CIE, QUANDO L’ACCOGLIENZA SI FA INCUBO - MANCONI: “QUELLE STRUTTURE PEGGIO DI UN CARCERE E LE RIVOLTE PROVANO IL FALLIMENTO DEL SISTEMA”

Maria Elena Vincenzi per "la Repubblica"

«Quello dei Cie è un sistema estremamente dispendioso, spesso disumano, largamente inefficace. E gli episodi di Gradisca e Crotone sono la tragica conferma di un fallimento che deve indurre a ripensare da capo l'intero sistema.

La proposta del ministro Kyenge di ridiscutere la Bossi-Fini può essere l'occasione giusta: quella normativa oltre a essere profondamente iniqua, si è rivelata inefficace perfino rispetto alle finalità di esclusione che intendeva perseguire. È tempo di considerare l'immigrazione come un'opportunità e una ricchezza possibile, non come una minaccia sociale ». Non usa mezzi termini il presidente della commissione Diritti Umani di Palazzo Madama, Luigi Manconi.

Senatore, davvero le condizioni in questi centri sono così terribili?
«Mi limito a due esempi. Sul piano giuridico il centro non è un carcere e i trattenuti hanno diritto di comunicare con l'esterno. Tuttavia, nella struttura friulana i telefonini sono stati consentiti appena qualche giorno fa e solo grazie all'intervento della deputata Serena Pellegrino. A Crotone, grazie alla gara al ribasso, la spesa quotidiana per trattenuto è scesa a 21 euro: sul piano dei diritti e della condizioni di vita è un disastro».

È solo un problema di costi?
«I Cie sono 13 e le persone lì trattenute sono mediamente un migliaio. Ogni struttura è organizzata in maniera diversa perché non esiste un unico ente amministratore. La gestione viene affidata con gare di appalto vinte riducendo al minimo il costo pro-capite e pro-die. Cifre spesso ridicole che non permettono di rispettare i diritti fondamentali e nemmeno di osservare le linee guida del Viminale. Tanto che in moltissimi centri si lamentano paurose carenze sanitarie. Anche per questo, con la Commissione stiamo visitando tutti i Cie e il 10 settembre saremo a Gradisca».

Le cronache di questi giorni raccontano anche altri disagi.
«La cosa che più colpisce, parlando le persone trattenute, è la loro difficoltà a capire che cos'è quel posto e perché sono finiti lì. Molti degli "ospiti" (così vengono chiamati, ed è una definizione che suona beffarda) provengono dal carcere e, dopo avere scontato la pena, scoprono di dover subire la sanzione accessoria dell'espulsione. Espulsione che, in realtà, arriva solo per poco più del 40% di coloro che passano per i Cie».

Ma chi sono questi "ospiti"?
«Le persone straniere prive di documenti: chi non ha presentato in tempo la domanda di protezione umanitaria, chi aveva un permesso di soggiorno e l'ha perso perché ha perso il lavoro, chi non è mai riuscito a regolarizzarsi per le più svariate ragioni. La gran parte di essi - ed è ciò che sfugge all'opinione pubblica - non ha commesso alcun reato, bensì solo quello che fino a poco tempo fa era un illecito amministrativo. Per questo oggi si trovano in una struttura che è spesso assai peggiore di un carcere».

Perché?
«L'una accanto all'altra, si trovano sia persone che parlano benissimo italiano e hanno già svolto percorsi di integrazione andati a buon fine, sia chi, da poco arrivato, avrebbe bisogno di essere accolto in strutture capaci di offrire un primo orientamento. All'interno di questi centri quasi mai viene organizzata alcuna attività, con il risultato che il tempo passa e la frustrazione aumenta. Un tempo vuoto, da trascorrere dentro vere e proprie gabbie, dove domina l'incertezza: perché sono qui, quanto rimarrò, dove andrò dopo?».

 

 

LUIGI MANCONI IMMIGRATO IN FUGA DA UN CENTRO DI ACCOGLIENZAINCENDIO AL CENTRO IMMIGRATI DI LAMPEDUSALAMPEDUSA INCENDIO AL CENTRO IMMIGRATIIMMIGRATO IMMIGRATI IN ITALIA

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...