facebook cattivo mark zuckerberg

“FACEBOOK VA CHIUSO” – L’INTEMERATA DI MARCO BENEDETTO: “DOVREBBE ESSERE COSTRETTO A PAGARE LE TASSE E DOVREBBE ESSERE UN IMPEGNO UNITARIO DI TUTTE LE FORZE POLITICHE IN TUTTO IL MONDO. E DOVREBBE ANCHE ESSERE COSTRETTO A PAGARE LE TASSE “- “BERLUSCONI, INVECE DI INVOCARE UNA INCHIESTA PARLAMENTARE SUI PM, NE DOVREBBE PRETENDERE UNA SULLO STRAPOTERE DI FACEBOOK, VERO CONCORRENTE DELLA COSA DI CUI TIENE DI PIÙ AL MONDO, MEDIASET. E ANCHE LA MINACCIA PIÙ GRAVE CHE I GIORNALI DEVONO FRONTEGGIARE” – “SONO TESTIMONE DIRETTO DELLA PERICOLOSITÀ DELL’AGIRE DI FACEBOOK…”

Estratto dell’articolo di Marco Benedetto per www.blitzquotidiano.it

 

MARCO BENEDETTO

Facebook va chiuso, dovrebbe essere un impegno unitario di tutte le forze politiche in tutto il mondo. E dovrebbe anche essere costretto a pagare le tasse. Cosa che invece fa solo in parte, adducendo costi che se lo faceste voi sareste arsi vivi dall’ultimo impiegato del Fisco.

 

Berlusconi, invece di invocare una inchiesta parlamentare sui pm, ne dovrebbe pretendere una sullo strapotere dei social network che poi è sempre Facebook. È Facebook il vero concorrente della cosa cui Berlusconi tiene di più al mondo, Mediaset.

 

Ed è anche la minaccia più grave che i giornali devono fronteggiare. Minaccia sul mercato della pubblicità, minaccia perché se un giornale vuole diffondere i suoi contenuti fra i seguaci di Facebook deve pagare un pedaggio più caro di quello che il ritorno pubblicitario fa rientrare.

 

MARK ZUCKERBERG

[…] I duri e puri della sinistra, di cui Benigni è il profeta, farebbero meglio, finché in tempo, a interrogarsi sul futuro della loro tanto amata Costituzione più bella del mondo, e anche di tutte le altre Costituzioni, meno belle ma migliori nel funzionamento, quando Facebook dispiegherà tutto il suo micidiale potere. L’Antitrust dovrebbe definire ruolo e responsabilità di un monopolista che, in quanto tale, deve operare secondo doveri e vincoli del servizio pubblico.

 

facebook

[…]  Oggi Facebook può essere la strada del potere versione XXI secolo. Al fondo, un sistema totalitario privo di controlli, che decide cosa i cittadini debbano e possano sapere. Senza dovere rendere conto a nessuno, i capi di Facebook, gli attuali o chiunque abbia i mezzi per lanciare un’opa su Meta, magari gli stessi cinesi, sarebbero in grado di orientare il pensiero degli elettori non a solo alle scadenze naturali delle elezioni, ma ogni giorno, ogni ora, con continui sondaggi, manovrati da specifiche notizie diffuse all’interno di quel mondo chiuso che sono i suoi utenti.

 

censura facebook 3

Pochi credo ricordino il film Quinto potere, del 1976, in cui Peter Finch rappresentata la capacità di influenza della tv. Ancor meno sono quanti ricordano Quarto potere, del 1941, in cui Orson Welles presta la sua arte alla figura del tycoon della carta stampata W. R. Hearst.

 

La grande differenza fra i rischi denunciati nei due film e il rischio rappresentato da Facebook è che tv e giornali operano in un sistema pluralistico, dove nessuno è mai arrivato a un controllo totale delle fonti.

 

mark zuckerberg annuncia meta il nuovo nome di facebook 1

Facebook opera in  un regime di monopolio assoluto: il suo ciclopico computer contro miliardi di telefonini e laptop a cui fa arrivare i messaggi che vuole. Una signora si è vista bloccare la pagina su FB perché aveva postato una ricetta per l’insalata russa.

Sono testimone diretto della opacità e quindi pericolosità dell’agire di Facebook e anche della arroganza dei suoi rappresentanti.

 

Volevo verificare l’efficacia delle sponsorizzazioni degli articoli di Blitz su Facebook per poi fare un calcolo di convenienza. Era il 9 febbraio 2023. Sembrava che tutto fosse approvato. Il giorno dopo ho scoperto che avevano sospeso l’account, perché l’annuncio, che volevo pubblicare ma che avrebbe dovuto elaborare lo stesso staff di Facebook, violava le regole di Facebook.

 

account facebook disattivati

Quali regole? Leggi il manuale, cioè una insulsa sequela di parole congegnate per evitare che forniscano appiglio a qualche causa. Un bottone mi fa sperare: se vuoi sapere di più clicca qui, ti risponderemo entro 48 ore. Invece sono rimasto senza spiegazioni e anche il bottone è stato reso inagibile.

 

La circostanza mi fa andare indietro di qualche anno quando entrai in contatto con l’allora capo di Facebook in Italia. Quando capì che cercavo aiuto e non volevo pagare pegno, mi mandò un sms: non si permetta di cercarmi più. Obbedii. Quanto successo in questi anni, a livello globale, è lo specchio di quella prepotenza e pericolosità.

SPUNTA BLU FACEBOOK INSTAGRAMFACEBOOK INSTAGRAM WHATSAPP DOWNFACEBOOK INSTAGRAM WHATSAPP DOWNBOOMER SU FACEBOOKMETAVERSEFacebook Metaverso 4meta 3tweet e meme su meta il nuovo nome di facebook 18MARCO BENEDETTOLICENZIAMENTI META- FACEBOOK GOOGLE AMAZON NETFLIX FACEBOOKinstant articles su facebookFACEBOOK INSTAGRAM RUSSIA PUTINMARCO BENEDETTO

Ultimi Dagoreport

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - COSA FRULLAVA NELLA TESTA TIRATA A LUCIDO DI ANDREA ORCEL QUANDO STAMATTINA ALL’ASSEMBLEA GENERALI HA DECISO IL VOTO DI UNICREDIT A FAVORE DELLA LISTA CALTAGIRONE? LE MANGANELLATE ROMANE RICEVUTE PER L’OPS SU BPM, L’HANNO PIEGATO AL POTERE DEI PALAZZI ROMANI? NOOO, PIU' PROBABILE CHE SIA ANDATA COSÌ: UNA VOLTA CHE ERA SICURA ANCHE SENZA UNICREDIT, LA VITTORIA DELLA LISTA MEDIOBANCA, ORCEL HA PENSATO BENE CHE ERA DA IDIOTA SPRECARE IL SUO “PACCHETTO”: MEJO GIRARLO ALLA LISTA DI CALTARICCONE E OTTENERE IN CAMBIO UN PROFICUO BONUS PER UNA FUTURA PARTNERSHIP IN GENERALI - UNA VOLTA ESPUGNATA MEDIOBANCA COL SUO 13% DI GENERALI, GIUNTI A TRIESTE L’82ENNE IMPRENDITORE COL SUO "COMPARE" MILLERI AL GUINZAGLIO, DOVE ANDRANNO SENZA UN PARTNER FINANZIARIO-BANCARIO, BEN STIMATO DAI FONDI INTERNAZIONALI? SU, AL DI FUORI DEL RACCORDO ANULARE, CHI LO CONOSCE ‘STO CALTAGIRONE? – UN VASTO PROGRAMMA QUELLO DI ORCEL CHE DOMANI DOVRA' FARE I CONTI CON I PIANI DELLA PRIMA BANCA D'ITALIA, INTESA-SANPAOLO…

donald trump ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - UN FACCIA A FACCIA INFORMALE TRA URSULA VON DER LEYEN E DONALD TRUMP, AI FUNERALI DI PAPA FRANCESCO, AFFONDEREBBE IL SUPER SUMMIT SOGNATO DA GIORGIA MELONI - LA PREMIER IMMAGINAVA DI TRONEGGIARE COME MATRONA ROMANA, TRA MAGGIO E GIUGNO, AL TAVOLO DEI NEGOZIATI USA-UE CELEBRATA DAI MEDIA DI TUTTO IL MONDO. SE COSÌ NON FOSSE, IL SUO RUOLO INTERNAZIONALE DI “GRANDE TESSITRICE” FINIREBBE NEL CASSETTO, SVELANDO IL NULLA COSMICO DIETRO AL VIAGGIO ALLA CASA BIANCA DELLA SCORSA SETTIMANA (L'UNICO "RISULTATO" È STATA LA PROMESSA DI TRUMP DI UN VERTICE CON URSULA, SENZA DATA) - MACRON-MERZ-TUSK-SANCHEZ NON VOGLIONO ASSOLUTAMENTE LA MELONI NEL RUOLO DI MEDIATRICE, PERCHÉ NON CONSIDERANO ASSOLUTAMENTE EQUIDISTANTE "LA FANTASTICA LEADER CHE HA ASSALTATO L'EUROPA" (COPY TRUMP)...

pasquale striano dossier top secret

FLASH – COM’È STRANO IL CASO STRIANO: È AVVOLTO DA UNA GRANDE PAURA COLLETTIVA. C’È IL TIMORE, NEI PALAZZI E NELLE PROCURE, CHE IL TENENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA, AL CENTRO DEL CASO DOSSIER ALLA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (MAI SOSPESO E ANCORA IN SERVIZIO), POSSA INIZIARE A “CANTARE” – LA PAURA SERPEGGIA E SEMBRA AVER "CONGELATO" LA PROCURA DI ROMA DIRETTA DA FRANCESCO LO VOI, IL COPASIR E PERSINO LE STESSE FIAMME GIALLE. L’UNICA COSA CERTA È CHE FINCHÉ STRIANO TACE, C’È SPERANZA…

andrea orcel francesco milleri giuseppe castagna gaetano caltagirone giancarlo giorgetti matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - IL RISIKONE È IN ARRIVO: DOMANI MATTINA INIZIERÀ L’ASSALTO DI CALTA-MILLERI-GOVERNO AL FORZIERE DELLE GENERALI. MA I TRE PARTITI DI GOVERNO NON VIAGGIANO SULLO STESSO BINARIO. L’INTENTO DI SALVINI & GIORGETTI È UNO SOLO: SALVARE LA “LORO” BPM DALLE UNGHIE DI UNICREDIT. E LA VOLONTÀ DEL MEF DI MANTENERE L’11% DI MPS, È UNA SPIA DEL RAPPORTO SALDO DELLA LEGA CON IL CEO LUIGI LOVAGLIO - DIFATTI IL VIOLENTISSIMO GOLDEN POWER DEL GOVERNO SULL’OPERAZIONE DI UNICREDIT SU BPM, NON CONVENIVA CERTO AL DUO CALTA-FAZZO, BENSÌ SOLO ALLA LEGA DI GIORGETTI E SALVINI PER LEGNARE ORCEL – I DUE GRANDI VECCHI DELLA FINANZA MENEGHINA, GUZZETTI E BAZOLI, HANNO PRESO MALISSIMO L’INVASIONE DEI CALTAGIRONESI ALLA FIAMMA E HANNO SUBITO IMPARTITO UNA “MORAL SUASION” A COLUI CHE HANNO POSTO AL VERTICE DI INTESA, CARLO MESSINA: "ROMA DELENDA EST"…