LA MINISTRA SINISTRATA - PER CASINI, MATTEUCCIO SPARA ALLA TELEFONISTA DEI LIGRESTI PER ABBATTERE LETTA - ALFANO LA DIFENDE, BRUNETTA PURE

Grazia Longo per "La Stampa"

Si apre una crepa nel governo sulle ingerenze del ministro della Giustizia nel caso Ligresti. Il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, Pd, si dissocia dalla«blindatura» di Annamaria Cancellieri finora perseguita dal premier e dall'esecutivo: parla di «un rapporto di fiducia incrinato» e non rinnega la possibilità delle sue dimissioni.

Al contempo però Fassina bacchetta aspramente il candidato alla segreteria Pd Pippo Civati, che domani intende presentare all'assemblea del partito una mozione per chiedere le dimissioni della Cancellieri, da affiancare a quella del M5S. Mozione che Civati ha scritto insieme al senatore pd ed l'ex magistrato Felice Casson. Un protagonismo che non piace al viceministro dell'Economia. «Valuteremo tutti insieme in assemblea - dice - ma un'idea di partito in cui uno si sveglia e presenta una mozione individuale è inaccettabile».

Quanto alla Guardasigilli, la invita a «valutare attentamente le posizioni di una parte significativa della maggioranza con cui il rapporto si è incrinato». Decisamente più chiaro il messaggio del candidato alla segreteria dei democratici Matteo Renzi: «Il ministro Cancellieri è persona perbene, ma deve dimettersi prima ancora della mozione di sfiducia. Dobbiamo però deciderlo tutti insieme».

Il sindaco di Firenze esclude tuttavia che ciò abbia ripercussioni sulla stabilità del governo: «Perché dovrebbe essere a rischio? Le cose su cui si deve mettere alla prova sono i temi come il lavoro, la disoccupazione». Non la pensa così Pierferdinando Casini che su Twitter commenta: «Renzi da Fazio: si scrive Cancellieri, si legge Letta».

E infatti il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini è più morbido: «E' un atto dovuto respingere la mozione dei grillini e sul resto deciderà il gruppo. Io però condivido le parole e i gesti del premier e del Capo dello Stato», che nei giorni scorsi hanno sostenuto Annamaria Cancellieri.

Dalla parte di Civati si schiera la senatrice democratica Laura Puppato: «Sono con lui al 100% anche in questa richiesta. La Cancellieri doveva dimettersi giorni fa e il Pd deve uscire dall'equivoco e lo devono fare Enrico Letta, il segretario Epifani e anche gli altri tre candidati alle primarie».

Diplomatico l'altro candidato alla segreteria, Gianni Cuperlo: «Non è in discussione la correttezza dell'operato del ministro. Ma lei e il premier devono valutare se esistono tutte le ragioni di serenità per adempiere a una funzione particolarmente delicata, quella del Guardasigilli».

E opinioni diverse si registrano anche sul fronte del centro destra. «Io sono convinto che la Cancellieri non debba dimettersi» ribadisce il vicepresidente del Consiglio Angelino Alfano. Per Renato Schifani «il ministro non deve dimettersi. La stimo. Non mi pare che abbia compiuto atti che abbiano rilevanza penale». Idem per Renato Brunetta: «Quello che sta succedendo sulla Cancellieri è indegno da parte del Pd. Noi non ci lasceremo coinvolgere in questa guerra per bande».

Mentre Francesco Storace, leader de La Destra, si domanda «perché da nessun parlamentare di destra si senta dire che la Cancellieri ha sbagliato e che se ne deve andare a casa».

 

 

NAPOLITANO E CANCELLIERI cancellieri e pelusorenzi al franchi Franceschini, Quagliariello e Lettaletta napolitano x

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