LO “SCHIAVO” OBAMA INCONTRA IL SUO “PADRONE” XI JINPING, L’UOMO CHE HA IN MANO IL DEBITO USA - PROVE DI ALLEANZA FRA I DUE BLOCCHI D’INFLUENZA MONDIALI

Maurizio Molinari per "La Stampa.it"

Barack Obama accoglie domani Xi Jinping nel Rancho Mirage di Sunnylands scommettendo sull'atmosfera informale e l'eredità di Nixon per dare inizio a una nuova fase dei rapporti con la Cina. All'incrocio fra grandi strade intestate a Frank Sinatra e Bob Hope, il ranch di Walter e Leonore Annenberg si presenta come «la cornice migliore per iniziare un rapporto personale, diretto, fra i due leader» come spiega Ben Rhodes, consigliere della Casa Bianca.

Si tratta di un ranch nel deserto, 190 km a Sud-Est di Los Angeles, con sullo sfondo le montagne di San Jacinto, dove la combinazione fra isolamento, comfort, natura e sicurezza portarono gli ex presidenti repubblicani Dwight Eisenhower, Richard Nixon e Ronald Reagan più volte a sostare per riflettere in solitudine o incontrare i rispettivi finanziatori californiani. Nixon in particolare si rifugiò Sunnylands per riprendersi dalle ferite dello scandalo del Watergate ed è un precedente che serve a Obama perché evoca a Pechino l'eredità del presidente che ruppe il ghiaccio con la Cina di Mao.

L'ex Segretario di Stato George Shultz, che assieme a Nixon e Henry Kissinger fu protagonista dell'apertura a Pechino è convinto che «oggi i cinesi stanno facendo di tutto per farci capire che vogliono una relazione costruttiva con noi». Qualcosa di simile è stato spiegato di persona a Obama dal vice Joe Biden che nel 2011 andò in Cina e venne travolto da 21 ore di colloqui con Xi, che gli trasmise curiosità e slancio per gli Stati Uniti.

Quando fu poi Xi a visitare Los Angeles, Biden lo portò a vedere una partita dei Lakers, maturando la convinzione che ha un interesse insolito per l'America, forse frutto di una visita fatta da giovane funzionario comunista nelle fattorie dell'Iowa.

Sono queste premesse che spiegano perché quando la Casa Bianca ha saputo che Xi sarebbe andato in America Centrale si è affrettata ad offrire un «summit informale» a Sunnylands, simile a quello che George W. Bush ospitò nel ranch texano di Crawford accogliendo Jiang Zemin. «E il fatto che l'offerta sia stata rapidamente accettata dimostra quanto Xi condivide il nostro desiderio di iniziare a lavorare assieme» osserva Jay Carney, portavoce di Obama.

A Washington c'era chi temeva un rifiuto di Xi, per ragioni di cerimoniale care alla nomenklatura di Pechino, ma il veloce assenso ha spazzato via anche i dubbi sulla sua capacità di imporsi su un sistema di potere che governa da pochi mesi. Xi ha voluto però mantenere una distanza: non dormirà nel ranch ma nel vicino Hyatt. E Obama ha compreso il messaggio perché la First Lady Michelle resterà a Washington sebbene quella cinese Peng Liyuan ci sarà.

Il programma del summit a Rancho Mirage è modellato sulla comune volontà di parlarsi in maniera informale: da domani pomeriggio a sabato avranno circa 10 ore di colloqui, in gran parte privati, interrotti da colazioni e pranzi. L'intento di Obama, spiegano alla Casa Bianca, è di «identificare i terreni su cui iniziare a collaborare» a partire da luglio, quando si svolgerà la nuova sessione del dialogo strategico a Pechino.

Per Washington le priorità sono quattro: arginare la proliferazione nucleare e missilistica della Nordcorea, porre fine al cyberspionaggio contro istituzioni e aziende Usa, ridurre le dispute marittime in Estremo Oriente e coordinare le mosse per sostenere una bilanciata crescita globale a partire dal G8 in Irlanda del Nord.

Un primo segnale Pechino l'ha inviato accettando l'offerta del Pentagono di colloqui diretti su «norme condivise nel cyberspazio». Ma sarà il summit nel ranch a suggerire se si tratta davvero di una svolta per disinnescare la mina più pericolosa nei rapporti bilaterali.

 

OBAMA E XI JINPING Barack Obama e Xi Jinpingil vicepresidente usa joe biden MAO TSE TUNGGeorge w BushPENG LIYUAN

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