ostia - sesso in spiaggia

ONLY IN ITALY: DA MAFIA CAPITALE A MAFIA BALNEARE! - IL PREFETTO DI ROMA SALVA MARINO MA VUOLE SCIOGLIERE OSTIA: IL DECIMO MUNICIPIO DOVRÀ RIMUOVERE 18 DIRIGENTI, CANCELLARE APPALTI E CONTRATTI

Marco Lillo per "il Fatto Quotidiano"

franco gabrielli (2)franco gabrielli (2)

 

   Una lettura impegnativa ma certamente interessante quella che attende Angelino Alfano sotto l’ombrellone, magari proprio a Ostia. Il romanzo criminale che ha ricevuto ieri dal prefetto Gabrielli supera l’originale in pesantezza: 940 pagine per decidere il destino del Comune di Roma. Un romanzo con un finale a sorpresa: lo scioglimento di... Ostia. Il prefetto, dopo avere sentito ieri il procuratore Pignatone e i vertici delle polizie, propone tre cose ad Alfano. La prima è lo scioglimento per mafia. Accolto il suggerimento Alfano dovrebbe sottoporre la decisione a Renzi e al Consiglio dei ministri, cui spetta l’ultima parola.

 

Lo scioglimento per il quale Gabrielli vorrebbe scomodare Renzi non è però quello di Roma, come avrebbe voluto la Commissione prefettizia. Gabrielli si accontenta appunto di Ostia, decimo municipio romano; la seconda proposta, stavolta per Roma, è la rimozione immediata (senza passare da Renzi in questo caso perché è nei poteri del ministro) di ben 18 dirigenti. La mannaia di Gabrielli colpisce duro su tre dipartimenti: politiche sociali, emergenza abitativa e verde pubblico e dovrebbe toccare anche il segretario generale Liborio Iudicello sopravvissuto al passaggio da Alemanno a Marino.

 

alfonso sabella assessore alla legalita per ignazio marinoalfonso sabella assessore alla legalita per ignazio marino

Infine la terza proposta: annullare decine e decine di determine di Roma Capitale. Salteranno gli appalti dei rifiuti e i contratti dei palazzi in affitto a canoni esorbitanti, molte gare vinte dalle coop di Mafia Capitale. Ma soprattutto il contratto dei contratti: quello che dal 2003 viene rinnovato alla municipalizzata Ama senza gara e che era stato già colpito (senza conseguenze) dalla relazione del ministero dell’Economia del gennaio 2014.

 

La relazione con le proposte di Gabrielli ad Alfano si compone di un centinaio di pagine alle quali però sono allegate le 834 pagine della relazione redatta dalla Commissione di accesso nominata dal predecessore Giuseppe Pecoraro. La ciccia del romanzo criminale (non balneare) è in quelle 834 pagine, che suggeriscono lo scioglimento di Roma e non di Ostia. Qui sono contenute le “accuse” più pesanti alla giunta Marino, al consiglio e all’amministrazione. La relazione è una bomba ad orologeria che esploderà probabilmente quando sarà consegnata alla Commissione Antimafia.

BEPPE GRILLO A OSTIA BEPPE GRILLO A OSTIA

 

Si dice tra pochi giorni. Sono 25 i testimoni auditi e verbalizzati dalla Commissione prefettizia. Tra i verbali imbarazzanti si segnala quello della dirigente Gabriella Acerbi rimossa dalla giunta Marino e quello dell’assessore Rita Cutini, che si oppose e sbatté la porta dopo essere stata accompagnata dolcemente all’uscita da Marino stesso.

 

OSTIA - SESSO IN SPIAGGIAOSTIA - SESSO IN SPIAGGIA

Su questo episodio la commissione guidata dal prefetto Marilisa Magno picchia duro nelle sue 834 pagine. Gabrielli invece dalla sua non ritiene ci siano gli elementi per sganciare la bomba atomica su Roma ma solo la bombetta su Ostia perché alla fine la dottoressa Acerbi fu rimossa ma Buzzi non riuscì a ottenere la nomina del suo pupillo, Walter Politano. Gabrielli ha valorizzato in senso “garantista ” la mancata contestazione da parte dei pm dell’aggravante del favoreggiamento mafioso per i politici del Pd arrestati.

 

Alla fine della sua relazione Gabrielli propone le tre misure. A differenza di quello che ieri è stato scritto lo scioglimento di Ostia sarà proposto non sulla base del comma 5 dell’articolo 143 ma per l’arti - colo 146 il quale prevede che si possa applicare al singolo municipio l’articolo 143 primo comma, cioè lo scioglimento vero e proprio per condizionamento mafioso.

squalo ostia 2squalo ostia 2

 

Per questa ragione mentre la cacciata dei dirigenti (che poi sarebbero sottoposti a procedimento disciplinare) e l’annullamento dei contratti potranno essere disposti da Alfano senza sentire nemmeno Renzi, per lo scioglimento dovrà passare a Palazzo Chigi. A Ostia si prefigura lo scenario che la commissione prefettizia voleva per tutta la Capitale: scioglimento e nomina di un commissario prefettizio che prende il posto del delegato del sindaco, Alfonso Sabella.

ostia antica scorcio del teatro ostia antica scorcio del teatro

 

Qualcuno potrà ironizzare: alla fine l’unico a essere sciolto per mafia sarà il municipio retto dal simbolo della stagione della legalità: Sabella appunto. All’assessore ex magistrato, che però dovrebbe mantenere la delega al litorale, subentrerà un commissario nominato non dal sindaco ma dal Prefetto, su delega di Alfano. La seconda conseguenza grottesca è che le elezioni per Ostia non ci saranno prima del 2017.

 

ostia beachostia beach

In caso di dimissioni di Marino, si potrebbe votare a Roma alla fine del 2015 e a Ostia un anno e mezzo dopo. Il commissariamento prefettizio infatti impone un periodo di quarantena prima che si ritorni a consultare un tessuto democratico inquinato dall’infiltrazione. Ora la parola passa ad Alfano che potrebbe ribaltare sia in un senso (archiviando tutto) che nell’altro (proponendo lo scioglimento di Roma) le proposte di Gabrielli. “La legge mi da tre mesi di tempo –ha detto ieri il ministro – ma non credo che li userò tutti”.

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)