berlusconi luigi alberto bianchi

NAZAR-OPEN - L'AVVOCATO DI RENZI VOLEVA FARE L'AVVOCATO DI BERLUSCONI: ALBERTO BIANCHI NE PARLÒ CON CARRAI, PER ENTRARE NEL POOL DI LEGALI CHE DOVEVA BATTAGLIARE CONTRO VIVENDI. E GLI CHIESE DI CHIAMARE LUIGI BERLUSCONI, CON CUI CARRAI NEL 2015 HA FATTO AFFARI LAVORANDO INSIEME A UNA PIATTAFORMA PER L' ESTRAZIONE, LA GESTIONE E L'INDAGINE SU PROFILI E ABITUDINI DEGLI UTENTI, I COSIDDETTI BIG DATA

 

Camilla Conti per “la Verità

 

La Fondazione Open nasce nel 2012 per lanciare l' Opa di Matteo Renzi sull' Italia. Nel febbraio del 2014 la missione viene compiuta: Renzi diventa presidente del Consiglio.

alberto bianchi

Qualche mese dopo, l' 8 aprile, Alberto Bianchi invia una mail ad alcuni finanziatori come Beniamino Gavio, Luigi Scordamaglia e Davide Serra, mettendo in copia Marco Carrai. Nella missiva, l' avvocato ringrazia delle indicazioni e dei suggerimenti ricevuti «per cambiare il Paese», dell'«impegno di contribuzione anche finanziaria» e ne approfitta per fare il punto sulla Fondazione, «con Matteo se possibile e sennò comunque tra noi», proponendo una riunione conviviale a Firenze nelle settimane successive (si terrà alla fine il 6 maggio).

 

Perché, scrive Bianchi nella mail, «è abbastanza chiaro cosa la Fondazione è stata finora, il soggetto che operativamente ha consentito la crescita della sola reale novità della politica italiana dopo Berlusconi. Adesso che Matteo è presidente del Consiglio, e il renzismo (orrenda parola, ma si fa per capirsi) è al governo, una riflessione si impone». L' unica novità della politica dopo Silvio, del resto, aveva stretto a gennaio del 2014 proprio con il Cav il patto del Nazareno.

 

Due anni dopo, quel patto tenta di consumarsi anche nel business delle tlc. Dai faldoni dell' inchiesta su Open spunta infatti un messaggio Whatsapp spedito da Bianchi a Carrai il 16 dicembre del 2016, pochi giorni dopo il flop del referendum e le sue dimissioni da premier. «Tra le cose che pensi, pensa a Telecom. Se il Biscione con amici entra pesantemente li, porta la guerra nel campo del nemico, e se riesce noi prendiamo due piccioni con una fava. Fammi sapere se occorre sondare qualche fondo», scrive il presidente della Fondazione.

Marco Carrai con Matteo Renzi

 

 Tre giorni dopo, un nuovo messaggio di Banchi, destinatario sempre Carrai: «Ci sta che io venga indicato per far parte del pool di legali di Fininvest contro Vivendi. Nel caso, faresti una telefonata a Luigi B??».

 

Nella conversazione Bianchi spiega poi che a nominarlo potrebbe essere «l' avvocato Corbetta», che «dovrebbe dirlo al legale interno di Fininvest che è suo amico». E aggiunge anche che Pasquale Straziota, generale counsel di Fininvest (nonché responsabile degli affari legali di Mediaset, ndr) «dice che io sarei di grande aiuto per gli aspetti amministrativistici (concessioni ecc) della nota vicenda. Deve però parlare coi vertici. A questo punto una telefonata a LB potrebbe servire».

 

Luigi B probabilmente è Luigi Berlusconi, il figlio più piccolo dell' ex premierV.

 

ALBERTO BIANCHI E MARIA ELENA BOSCHI

La mossa di Bianchi su Telecom va contestualizzata: il 6 dicembre 2016 il «mondo Berlusconi» sta valutando soprattutto con i legali le contromosse al blitz di Vivendi sull' azionariato Mediaset, a partire da una possibile richiesta di sequestro delle azioni del Biscione in mano ai francesi. Il gruppo guidato da Vincent Bolloré ostenta calma e manda il suo maggior emissario - l' amministratore delegato Arnaud de Puyfontaine, già a Roma per il cda di Telecom - a incontrare il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, colui che ha espresso per conto del governo le perplessità sulla scalata del gruppo media parigino.

 

Qualcosa comunque si muove sul fronte Telecom: l' azienda come tale è lontanissima dal dossier Mediaset e potrebbe venire costretta a prenderlo in considerazione dall' azionista di riferimento solo dopo aver mostrato un chiaro miglioramento dei conti. La Borsa attende le mosse dei due contendenti, con il pool legale di Fininvest che sta preparando altro materiale da consegnare in Procura a Milano, nel quale potrebbe essere contenuta anche la richiesta d' urgenza di sequestro cautelativo delle azioni rastrellate dai francesi.

silvio luigi piersilvio berlusconi

 

Il 15 dicembre (ovvero il giorno prima della mail di Bianchi a Carrai) la scalata dei francesi al gruppo media è ancora al centro della politica, con il Movimento 5 stelle - al cui interno i toni sono comunque diversi - che definisce il Biscione non strategico e l' esposizione del governo a difesa della proprietà italiana «totalmente inappropriato».

 

Mentre Vivendi dice che il suo ingresso nell' azionariato del Biscione non sarebbe «ostile», sul piano «politico» si muove anche l' Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (l' Agcom) specificando in una nota che «Telecom risulta il principale operatore nel mercato delle comunicazioni elettroniche, con il 44,7% del mercato prevalente delle tlc, mentre Mediaset raggiunge una quota del 13,3% del Sistema integrato delle comunicazioni (Sic)», e quindi operazioni volte a concentrare il controllo delle due società potrebbero essere vietate».

 

vincent bollore

Con questo quadro sullo sfondo, il presidente della Fondazione Open - nonché alfiere del Giglio magico - punta a entrare nel team legale di Berlusconi contro Bolloré. Il renzismo al servizio del berlusconismo.

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)