1. DA SETTIMANE LE LOBBY VECCHIE E NUOVE SONO IN MOVIMENTO PER PARTECIPARE ALLA GRANDE ASTA DELLE 600 POLTRONE PUBBLICHE. E PICCOLI BISIGNANI SBOCCIANO A IOSA 2. DAI PICCOLI BISI DI RENZI, MARCO CARRAI E “LAMPADINA” LOTTI, A DENIS VERDINI, PASSANDO PER QUALCHE LOGGIA SEGRETA E I MALDIPANCIA DEL PD DALEMIAN-LETTIANO, LA GUERRA DELLE POLTRONE SI COMBATTE ANCORA SENZA QUARTIERE CON LE SOLITE ARMI (PROIBITE) 3. RENZI HA FRETTA DI CHIUDERE LA PARTITA DELLE NOMINE PRIMA DELLE EUROPEE (MAGGIO), IN VISTA DI FORTI TURBOLENZE IN PARLAMENTO SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, E VUOLE FARE FUORI TUTTI: SCARONI (ENI), SARMI (POSTE), CONTI (ENEL), PANSA (FINMECCANICA) E CATTANEO (TERNA). IL NODO PIU’ INTRICATO RIGUARDA LA GUIDA DELL’ENI: SCARONI E' PRONTO A FARE UN PASSO INDIETRO (DA AD A PRESIDENTE) MA I, PRESIDENTE RECCHI NON VUOLE MOLLARE LA POLTRONA E IL PROBABILE SUCCESSORE, IL FIORENTINO LEONARDO MAUGERI, E’ INCOMPATIBILE CON L’ATTUALE NUMERO UNO DELL’ENI CHE NEL 2011 L’HA LICENZIATO

di Tina A. Commotrix per Dagospia

L'illusione, sosteneva Voltaire, è il primo dei piaceri.
Spesso, però, a scuotere l'albero dei sogni impossibili si raccoglie il frutto (amaro) di una realtà che, ancora una volta, i giornaloni dei Poteri marci fingono di non vedere.

I nostri "indignati speciali" e Gabibbo alle vongole potrebbero, invece, riaprire gli occhi invece di far finta che da settimane le lobby vecchie nuove sono in movimento per partecipare alla Grande Asta delle poltrone pubbliche. E che sotto la "gramigna" delle illusioni (gramsciane) piccoli Bisignani sbocciano a iosa.
Eccome.

Storia vecchia si dirà.
A dispetto di chi nel nome di San Rottamatore si era cullato beatamente nell'idea ipocrita (e falsa) che certe regole del gioco appartenessero a un passato di bari e ballerine della cosiddetta prima Repubblica.

Nel suo ritratto di fine Ottocento della Washington politica, nel racconto-novella "Democracy", Henry Adams e Arthur Schlesinger Jr. descrivono, mirabilmente, la forza, l'invadenza e l'arroganza delle lobbies. Che, appunto, negli anni lunghi non hanno smesso mai di esercitare la propria influenza sul Congresso Usa. Tant'è che nulla (o poco) è cambiato nei secoli nelle stanze di K Street in Capitol Hill riservate a Lor signori delle lobby.

"Uno sciame di aspiranti candidati a posti di responsabilità negli organismi istituzionali lo aveva pedinato e aveva preso d'assedio gli uffici in cerca di un suo appoggio per le domande di assunzione", si narra sull'arrivo a Washington del neo senatore Silas Ratcliffe destinato alla segreteria di Stato del futuro presidente degli Stati Uniti.

"Un'atmosfera di avida ambizione", domina i due lembi di Pennsylvania Avenue. "Il vecchio scompare; il nuovo avanza. La sanità, le istituzioni sono all'asta. Chi offre di più? Chi nutre l'odio più velenoso? Chi tesse gli intrighi più ingegnosi? Chi ha fatto il lavoro più sporco, meschino, oscuro e politico? Quella persona - conclude Henry Adams - riceverà una ricompensa".
Forse non è lo stesso "odore pesante della contrattazione" che da giorni si respira pure nei Palazzi romani della politica?

Allora, appare davvero inimmaginabile (utopistico?) nell'Italia dei boiardi di Stato, delle lottizzazioni d'antan e dei nuovi "rottamatori" chiamati, nel breve in nome (presunto) dello spoil system all'italiana e della "discontinuità" (Renzi), a fronteggiare la "Carica dei 600" - tante sono le poltrone da assegnare nella prossima primavera dal governo Renzi -, che anche qui avvenga ancora quel "mercato delle vacche" che dava la nausea al protagonista del racconto "Democracy".

I giornaloni dei Poteri marci, invece, sembrano avere il naso turato. E i loro direttori ostentano una falsa "neutralità" e invocano la solita "trasparenza" (per gli altri.) Mentre nell'ombra (nemmeno tanto) i papabili fanno sentire tutta la loro pressione, attraverso costose campagne pubblicitarie programmate ad hoc dagli uffici delle relazioni esterne. O ricorrendo alla consulenza di società esterne all'azienda.

Nulla d'illegale, ovviamente.
Tolto di mezzo il "facilitatore" Luigi Bisignani, dicevamo, sono forse scomparse le lobbies?
Ma quando mai!
Piccoli "Bisi" crescono.

Dai ragazzi del "cerchio viola" Carrai e Lotti, passando per il veterano Denis Verdini, qualche loggia segreta e i maldipancia del Pd dalemian-lettiano la guerra del poltrone si combatte ancora senza quartiere con le solite armi (proibite).

C'è, comunque, un nome nuovo tra i protagonisti del Risiko delle poltrone.
E' Luca Lotti, soprannominato "Lampadina", che da poco ha messo piede a palazzo Chigi - guarda caso con tanto di delega per l'editoria che ha fame di sussidi -, delegato da Renzi a "barattare" il pacchetto nomine. E non soltanto con i partiti che sostengono il governo, pure con quel Gianni Letta che resta il plenipotenziario per gli affari di stato di Silvio Berlusconi.

Insomma, lobbisti e gruppi di pressione interni agli enti non mollano la presa.
Qualcuno, senza imbrogliare, sa indicare (che so? un Giavazzi pentito sua strada di Mediobanca?) una maniera diversa per premiare i migliori fuori dalle logiche politiche e delle lobbies?
Ah conoscerlo!

Con grande onestà intellettuale, l'ex editorialista del "Corriere della Sera", Massimo Mucchetti, è tra i pochi ad aver criticato l'attività lobbistica degli enti da rinnovare. E da senatore Pd, inoltre, Mucchetti invita a "sorvegliare" (senza potere di veto) sulla congruità delle prossime nomine.
Tant'è che si parla pure di "Metodo Mucchetti".

Entro marzo a palazzo Madama ci sarà l'audizione dei capi azienda uscenti di Eni, Enel, Poste & C. per essere esaminati dalla Commissione Industria di cui l'ex giornalista è presidente.
Un metodo che fa discutere.
A sottoporsi all'"interrogatorio", a spiegare la propria "missione", infatti, saranno soltanto i manager in scadenza (Scaroni, Conti, Pansa, Sarmi, Cattaneo & C) sempre se ci andranno, ma non i candidati alla loro successione.

Un bel vantaggio per questi ultimi che potranno saltare le Forche Caudine (i grillini già affilano i coltelli) predisposte dal Senato. Di là da ogni valutazione di merito sui boiardi presenti e futuri.
Stando alle previsioni (ottimistiche) del governo, i papabili dovrebbero essere annunciati dal ministero del Tesoro entro il 13 aprile.

La scadenza, però, potrebbe slittare a dopo le elezioni europee (22-25 maggio) concedendo una proroga agli attuali amministratori.
Un'ipotesi che, ovviamente, da palazzo Chigi è smentita.

Nel salotto tv di Bruno Vespa, Renzi ha detto di avere fretta e idee nuove nel mettere mano al pacchetto di nomine. E la sua urgenza appare comprensibile.
Un voto alle europee che premiasse Berlusconi, finito incattivito ai domiciliari o ai servizi sociali, e che punisse il Pd renziano aprirebbe altri (e impensabili) scenari politico-istituzionali. E anche nell'ipotesi di un Cavaliere sconfitto attraverso un'emorragia di voti da Forza Italia al suo amico-antagonista del Pd, non andrebbe nella direzione di dare maggiore stabilità all'attuale fragile assetto politico-parlamentare.

"Lei non mi strapperà un nome", ha tagliato corto Superbone di fronte alle sollecitazioni dell'intervistatore.
E ci mancherebbe!
La distribuzione delle poltrone, sotto l'alta tutela del Quirinale, in realtà dovrà essere condivisa, come detto, tra le forze politiche che sostengono l'esecutivo alle Camere e con il placet anche di Forza Italia, che condiziona fortemente la maggioranza al Senato.

Così, la "Carica dei 600" potrà avere un esito positivo per il gabinetto Renzi soltanto all'interno di un quadro politico-parlamentare svelenito dalle polemiche sulla futura legge elettorale al vaglio di palazzo Madama. E sul pacchetto economia che non convince neppure il Pd renzizzato
Serve la "quadra" direbbe Bossi.
Nonostante gli annunci roboanti, la "Carica dei seicento" sta provocando però soltanto un gran polverone mediatico.

Di sicuro, a quanto risulta a Dagospia, ci sarà una forte discontinuità nelle principali aziende pubbliche.
"Altrimenti perdiamo di brutto la faccia", fanno sapere dal "cerchio viola".
Il che significa che Paolo Scaroni (Eni), Fulvio Conti (Enel), Flavio Cattaneo (Terna), Massimo Sarmi (Poste) e Alessandro Pansa (Finmeccanica) non saranno riconfermati amministratori delegati. Il rebus vero riguarda chi occuperà il loro posto.

C'è soprattutto, viene spiegato, il nodo della guida del Cane a sei zampe. Scaroni, in buoni rapporti con la lobby fiorentina, sarebbe disponibile a fare un passo indietro accettando la nomina a presidente occupata da Giuseppe Recchi. Ma quest'ultimo, sostenuto da Torino-Fiat, è pronto a mollare la poltrona solo se sarà promosso amministratore delegato. Incarico cui aspira il fiorentino trapiantato negli States (classe 1964), Leonardo Maugeri, ex direttore delle strategie Eni e consigliere per le questioni energetiche di Obama.

Un suo ritorno a San Donato milanese dopo il brusco allontanamento tre anni fa da parte proprio di Scaroni può avvenire tuttavia - stando ai si dice -, soltanto con l'uscita di scena dell'attuale numero dell'ente petrolifero.

Meno complicato appare la soluzione del puzzle riguardanti le nomine in Poste (Sarmi), Enel (Conti), Cattaneo (Terna) e Pansa (Finmeccanica). Tanti e validi sono i pretendenti.
Il nome nuovo che circola, invece, per l'azienda di via Montegrappa, presieduta dall'inamovibile ex capo della polizia De Gennaro, è quello dell'attuale ad di Alenia Aermacchi, Giuseppe Giordo. Pansa sarebbe dirottato da Finmeccanica alla guida di Fintecnica.
Del resto anche ai giri di valzer delle poltrone abbiamo fatto l'abitudine. Nè rappresentano una novità.

 

 

 

MATTEO RENZI CON MOGLIE E BAMBINI SULLO SFONDO LUCA LOTTI ASSEMBLEA GENERALI DI BANCA DITALIA LUIGI BISIGNANI FOTO LA PRESSE orenzo Guerini Debora Serracchiani Luca Lotti Maria Elena Boschi b b adb c f a b ba MGzoom Giuseppe Recchi ENI Luigi Bisignani con il suo libro AGNESE RENZI MARCO CARRAI MATTEO RENZI E DENIS VERDINI BERLUSCONI VERDINI ALFANO INAUGURAZIONE SEDE FORZA ITALIA FOTO LAPRESS LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI GIANNI LETTA bernabee mucchettiscaroni berlusconi interna nuova Fulvio Conti e Paolo Scaroniimage LUCA LOTTILUCA LOTTIpansa alessandro MASSIMO SARMI scaroni LEONARDO MAUGERIGiuseppe-GiordoGiovanni De Gennaro

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