vladimir putin xi jinping joe biden

MENTRE L’OCCIDENTE È IPNOTIZZATO DAL CONFLITTO IN UCRAINA, XI JINPING SI PAPPA IL MONDO – DOMENICO QUIRICO: “PUTIN, CON IL SUO SOCIO CINESE, HA MANO LIBERA NEL CONSOLIDARE IL BLOCCO EUROASIATICO MILITARE POLITICO ED ECONOMICO, VERO SCOPO DELLA LORO GUERRA – SI SALDANO, NEL DISORDINE INNESCATO DALLA CONFLITTO IN UCRAINA, ALLEANZE INEDITE, DI CUI LA CINA È L'INTERESSATO CERIMONIERE. SIAMO SICURI CHE STIAMO VINCENDO LA GUERRA?"

Estratto dell’articolo di Domenico Quirico per “la Stampa”

 

XI JINPING VLADIMIR PUTIN MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

[…] Le liberal-democrazie, si dice, sono (abbastanza) unite nella doverosa difesa dell'Ucraina aggredita. Forse perfino qualcosa in più: ipnotizzate da quanto accade nel centro d'Europa da più di un anno. Un esempio.

 

Nell'ultimo discorso sullo stato dell'Unione il presidente Biden ha dedicato tre minuti - tre minuti! - a quello che accadeva nel mondo al di fuori de problema ucraino. Semplicemente come se non esistesse. C'è da stupirsi se attorno a noi si congiura a detronizzare un Ordine in cui le vittime da aiutare le scegliamo sempre noi, unici cowboy della legalità umanitaria?

 

Si scommetteva alcuni mesi fa che il colpevole errore commesso da Putin di andare a impaludarsi davanti al fiume Dniepr ne avrebbe smascherato e distrutto la sbandierata potenza. E se invece fosse il contrario? Ovvero che la trappola l'abbia sistemata lui tenendoci con gli occhi fissi su quel teatro di guerra, creando impicci alle nostre economie, svuotando i nostri arsenali, seminando progressive zizzanie tra pacifisti e guerrafondai. E regalandosi complici e amici.

XI JINPING E VLADIMIR PUTIN - QUASI AMICI - BY EDOARDO BARALDI

 

Ora dopo le illusioni del collasso economico russo, della inevitabile congiura dei boiari, del golpe della Wagner ci giochiamo tutto nella controffensiva ucraina, un colpo di poker che rammenta quello della coppia nibelungica Hindenburg-Ludendorff nel 1918. Intanto lui, Putin, l'isolato, con il suo manieroso socio cinese ha mano libera nel consolidare quel blocco euroasiatico militare politico ed economico, che è il vero scopo della loro guerra.

 

Quella alleanza in grado di sfidare l'Occidente, il patto degli autocrati e non solo, riedizione del terzomondismo ma senza parole d'ordine rivoluzionarie e favole ideologiche; semmai con gas e terre rare, bombe atomiche e potenza finanziaria, masse e milionari obbedienti, perfino una moneta da opporre al regno assolutistico del signor dollaro. Un contro sviluppo in offerta speciale che può sedurre molti.

XI JINPING VLADIMIR PUTIN 3

 

Quando si tratta di semplice voto di astensione alle Nazioni unite sulle mozioni che condannano la Russia in fondo non è gran cosa. Le Nazioni unite non contano quasi più nulla, un aeropago dove perfino la retorica agonizza. Che ai sudanesi o ai siriani che muoiono presi a colpi di mitraglia risponde con virtuosi inviti a esser ragionevoli, a riflettere sulla gravità del problema del riscaldamento climatico.

 

Come a dire: in fondo tra un secolo saremo tutti morti, quindi... I "traditori" rappresentano quattro miliardi di esseri umani, molti sono i malnutriti, i residui della globalizzazione, vittime di una geografia impietosa, di guerre che non hanno scatenato loro, di rapporti internazionali che li scavalcano sempre, dell'ingiustizia del sistema globale. Vittime a cui si presta attenzione solo se ci fanno la cortesia di restar tali, ovvero vittime.

 

xi jinping joe biden al g20 di bali 3

Ma tra quelli che non aderiscono, ed è il dato nuovo, ci sono Paesi che hanno un prodotto interno lordo di più di 24 trilioni di dollari, appena al di sotto di quanto possono vantare quelli del G7. Con esplicite volontà di sorpasso. Quelli riuniti nella sigla di Brics, gli emergenti. Si sono fatti golosi e non si accontentano di un posto nel nostro ordine, ci attaccano sul terreno in cui pensavamo di essere intoccabili, l'economia, la moneta, il Mercato.

 

Occidente è un termine impreciso, ma in questo caso diventa un nemico tangibile. E qui a guidare la rivolta, abile regista dietro le quinte, è Pechino. Ci contrappongono una barriera più forte di ideologie e imperialismi: cupidigia e interessi. L'errore dei tre striminziti minuti di Biden è di pensare che tutto il mondo sia allineato alla nostra indignazione per la tragedia ucraina, che tutti insomma la pensino come noi.

 

xi jinping joe biden

Quale argomento migliore della nostra ricchezza? Per questo usiamo pesi e misure diverse, disprezziamo le regole quando fa comodo e imponiamo le priorità, clima, mercati, prescriviamo i nemici da eliminare che rientrano nella nostra sfera di interessi. […]

 

Si saldano, nel disordine innescato dalla guerra in Ucraina, alleanze inedite, di cui la Cina è l'interessato cerimoniere. Si parla di nuove adesioni ai Brics, di Paesi un tempo a noi fedelissimi, l'Arabia Saudita a cui abbiamo riservato vergognose omertà, gli Emirati, l'Algeria santificata per le forniture di gas, l'Egitto di Al Sisu di cui non sembra si possa fare a meno.

 

vignetta di osho su biden e zelensky

Si parlerà di progetti ambiziosi come una nuova moneta mondiale da contrapporre al dollaro e garantita da oro e terre rare, di strutture finanziarie alternative al fondo monetario e alla banca mondiale. Forse è solo propaganda. Forse le chiavi del forziere sono sempre a Wall Street, forse la controffensiva dissolverà tutto. Forse. Ma siamo così certi che stiamo vincendo la guerra?

DOMENICO QUIRICODOMENICO QUIRICO

ABBRACCIO TRA ZELENSKY E BIDEN

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”