che conoscevano le versioni di tali episodi affidate agli atti parlamentari». Un problema che lo storico conosce bene: «Ho scoperto, leggendo alcune carte, che uno dei membri della commissione era sospetto di legami con qualche servizio straniero.

Da un'informativa secretata è uscito fuori il nome del professor De Lutiis, noto esperto di servizi segreti. Solo per aver sollevato il problema, senza fare nomi, sono stato querelato dal Ds Bielli».

A quel punto, chiosa Sechi, ho mandato l'ex membro della commissione, Enzo Raisi (Fli) a controllare le carte a San Macuto, e mi ha detto che effettivamente esiste un rapporto della Gdf che cita De Lutiis». L'onorevole Raisi, contattato dal Giornale, conferma.

 

salvatore sechithomas-kram-alias-lotharterrorista carlos sciacalloSTRAGE DI BOLOGNAStrage di bolognaGIANNI DE GENNARO Francesco Cossiga - Copyright Pizzi

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...