IL FRIGIDO MORMONE ROMNEY MORMORA LA SUA SFIDA AD OBAMA: “BASTA, HAI SBAGLIATO, VOLTIAMO PAGINA”. MA CI VUOLE LA MAGNUM 44 DELL’82ENNE CLINT “DIRTY HARRY” EASTWOOD PER MANDARE IN DELIRIO I REPUBBLICANI - IL “MOSTRO SACRO” HA INTERVISTATO UNA SEDIA VUOTA FINGENDO CHE CI FOSSE SEDUTO OBAMA. SI È FATTO DOMANDE E HA DATO LE RISPOSTE, MASSACRANDOLO CONLA DISOCCUPAZIONE…

Massimo Gaggi per il Corriere.it

«Non abbiate remore ad abbandonare Obama anche se quattro anni fa siete stati orgogliosi di votare per il primo presidente nero della nostra storia: sapete bene che ha sbagliato. Da americano speravo avesse successo, ma ci ha deluso. Mettiamoci alle spalle tutte queste delusioni, finiamola con le divisioni e le recriminazioni. Ora è il momento di alzarsi e dire: sono un cittadino di questa grande nazione, sono capace di plasmare il mio destino e merito qualcosa di meglio, per me e per i miei figli. Ora è il momento di riprenderci la promessa dell'America».

Così, con un discorso efficace ma meno incisivo di quello che era stato annunciato, Mitt Romney ha accettato ieri notte a Tampa l'investitura repubblicana per la corsa alla Casa Bianca.

PROMESSE - Dal palco il leader mormone (che ha appena menzionato la sua fede per poi insistere sull'impegno a garantire la piena libertà religiosa) ha cercato di rassicurare gli elettori della destra sulla sua affidabilità di vero conservatore. Ma poi, dopo aver promesso severità e il coraggio di dire verità difficili, ha presentato un programma «in rosa», zeppo di promesse per tutti, da 12 milioni di nuovi posti di lavoro a scuole capaci di offrire un «futuro luminoso» a tutti i giovani, mentre «nessun anziano dovrà temere di non avere la pensione». E alla fine, più ancora sulla forza della sua proposta, è sembrato puntare sulla disillusione di un'America «sedotta e abbandonata» dal suo attuale presidente.

LA SEDIA VUOTA - Se la strategia ha pagato, lo diranno i sondaggi. La sensazione a caldo è che, ancora una volta, il suo popolo abbia stentato a mettersi in sintonia con un leader che gli rimane in qualche misura lontano se non proprio estraneo. Ovazioni più calde le ha avute il giovane senatore della Florida Marco Rubio, che ha introdotto Romney.

Per non parlare del «mostro sacro» di Hollywood Clint Eastwood, arrivato a sorpresa sul palco per partecipare all'«incoronazione» dell'ex governatore del Massachusetts con una «performance» che ha mandato in visibilio la platea, anche se non è stata priva di momenti grotteschi: il grande attore e regista ha intervistato una sedia vuota fingendo che ci fosse seduto Obama. Si è fatto domande e ha dato le risposte, ha ironizzato sulle lacrime di commozione per l'elezione di Barack, 4 anni, fa e su quelle dei 23 milioni di disoccupati che vagano oggi per l'America in cerca di lavoro. Concludendo con un rude «Obama, stai diventando peggio del tuo vice Biden».

FAMIGLIE - Prima ancora era toccato all'ex governatore della Florida Jeb Bush che ha tratteggiato le figure dei due presidenti di famiglia: il padre dipinto come un gigante della politica e il fratello «che amo e che ha tenuto il Paese unito in un momento molto difficile» dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.

Alla fine ha chiesto a Obama di smetterla di scaricare le sue responsabilità sull'eredità lasciata dal suo predecessore. La serata è stata conclusa dalla tradizionale cascata di palloncini e coriandoli rossi bianchi e blu sulla platea e sul palco riempito dalle famiglie Romney e Ryan al gran completo, e dalla benedizione del cardinale di New York, Timothy Dolan. Il compito di «umanizzare» la figura del candidato è stato affidato a una serie di filmati sulla storia della sua famiglia, con Mitt e Ann a parlare d'amore e a coccolare i cinque figli appena nati e poi nella loro adolescenza, trasmessi a intervalli sui megaschermi del Tampa Bay Times Forum durante tutta la serata.

2- LO STAFF DI OBAMA CONTRO RYAN: «UN DISCORSO PIENO DI MENZOGNE»
La chiusura di un impianto della General Motors in Wisconsin, l'aumento della spesa pubblica, l'aumento della tasse che gravano sulle piccole imprese, mancata presentazione di un piano per la riduzione del debito. Sono quattro delle accuse rivolte da Paul Ryan, l'uomo scelto da Mitt Romney come vicepresidente nel caso i Repubblicani riuscissero a riconquistare la Casa Bianca, al presidente uscente Barack Obama nel discorso (applauditissimo) alla convention di Tampa.

Accuse però che, secondo lo staff dello stesso Obama, sarebbero altrettante falsità. A dare ragione a Obama ha provveduto il Washington Post (quotidiano, va detto, tradizionalmente liberal) che ha analizzato il discorso di Ryan e ha trovato almeno «sei bugie e tre affermazioni piuttosto fuorvianti».

«SPUDORATEZZA» - Per esempio l'accusa di Ryan alla Casa Bianca di essere responsabile della perdita della «tripla A» da parte degli Stati Uniti, mentre - ricorda il quotidiano americano - nel rapporto dell'agenzia di rating Standard&Poor's si sottolineava chiaramente come all'origine del downgrade ci fossero le colpe dei repubblicani, che hanno preteso di condizionare l'innalzamento del tetto del debito alla riduzione del deficit.

Debito che - a differenza di quanto detto da Ryan - è salito vertiginosamente nell'era Bush, con i suoi tagli fiscali e con la guerra in Iraq. Insomma, sembrerebbe che abbiano ragione i democratici quando dicono che il giovane scelto da Mitt Romney per fare da ticket in caso di vittoria alle presidenziali ha fatto un discorso «bugiardo e fuorviante, con menzogne ripetute, coscienti e spudorate». Ma dalla campagna di Romney, chiaramente, difendono il duro e «muscoloso» intervento di Ryan: «Niente di sbagliato, solo alcune imprecisioni».

 

 

Clint_Eastwwodromneyromneyromney hey girl MITT ROMNEY E PAUL RYANCCLINT EASTWOOD NELLO SPOT CHRYSLERCLINT E DINA EASTWOODromney e ryanMITT ROMNEY ON THE ROADobama barack

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”