1. MARONI E SILVIO BERLUSCONI HANNO TROVATO "LA QUADRA" DELLA NUOVA ALLEANZA 2. L'INTESA E' STATA RAGGIUNTA IN BASE AD UNA COSPICUA DOTE DI REALPOLITIK, SOPRATTUTTO DA PARTE DEL CAINANO. ECCO I PUNTI PRINCIPALI DELL'INTESA, CON UNA GROSSA SORPRESA FINALE, QUELLA SULLA QUALE IL CAV, STAREBBE PER INGOIARE UN GROSSO ROSPO 2. ACCORDO SULLA LOMBARDIA CON MARONI CANDIDATO, PER CONTENDERE IL PIRELLONE AD AMBROSOLI E RENDERE PROBLEMATICA LA VITTORIA DI BERSANI E DEL PD AL SENATO 3. RETROCESSIONE DEL 75% DELLE TASSE VERSATE DAI LUMBARD ALLA REGIONE STESSA 4. MARONI HA OTTENUTO INFINE CHE IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE NON SARA' BERLUSCONI NÈ ANGELINO ALFANO. LE IPOTESI TUTTORA SONO DUE: O NON SI INDICA IL CANDIDATO PREMIER, OPPURE, IL CANDIDATO PREMIER SARÀ' IL “ROSPO” TREMONTI

DAGOREPORT
Umberto Bossi non e' più il padre padrone della Lega, ma una sua eredita' esiste anche nel linguaggio: Roberto Maroni e Silvio Berlusconi hanno trovato "la quadra" della nuova alleanza. Ci vorranno alcune ore, magari un giorno ancora per annunciarla ma l'intesa sui punti principali e' stata raggiunta in base ad una cospicua dote di realpolitik, soprattutto da parte del fidanzato di Francesca Pascale. Ecco i punti principali dell'intesa, con una grossa sorpresa finale, quella sulla quale il Cav, starebbe per ingoiare un grosso rospo sapendo appunto che il realismo in politica, soprattutto quando non si gioca esattamente per vincere, resta l'arma migliore.

1. Accordo sulla Lombardia con Maroni candidato, passo decisivo per contendere davvero il Pirellone ad Ambrosoli e rendere concretamente problematica la vittoria di Bersani e del Pd al Senato.

2. Intesa sulla retrocessione del 75 per cento delle tasse statali versate dai lumbard alla Regione stessa. Di fatto, escluse le spese per difesa, sicurezza e scuola, significa assicurarsi che i fondi per finanziare la Sanita' ci saranno. Ovviamente, si tratta di un argomento spendibile in campagna elettorale, essendo che poi nulla cambierà davvero rispetto alla situazione attuale.

3. Maroni ha ottenuto infine che il candidato premier della coalizione non sara' Berlusconi e non sarà nemmeno Angelino Alfano. Le ipotesi tuttora sono due: o non si indica il candidato premier, oppure, salvo improbabili sorprese, il candidato premier sarà' Giulio Tremonti.

Oggi e' questa la decisione più accreditata, quella che traduce in pratica quanto Berlusconi ha gia' fatto trapelare ieri quando ha detto che potrebbe anche fare il ministro se la sua coalizione dovesse vincere. L'intesa sanerebbe la grave frattura tra l'ex premier e il suo ministro dell'economia e restituirebbe ai talk show elettorali un protagonista che potrà mettere in seria difficoltà proprio Mario Monti, che soprattutto sui temi internazionali non ha attualmente competitor all'altezza.

Tremonti da sempre e' stato il pdiellino più vicino alla Lega e, pur avendo costituito il suo movimento, fa parte tuttora dei gruppi parlamentari del Pdl. Berlusconi, e qui sta la massiccia dose di realpolitik messa in campo dal tuttora capo del Pdl, si rende conto che non può perdere la Lombardia senza combattere altrimenti si candiderebbe davvero all'irrilevanza e che se vince in Lombardia puntando sull'ultimo sussulto dei leghisti può mettere in difficoltà il Pd al Senato.

Se il prezzo da pagare e' Tremonti, ben venga. Il grande gelo del 2011 durato sinora? Può essere ben superato dal comune attacco a Monti e l'ex ministro dell'economia in questo potrebbe essere molto più credibile, oltre che dello stesso Berlusconi, anche di Brunetta (che sinora e' stato la spina più fastidiosa nel fianco del premier tanto da portare il Professore ad un attacco tanto freddo quanto oggettivamente razzista sulla statura accademica del figlio dell'ambulante veneziano).

 

BERLUSCONI E MARONI A MONTECITORIO francesca pascale UMBERTO AMBROSOLIGiulio Tremonti

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