LA SECONDA VITA (DA ATTRICE) DI MADAME BORINI – LA MADRE DI VALERIA E CARLA BRUNI IN GARA AGLI OSCAR DEL CINEMA FRANCESE: ‘MI SENTO FAVORITA, NON DARANNO MICA IL PREMIO ALLA FIDANZATA DI HOLLANDE, JULIE GAYET’

Stefano Montefiori per ‘Il Corriere della Sera'

«Non si può mai dire, ma credo di avere parecchie chance. Non daranno mica il premio a Julie Gayet, verrebbe fuori un putiferio», dice una delle rivelazioni più attese, venerdì sera, alla premiazione dei César, gli oscar del cinema francese. La stella più inaspettata della serata è una signora italiana di 83 anni, suocera dell'ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy: Marisa Borini, madre di Carla Bruni-Sarkozy e Valeria Bruni-Tedeschi, finalista come attrice non protagonista per Un castello in Italia.

Nella cerimonia che consacrerà quasi certamente la ventenne Adèle Exarchopoulos come migliore speranza femminile per La vita di Adele, e che vede in gara per il titolo di miglior attrice Catherine Deneuve, Fanny Ardant, Léa Seydoux e Emmanuelle Seigner, un posto importante lo avrà Marisa Borini, che al cinema è arrivata pochi anni fa dopo una vita da pianista. La incontriamo una mattina nel salotto di casa, tra la Senna e gli Champs Elysées. Ricordi, ambizioni, e sigarette, una dopo l'altra.

Signora Borini, dopo le critiche molto positive è arrivata la nomination. È orgogliosa?
«Mi fa piacere perché questa mia nuova carriera è legata a mia figlia, è tutto merito suo, anche se oltre ai suoi tre film appaio in altri due e sto per girarne un sesto. Il mio ruolo in Un castello in Italia è importante, nel film ci sono sempre... Però non mi rendo assolutamente conto della mia bravura, vedo solo i miei difetti».

Per esempio?
«Non so, quando sono pettinata male, cose del genere... Comunque credo di avere un vantaggio sulle altre attrici: io non ho complessi, perché nessuno mi ha visto al cinema giovane e bella, capisce? Tutte sono angosciate dal paragone con il passato, a me invece alla fine non me ne importa niente, nessuno mi ha visto prima».

Che ha detto quando sua figlia Valeria Bruni-Tedeschi le ha proposto di recitare per la prima volta?
«Le ho risposto: proviamo, se vuoi. E mi ha fatto un provino. Alla fine era felice, va benissimo, ripeteva. Alla mia età si pensa di avere visto, provato e vissuto tutto, e invece no, certe volte arrivano delle sorprese. Recitare non mi dà nessuna fatica, è niente rispetto alle 8 ore al giorno che ho sempre dedicato al pianoforte. Anche se in Un castello in Italia ci sono stati momenti molto dolorosi».

La morte di suo figlio. Il film le è servito? L'ha aiutata a fare i conti con quel dramma?
«No. Come tutte le persone che hanno perso un figlio, il dolore io ce l'ho sempre, ogni giorno. Mio figlio Virginio è la prima persona alla quale penso la mattina quando apro gli occhi, ci penso la notte... In ogni cosa che faccio trovo qualche corrispondenza con lui, se vado a prendere il mio nipotino a scuola certe volte ho l'impressione che sia lui... Non ho fatto sforzi per esprimere tutto questo perché è quello che sento continuamente. Io sono sempre uguale, ma magari a Valeria invece il film ha fatto bene».

Suona sempre il piano?
«Sì, ho ricominciato quattro anni fa. Per 15 anni l'ho tenuto chiuso, non volevo saperne. Ho smesso di suonarlo quando mio figlio mi ha detto che era malato. Adesso studio piano due o tre ore al giorno, ho ripreso il repertorio e mi sento ancora agile sulla tastiera. Non posso più suonare Chopin perché ho un po' di artrosi e gli accordi mi fanno male. Ma con tutto Bach e Mozart ce n'è da suonare».

Perché la sua famiglia lasciò l'Italia negli anni Settanta?
«Qui i ricordi sono un po' diversi. Le mie figlie dicono per paura delle Brigate Rosse, ma in realtà temevamo i rapimenti, i figli erano sorvegliati dalle guardie del corpo... Nel 1973 mio marito disse cambiamo aria, andiamo un paio d'anni a Parigi. Non siamo più tornati».

Perché l'altra sua figlia Carla non c'è nel film che racconta la vostra storia famigliare?
«Non è un documentario, è una finzione ispirata alla vita reale. E Carla non tiene molto al cinema, a lei piace cantare, ha una carriera diversa. Sta facendo una tournée di 62 concerti».

Che consiglio dà a suo genero? Deve tornare in politica?
«Hollande aveva promesso miracoli contro la disoccupazione, ma la situazione è drammatica... Io non ce lo vedo Nicolas a restare fuori. Ha troppa energia, intelligenza e passione. È fatto per la politica, è la sua vita. Se me lo chiedesse, gli direi di riprovare».

E lei tornerebbe volentieri a frequentare l'Eliseo?
«Ah, mi sono divertita tantissimo quando Carla era première dame, per lei era impegnativo e ha dovuto mettere da parte la carriera, io invece avevo solo i vantaggi. Mio genero ha insistito per portarmi dalla regina Elisabetta d'Inghilterra, dagli Obama, e poi in India...».

Vincerà il César, venerdì?
«Mi sento favorita, anche se magari alla fine decideranno di premiare una più giovane... Ma non la nuova fidanzata del presidente, questo è sicuro».

La carriera da attrice continua?
«Certamente, in ogni caso. Reciterò in Boomerang , un adattamento dal romanzo di Tatiana de Rosnay. Ho un ruolo bellissimo, di nonna, guarda caso, un po' misteriosa, che nasconde un segreto di famiglia».

 

 

CARLA BRUNI - MARISA BORINI BRUNI TEDESCHI CARLA BRUNI La Gayet pietra dello scandalo FANNY ARDANT CON LAMBASCIATORE FRANCESE E SIGNORA il capitale umano valeria bruni tedeschi CATHERINE DENEUVEADELE E LEA article

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....