ACQUA DI COLONIE - L’UE VUOLE IMPEDIRE AD ISRAELE DI USARE I SOLDI EUROPEI NEGLI INSEDIAMENTI ANTI-PALESTINESI

Davide Frattini per "Il Corriere della Sera"

Un diplomatico israeliano lo definisce «un terremoto», una portavoce dell'Unione Europea prova a rasserenare: «Niente di nuovo». Eppure le parole di Benjamin Netanyahu sono quelle di chi reagisce a un sisma (in arrivo): «Non accetteremo alcun diktat esterno sui nostri confini - avverte il primo ministro -. Mi sarei aspettato da chi abbia veramente a cuore la pace e la stabilità in Medio Oriente che si dedicasse prima a risolvere problemi più urgenti come la guerra civile in Siria o la corsa dell'Iran alle armi atomiche».

Il documento che sta scuotendo i rapporti tra il governo israeliano e Bruxelles è stato approvato il 30 giugno ed entra in vigore fra pochi giorni. Indica le linee guida da seguire nei rapporti con Israele, fissa le regole per prestiti o finanziamenti da parte della Commissione.

E per la prima volta prescrive che ogni intesa venga accompagnata da una clausola: quei soldi non possono finire a università, società, istituzioni al di là della Linea Verde, perché - precisa - gli insediamenti in Cisgiordania o a Gerusalemme Est non fanno parte dello Stato d'Israele. «L'Unione Europea ha chiarito più volte - continua il testo - che non riconoscerà cambiamenti ai confini precedenti al 1967, se non sono stati concordati dalle parti coinvolte nel processo di pace».

Maja Kocijancic, una portavoce dell'Unione, spiega che «l'approccio non è nuovo, le linee guida precisano un sistema già applicato e permetteranno a Israele e l'Ue di portare avanti le discussioni su accordi bilaterali in preparazione».

Le regole riguardano i finanziamenti per progetti che partano l'anno prossimo e toccano le iniziative della Commissione non quelle dei ventotto Stati membri. «Un numero ridotto di casi», commenta Kocijancic. Sandra de Waele, che fa parte della delegazione Ue in Israele, ammette che il documento nasce anche «dalla frustrazione degli europei per le continue costruzioni negli insediamenti».

Proprio ieri il movimento Peace Now ha denunciato che il governo si prepara ad approvare mille nuovi alloggi nelle colonie. Il documento europeo è stato accolto come una sfida da Danny Dayan, ex leader del consiglio dei coloni, che alla radio dell'esercito israeliano ha cercato di ironizzare: «I nostri sono problemi da ricchi, siamo andati avanti quando eravamo in 40-50 mila al di là della Linea Verde e adesso siamo 700 mila, Gerusalemme Est compresa. Non abbiamo edificato gli insediamenti con gli aiuti dell'Unione e continueremo a farlo senza».

La clausola da inserire negli accordi preoccupa di più i funzionari del governo. «Dobbiamo decidere come agire da qui in avanti - dice uno di loro, anonimo, al quotidiano Haaretz . Non siamo disposti a firmare intese con quella formula, questo potrebbe fermare la cooperazione economica, scientifica, culturale, sportiva universitaria». Anche Yair Lapid, ministro delle Finanze e che dovrebbe rappresentare i moderati nella coalizione di centro-destra, attacca la decisione: «Fa capire ai palestinesi che per loro non c'è un prezzo internazionale da pagare, se continuano a rifiutarsi di riprendere i negoziati. L'Autorità di Ramallah si convincerà che Israele finirà con il cedere alle pressioni economiche e diplomatiche».

Gli americani - racconta Haaretz - avrebbero avvertito Netanyahu che se gli sforzi di John Kerry, il segretario di Stato, per far ripartire il processo di pace dovessero fallire, l'Ue potrebbe decidere misure ancora più dure: l'etichetta identificativa per i prodotti che arrivano dagli insediamenti in Cisgiordania o l'obbligo del visto per i coloni che vogliono viaggiare in Europa.

 

 

BENJAMIN NETANYAHU BENJAMIN NETANYAHU pianta di Israele e palestinaIL MURO TRA ISRAELE E PALESTINA YAIR LAPIDstrasburgo-europarlamento

Ultimi Dagoreport

donald trump paolo zampolli

DAGOREPORT - LA DUCETTA SUI TRUMP-OLI! OGGI ARRIVA IN ITALIA IL MITICO PAOLO ZAMPOLLI, L’INVIATO SPECIALE USA PER IL NOSTRO PAESE, NONCHÉ L’UOMO CHE HA FATTO CONOSCERE MELANIA A DONALD. QUAL È IL SUO MANDATO? UFFICIALMENTE, “OBBEDIRE AGLI ORDINI DEL PRESIDENTE E ESSERE IL PORTATORE DEI SUOI DESIDERI”. MA A PALAZZO CHIGI SI SONO FATTI UN'ALTRA IDEA E TEMONO CHE IL SUO RUOLO SIA "CONTROLLARE" E CAPIRE LE INTENZIONI DELLA DUCETTA: L’EQUILIBRISMO TRA CHEERLEADER “MAGA” E PROTETTRICE DEGLI INTERESSI ITALIANI IN EUROPA È SEMPRE PIÙ DIFFICILE – I SONDAGGI DI STROPPA SU PIANTEDOSI, L’ATTIVISMO DI SALVINI E LA STORIA DA FILM DI ZAMPOLLI: FIGLIO DEL CREATORE DELLA HARBERT (''DOLCE FORNO''), ANDÒ NEGLI STATES NEGLI ANNI '80, DOVE FONDÒ UN'AGENZIA DI MODELLE. ''TRA LORO HEIDI KLUM, CLAUDIA SCHIFFER E MELANIA KNAUSS. PROPRIO LEI…”

giorgia meloni donald trump joe biden

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI, FORSE PER LA PRIMA VOLTA DA QUANDO È A PALAZZO CHIGI, È FINITA IN UN LABIRINTO. E NON SA DAVVERO COME USCIRNE. STAI CON NOI TRUMPIANI O CONTRO DI NOI? CI METTI LA FACCIA O NO? IL BRITANNICO NEO-MAGA NIGEL FARAGE HA DICHIARATO CHE AVREBBE PREFERITO CHE MELONI PRENDESSE POSIZIONI PIÙ DURE CONTRO L’UNIONE EUROPEA, ALTRO SEGNALE: COME MAI ANDREA STROPPA, TOYBOY DELL'ADORATO MUSK, SPINGE SU X PER IL RITORNO DI SALVINI AL VIMINALE? VUOLE PER CASO COSTRINGERMI A USCIRE ALLO SCOPERTO? OGGI È ARRIVATA UN'ALTRA BOTTA AL SISTEMA NERVOSO DELLA STATISTA DELLA GARBATELLA LEGGENDO LE DICHIARAZIONI DI JORDAN BARDELLA, IL PRESIDENTE DEL PARTITO DI MARINE LE PEN, CHE HA TROVATO L’OCCASIONE DI DARSI UNA RIPULITA PRENDENDO AL VOLO IL "GESTO NAZISTA" DI BANNON PER ANNULLARE IL SUO DISCORSO ALLA CONVENTION DEI TRUMPIANI A WASHINGTON - E ADESSO CHE FA L’EX COCCA DI BIDEN, DOMANI POMERIGGIO INTERVERRÀ LO STESSO IN VIDEO-CONFERENZA?

marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - L’INTERVISTA RILASCIATA DA MARINA BERLUSCONI AL “FOGLIO” HA MANDATO IN TILT FORZA ITALIA E SOPRATTUTTO TAJANI - IL VICEPREMIER HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “NON ABBIAMO BISOGNO DI NESSUNA SVEGLIA. MARINA FA BENE A DIRE CIÒ CHE PENSA MA NON CI HA MAI CHIESTO NÉ IMPOSTO NULLA. QUANTO DETTO DA LEI NON ERA RIVOLTO A FORZA ITALIA” - NEL PARTITO MONTA LA FRONDA VERSO LA FAMIGLIA BERLUSCONI E C’E’ CHI PENSA DI POTERSI EMANCIPARE UNA VOLTA PER TUTTE (MAGARI TROVANDO UN FINANZIATORE DISPOSTO AD ACCOLLARSI I 99 MILIONI DI FIDEJUSSONI GARANTITE DALLA DINASTY DI ARCORE) - AVVISO ALLA "SINISTRA" MARINA: NEL WEEKEND VERRA’ CONDOTTO UN SONDAGGIO RISERVATO PER TESTARE L’APPREZZAMENTO DEL SIMBOLO DI FORZA ITALIA SENZA LA PAROLA “BERLUSCONI”…

giuseppe conte elly schlein

LE INSOSTENIBILI DICHIARAZIONI FILO-TRUMP DI CONTE HANNO MANDATO IN TILT SCHLEIN - TRA I DUE SAREBBE PARTITA UNA TELEFONATA BURRASCOSA IN CUI LA SEGRETARIA DEM AVREBBE FATTO CAPIRE A PEPPINIELLO CHE SE CONTINUA COSÌ IL M5S CROLLERÀ AL 7% - ELLY DEVE FARE I CONTI CON L’AUT AUT DI CALENDA E CON LA MINORANZA CATTO-DEM IN SUBBUGLIO CONTRO CONTE – PEPPINIELLO TIRA DRITTO: PARLA ALLA PANCIA DEI 5 STELLE E ABBRACCIA LA LINEA ANTI-DEM DI TRAVAGLIO SU RUSSIA E TRUMP. MA "LA POCHETTE DAL VOLTO UMANO" SA BENISSIMO CHE, SENZA UN ACCORDO COL PD, A PARTIRE DAL PROSSIMO VOTO REGIONALE, NON VA DA NESSUNA PARTE…

elon musk donald trump caveau oro

DAGOREPORT - ALTA TENSIONE TRA IL MONDO FINANZIARIO AMERICANO E KING TRUMP - PRIMA DI DICHIARARE GUERRA A WASHINGTON, I GRANDI FONDI E I COLOSSI BANCARI ASPETTANO CHE TRUMP E MUSK CACCINO IL PRESIDENTE DELLA FEDERAL RESERVE  PER IMPORRE I BITCOIN COME RISERVA NAZIONALE. UNA MONETA DIGITALE E SOVRANAZIONALE CHE AFFOSSEREBBE IL DOLLARO, E QUINDI L'ECONOMIA USA. E GOLDMAN SACHS SI PORTA AVANTI CONSIGLIANDO DI INVESTIRE IN ORO - LE RIPERCUSSIONI PER L'ITALIA: MELONI SA CHE I GRANDI FONDI, SE VOLESSERO, POTREBBERO MANDARE GAMBE ALL'ARIA IL DEBITO TRICOLORE...