STOPPA IL RENZINO – NEL PD L’ASSE BERSANI-FIORONI PUNTA SULLA TENUTA DEL GOVERNO PER BRUCIARE IL SINDACO – RENZI: “HANNO PAURA DI ME”…

1 - PARTY
Jena per "la Stampa" - Candidati pure tu alla segreteria del Pd, e porta un amico.

2 - PRIMARIE APERTE, ASSE ANTI RENZI IL SINDACO: NON MI FARÃ’ IMPICCARE
Maria Teresa Meli per il "Corriere della Sera"

Matteo Renzi agli amici la racconta così: «La verità è che hanno tutti paura che io scenda in campo. Non solo: sono preoccupati perché non riescono a capire quello che ho veramente in testa. Ma io non pongo questioni di regole, la mia è una questione politica: le primarie devono essere aperte a tutti, e se lo sono sul serio, primo, io concorro, secondo, chi vincerà sarà anche il candidato alla premiership. Per il resto, io non mi impicco alle regole... ma non mi ci faccio nemmeno impiccare».

Dunque parla così il sindaco di Firenze, ma i suoi avversari interni sono agguerriti. In prima fila, contro di lui, Beppe Fioroni, che dà il la a quello che sarà il nuovo tormentone degli antirenziani per fermare la corsa del sindaco e arrivare al 2015, nella speranza che in questi due anni si bruci.

Ecco il ragionamento che Fioroni oppone alle dichiarazioni rilasciate da Renzi alla "Faz": «Dopo quell'intervista dobbiamo ricrederci sul fatto che sarà il Pdl a far cadere il governo. Già, perché se è vero, e su questo io sono d'accordo con Matteo, che non ci devono essere regole per stopparlo, non devono essercene nemmeno per bloccare Letta. E dire, come fa Renzi, che la figura del segretario e quella del candidato premier devono coincidere significa esattamente questo.

Così Enrico per potersi candidare ancora a guidare il Paese, nel caso faccia bene, o è costretto a partecipare alla corsa alla segreteria, facendo ovviamente fibrillare il suo esecutivo, oppure deve restare al palo, pronto a cedere il posto a un altro perché così vuole lo Statuto, anche se i sondaggi fossero dalla sua parte».

Ma i renziani sostengono che queste obiezioni lasciano il tempo che trovano: «Guardate i sondaggi, la fiducia nel governo Letta è intorno al 30 per cento e il "Movimento 5 Stelle", nonostante tutte le mosse sbagliate di Beppe Grillo, sta recuperando almeno due punti in percentuale».

Fioroni, però, ce l'ha con il sindaco di Firenze anche per il modo in cui ha impostato la discussione congressuale: «Dobbiamo parlare di contenuti, Matteo non può pensare di fare le assise di Biancaneve (che sarebbe lui) e dei sette nani (che sarebbero gli altri candidati alla segreteria), perché se così fosse, allora si sappia che io sto pensando di candidare l'ottavo nano. Che tale non sarebbe, perché è una donna, cattolica e di successo, il cui nome non farò nemmeno sotto tortura».

Le obiezioni di Fioroni sono comuni sia all'ala moderata del fronte antirenziano che a quella dei pasdaran. Nel primo schieramento c'è Guglielmo Epifani, che ha più volte assicurato i sostenitori del sindaco di Firenze che non c'è bisogno che lui scenda in campo perché «sarò io a fare da garante e non deve preoccuparsi di nessuno scherzetto».

Anche secondo il segretario far coincidere la carica di leader di partito e di candidato premier sarebbe come «escludere Letta» e comunque, la maggior preoccupazione dell'ex numero uno della Cgil è quella di «preservare il governo dalle tensioni interne al Pd». Per questo preferirebbe se Renzi continuasse a occuparsi di Firenze.

E' lo stesso obiettivo di Pier Luigi Bersani capo dei pasdaran del Pd che osteggiano il sindaco. Ai fedelissimi l'ex segretario ha spiegato quali sono, a suo avviso, le intenzioni del primo cittadino del capoluogo toscano: «Ormai è chiaro, quello si candida ponendo determinate condizioni perché vuole accelerare la caduta del governo Letta. È la sua unica chance. Deve farlo cadere sennò non si va a votare prima del 2015 e lui che fa?». Per questa ragione gli avversari di Renzi sono pure i fautori del rinvio, anche se si rendono conto che ormai i margini per un'operazione del genere sono esigui e che, stando a tutti i sondaggi, l'elettorato del Pd vuole votare per scegliere il proprio leader e non gradisce l'idea di far slittare questo appuntamento a non si sa bene quando.

Dunque, volente o nolente, Renzi fa discutere il Pd. Ieri si è innalzato un coro di critiche contro di lui. Il «governatore» della Toscana Enrico Rossi, che non lo ha mai potuto soffrire, lo ha accusato di «usare il partito come un taxi per andare a Palazzo Chigi». Fabrizio Barca ha ribadito che Renzi sbaglia perché «segretario e presidente del Consiglio sono mestieri diversi». Critici anche Vannino Chiti, Pippo Civati e tanti altri. Ma il sindaco continua a ostentare sicurezza e a ripetere ai suoi interlocutori: «La verità è che hanno tutti paura di me».

Renzi però sa anche che due anni sono lunghi, per lui come per chiunque altro, e che c'è chi vuole prendere tempo e punta le sue carte sul governo Letta proprio per vederlo bruciarsi prima di arrivare al traguardo.

 

 

 

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