A CHE GIOCO GIOCATE? - IL MINISTRO DEGLI ESTERI RUSSO LAVROV (MASTERMIND DI PUTIN) SCOPERCHIA LA STRATEGIA DI OBAMA: “I RAID AMERICANI IN SIRIA EVITANO DI NUOCERE TROPPO A ISIS: GLI USA VOGLIONO CHE IL CALIFFATO INDEBOLISCA ASSAD IL PIÙ POSSIBILE”

PUTIN OBAMA PUTIN OBAMA

Maurizio Molinari per “la Stampa”

 

«Gli Stati Uniti fanno un gioco pericoloso in Siria, evitando di nuocere troppo a Isis»: è il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, a lanciare alla volta di Washington l' accusa di «voler sfruttare i terroristi contro Bashar Assad» consentendo ai jihadisti del Califfo di «rafforzarsi». È il più duro affondo del Cremlino nei confronti dell' amministrazione Obama ed arriva all' indomani dell' ordine dato da Vladimir Putin alla flotta del Mediterraneo di operare assieme alla forze francesi «come si fa fra alleati».

Sergey Lavrov Sergey Lavrov

 

Dai teleschermi del canale tv «Rossiya 1» Lavrov spiega alla Francia aggredita da Isis perché non può fidarsi di Washington: «Abbiamo analizzato i raid aerei della coalizione guidata dagli Usa nel corso dell' ultimo anno arrivando alla conclusione che sono realizzati in maniera selettiva, nella maggioranza dei casi non toccano le unità di Isis che sono capaci di portare le minacce più serie all' esercito del governo siriano».

 

putin assadputin assad

«UN GIOCO PERICOLOSO»

Per il braccio destro di Putin si tratta di un «gioco pericoloso» perché «vogliono che Isis indebolisca Assad il più in fretta possibile, per obbligarlo a lasciare, ed al tempo stesso non vogliono rafforzare troppo Isis perché ciò potrebbe consegnargli il potere». Sono parole destinate a delegittimare Washington come leader della coalizione anti-Isis, a meno di 48 ore dall' incontro ad Antalya fra Putin ed Obama.

 

militari russi posano con foto di putin e assadmilitari russi posano con foto di putin e assad

Proprio al summit G20 il Presidente Usa ha ribadito, in pubblico e privato, di non voler usare le truppe di terra contro Isis, mostrandosi esitante davanti allo scenario di un maggiore coinvolgimento militare e Mosca dà ora la propria spiegazione di tale ritrosia americana: «Se guardiamo bene i risultati dei loro raid hanno dato scarsi risultati, per non dire nessun risultato, tranne il fatto che Isis è cresciuto nei territori che controlla».

 

RUSSI PIÙ AFFIDABILI

Ciò significa suggerire ad europei ed arabi che la coalizione militare guidata dalla Russia è più credibile nella guerra a Isis rispetto a quella creata dagli Stati Uniti. Per questo Mosca anche ieri ha fatto volare i bombardieri strategici contro Raqqa.

 

«La politica americana indebolisce la prospettiva della Siria di rimanere uno Stato laico, dove tutti i gruppi entici e religiosi saranno garantiti» aggiunge Lavrov, questa volta parlando all' opposizione siriana non-islamica per suggerirle di non fidarsi troppo dei «giochi pericolosi» della Casa Bianca.

 

JOHN KERRY CON IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO ZARIFJOHN KERRY CON IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO ZARIF

È una maniera anche per rispondere alle critiche Usa sulle vittime civili causate in Siria dai raid russi e sul fatto di non bersagliare Isis: «Le accuse sui morti civili sono senza fondamento, i nostri raid mirano a colpire tutti i terroristi, senza eccezione, li colpiamo perché professano la stessa ideologia».

 

SGAMBETTO A WASHINGTON

Si tratta del secondo sgambetto a Washington in pochi giorni: al summit di Antalya Putin aveva usato informazioni in parte del Dipartimento del Tesoro Usa per rivelare che «individui di 40 Paesi finanziano Isis» inclusi cittadini di Turchia ed Arabia Saudita, alleate degli Stati uniti, ed ora va oltre suggerendo che dietro le ambiguità di Ankara e Riad ce n'è una, ben maggiore, della Casa Bianca.

 

obama assadobama assad

È una spallata con mire strategiche, punta a scavare un solco di sfiducia fra Washington e gli alleati al fine di allontanare gli Usa dalla regione. E pone degli interrogativi sulla sorte dei negoziati di Vienna perché John Kerry, Segretario di Stato, ne prevede il «successo in poche settimane con l' accordo sul cessate il fuoco» basandosi su un' intesa forte con Mosca che sembra in realtà assai precaria.

 

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”