TESTA DI CHICCO TROTTA. L’EX AMBIENTALISTA CHE ORA PER LA CAUSA SAREBBE PRONTO A PRENDERE CASA A FUKUSHIMA ANNUNCIA: “VEDO LA MAIL ANCHE A CAVALLO” - POLVERINI, IN PREDA A UN ATTACCO DI CULTURA, ORGANIZZA PER GLI ALUNNI DELLE ELEMENTARI ROMANE LA PROIEZIONE DI UNA PUNTATA DE “I CESARONI” - UN MANIPOLO DI DEMOCRISTIANI CI SALVERÀ DA BERLUSCONI? - MARCHIONNE SULLO STESSO VOLO DI AMANDA?...

1- UNA MAIL AL CAVALLO DI CHICCO TESTA
Da "il Fatto quotidiano"

Per fortuna che c'è Style, il patinatissimo magazine del Corriere della Sera. Altrimenti non avremmo mai saputo la verità su Chicco Testa: "Faccio trekking a cavallo, su anglo-arabi sardi, simili a quelli usati per il Palio di Siena. A chi mi dà dello snob dico: costa meno della bicicletta". Il campione del nucleare, l'ex ambientalista che ora per la causa sarebbe pronto a prendere casa a Fukushima, che sta scrivendo l'imperdibile saggio Contro Natura "per ribattere a coloro che pensano che tutto quel che è green sia cosa buona", ecco, questo "golden boy manageriale" di 59 anni che fa il banchiere di relazioni per Rothschild deve spiegarci una cosa.

Dice: "Io ho Internet anche in macchina e vedo la mail anche a cavallo". Ma a chi scriverà dal suo cavallo? E che senso ha fare il trekking più snob se passi il tempo a messaggiare con Oscar Giannino e gli altri nuclearisti per discutere di come abbattere Greenpeace? Aporie inevitabili quando si osserva un personaggio che come slogan esistenziale cita: "Viva la città, e la mia casa in campagna". Forse, più che Style, bisognerebbe interpellare quel baio anglo-arabo sardo per conoscere i veri segreti del Chicco Testa way of life.

2- STUPEFACENTE
Massimo Gramellini per "la Stampa"

C'è ancora qualcosa che ha il potere di stupirci? Sfogliamo il notiziario di giornata. La Regione Lazio della sora Polverini, in preda a un attacco di cultura, organizza per gli alunni delle elementari romane la proiezione di una puntata de «I Cesaroni». Olè. Il Partito Democratico riesce a dividersi persino sulla nomina del presidente dell'Anci, l'associazione dei sindaci. Hanno fatto le primarie, non è una battuta, e lo sconfitto ha chiesto il riconteggio: neanche questa è una battuta. Olè.

La figlia del presidente del Consiglio manda un esposto al ministro di Giustizia nominato dal presidente del Consiglio per lamentarsi di una sentenza che riguarda un'azienda del presidente del Consiglio. Olè. La Virtus Bologna allunga oltre due milioni di dollari a un giocatore di basket della Nba per giocare una partita sola. Doppio olè (uno a milione). La crisi toglie il sonno agli italiani, invece la Camera si occupa forsennatamente di imbavagliare le intercettazioni, una pratica che interessa soltanto chi sta al telefono coi pregiudicati, mentre i provvedimenti dimagri-casta agitati come turiboli d'incenso per tutta l'estate si devono essere persi in qualche sottoscala.

Olè. Le agenzie di rating ci declassano, ma il ministro dell'Economia con delega alla saccenza se ne infischia e pure le Borse, mai andate così bene. Olè. Mi domando cosa possa ancora scuoterci da tanto torpore. Forse il manipolo di democristiani che, a sentire i sussurri di Palazzo, fra qualche settimana farà cadere il governo: quello sì sarebbe stupefacente.

3- MARCHIONNE SULLO STESSO VOLO DI AMANDA?
di Pino Corrias per Il Fatto


Chissà se in queste ore Sergio Marchionne e Amanda Knox si sono lasciati alle spalle l'Italia con lo stesso volo e lo stesso sollievo. L'imperscrutabile Amanda ha messo un Oceano tra sé e il suo passato che quattro anni fa deragliò dentro alla stanza di una vita che oggi non saprebbe neanche più spiegare, e che l'ha imprigionata con gli stessi indizi che ora l'hanno prosciolta, restituendole la sua età e il suo mistero. Ci dice addio lasciandosi alle spalle, da innocente, un cadavere insepolto.

Probabile che Marchionne ci saluti con altra baldanza. Il cadavere della Fiat è altrettanto insepolto, anche se il suo delitto è a futura memoria. Intanto ha disdetto Confindustria per alzare la polvere del depistaggio e prepararsi a disdire l'Italia in nome di Detroit. I nuovi modelli da produrre sono stati annunciati e annullati, gli investimenti rimandati. La strombazzata Nuova 500 gira al rallentatore tra la concorrenza sfrecciante e affonda in America. La sua Fiat si lascia alle spalle un governo che disprezza, ma di cui fiancheggia la deriva proclamando: "Non è tempo di proclami". E ci lascia qualche migliaio di operai con il destino già segnato nel loro dna: colpevoli anche in appello.

 

chicco-testaKOBE BRYANTRENATA POLVERINI marchionne AMANDA KNOX ARRIVA A SEATTLE

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