rai leone letta

GIANCARLO LEONE VERSO LA POLTRONA DI CAMPOSANTO DALL’ORTO – SPONSORIZZATO DA GIANNI LETTA, L’EX DIRETTORE DI RAI UNO POTREBBE TORNARE A VIALE MAZZINI: ANCHE SE PENSIONATO E CON LAUTA LIQUIDAZIONE GIA’ INCASSATA – BERLUSCONI VUOLE UN DIRETTORE DI GARANZIA IN VISTA DELLE ELEZIONI

 

Aldo Fontanarosa per la Repubblica

 

giancarlo leone  diamara parodi delfinogiancarlo leone diamara parodi delfino

Il Pd e Forza Italia stanno trattando allo stesso tavolo la nuova legge elettorale e il destino della Rai, priva di un direttore generale per le dimissioni di Antonio Campo Dall' Orto. I berlusconiani chiedono la nomina di un dg di garanzia in vista del voto, e il Pd non chiude a questa soluzione.

 

Il fitto dialogo tra i due partiti mette Giancarlo Leone, forse suo malgrado, in testa ai favoriti. L' ex direttore di Rai1 ed ex vicedirettore generale ha le credenziali per traghettare il servizio pubblico tv in un porto sicuro; non è indigesto ad ampi settori del Partito Democratico ed è stimato da Gianni Letta.

 

GIANCARLO LEONE GIANNI LETTAGIANCARLO LEONE GIANNI LETTA

Tutto fatto, dunque? Il ministero dell' Economia ha dei dubbi su questa soluzione perché Leone ha lasciato la televisione di Stato a dicembre, peraltro con una robusta buonuscita come si usa nel mondo manageriale. Curioso che il servizio pubblico, per trovare un comandante in capo, debba ricorrere proprio a un dirigente pensionato. Per queste stesse ragioni, Leone andrebbe incontro al voto avverso di almeno uno degli 8 consiglieri di amministrazione. Contrario alla procedura, più che all' uomo, è Carlo Freccero.

 

CAMPO DALLORTOCAMPO DALLORTO

In verità, Leone ha fatto di tutto per chiamarsi fuori dalla corsa alla Direzione generale. Ha scritto un tweet chiarissimo il 17 maggio per dire: non torno indietro. Ha spiegato che vuole onorare l' impegno con l' Associazione Produttori Televisivi che lo ha nominato presidente il 12 aprile 2017. Suoi familiari lavorano, inoltre, nella società di consulenza che l' ex dirigente della Rai ha creato a marzo, la Q10 Media srl. E la neonata società, attiva in ambito televisivo, finirebbe ora su un binario morto - con Leone di nuovo a Viale Mazzini - per evitare conflitti d' interesse. In Rai, infine, il manager lavorerebbe gratis proprio perché pensionato.

carlo freccero (3)carlo freccero (3)

 

Di ragioni per restare dov' è, cioè lontano dalla tv di Stato, Leone ne ha tante. Ma una richiesta formale del governo, ed una informale di Gianni Letta, metterebbero l' ex dirigente con le spalle al muro costringendolo ad accettare. Se Leone dovesse cadere all' ultimo momento, i nomi alternativi sono i soliti: Nicola Claudio, segretario del Consiglio di amministrazione; e Paolo Del Brocco, ad di RaiCinema.

 

Entrambi possono ambire ad una larga maggioranza, addirittura all' unanimità in Consiglio di amministrazione qualificandosi come figure di garanzia per tutti. In corsa, infine, è l' ex direttore di Rai3 e del Tg3 Paolo Ruffini, giornalista con capacità manageriali. Molto improbabile invece che giornalisti- giornalisti possano diventare direttore generale, figura che ha acquisito i poteri tipici dell' amministratore delegato con la riforma Renzi del 2015.

 

FABIO FAZIOFABIO FAZIO

In questo scenario ancora incerto, la procedura di nomina del nuovo direttore generale che doveva partire ieri - è stata congelata. I consiglieri di amministrazione, che per legge faranno uno o più nomi per la Direzione generale, titolari della prima mossa, dovrebbero riunirsi domani.

 

I soci della tv di Stato - il ministero dell' Economia e la Siae - quel giorno stesso daranno il semaforo verde sul prescelto che infine sarà incoronato (sempre in Consiglio) con un voto definitivo, formale. Zoro che trasloca alla 7 e la stella Fabio Fazio a un passo dall' addio consigliano di evitare nuovi rinvii, anche perché la televisione pubblica dovrà presentare il palinsesto dei programmi il 28 giugno, scadenza che è dietro l' angolo.

 

CANONE RAI BOLLETTACANONE RAI BOLLETTA

Il momento certo non facile per la Rai convince i sindacati a rinviare lo sciopero generale già proclamato per l' 8 giugno. Ma Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Informazione, Snater, Libersind- ConfSal e UsigRai sono pronti a indire subito un nuovo stop se il direttore generale entrante rinvierà il confronto sul rinnovo del contratto di lavoro. Il canone, quello almeno continua ad arrivare grazie al pagamento rateale in bolletta. Nei primi 4 mesi dell' anno, sono già in cassa 479 milioni.

 

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