giorgia meloni ursula von der leyen charles michel

E ANCHE OGGI L’ACCORDO SUL PRICE CAP LO TROVIAMO DOMANI – IL DIBATTITO SUL TETTO AL PREZZO DEL GAS PREVISTO ALLA RIUNIONE ODIERNA DEI RAPPRESENTANTI DEI 27 “NON POTRÀ CHE ESSERE INTERLOCUTORIO”. I PAESI MEMBRI NON HANNO ANCORA TROVATO L’INTESA: L’ITALIA RILANCIA SUL TETTO ABBASSATO A 160 EURO. IMPOSSIBILE, CONSIDERANDO CHE I PAESI “FRUGALI” CONTINUANO AD OPPORSI ANCHE A UN COMPROMESSO SUI 260-275 (PREZZI MAI RAGGIUNTI NEMMENO NEI PICCHI ESTIVI)

1 - FONTI, SU PRICE CAP A GAS ACCORDO NON ATTESO OGGI IN UE

GAS RUSSIA EUROPA

(ANSA) - Il dibattito sul meccanismo di correzione del mercato previsto oggi alla riunione dei Rappresentanti dei 27 in Ue (Coreper I) si baserà su una prima revisione del testo presentata dalla Presidenza ceca, ovvero sulla proposta di compromesso che porta il price cap al gas da 275 a 264 euro a megawattora riducendo il numero di giorni per i parametri che fanno scattare il tetto. Lo sottolineano fonti europee spiegando che, alla luce delle diversità delle posizioni in campo, anche la riunione di oggi "non potrà che essere interlocutoria".

 

2 - GAS, L'ITALIA TORNA ALLA CARICA SUL "PRICE CAP" LA PROPOSTA: UN TETTO ABBASSATO A 160 EURO

Marco Bresolin per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI MEME BY CARLI

L'Italia rilancia sul "price cap" per il gas e propone di fissarlo a 160 euro per MegaWattora, ben al di sotto dei 275 inseriti dalla Commissione nella sua proposta. La nuova cifra è contenuta in un documento congiunto - sottoscritto anche da Belgio, Grecia, Polonia e Slovenia e sostenuto da altri Stati -che ora servirà da base per i negoziati in corso tra i governi. Lituania e Malta si sono unite al gruppo e hanno firmato una serie di emendamenti congiunti al regolamento della Commissione, che saranno oggi discussi durante la riunione tra gli ambasciatori Ue.

 

Si tratta di un primo in contro che certamente non sarà risolutivo, anche perché sul fronte opposto continua la resistenza di Germania, Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Ungheria. Sembra invece a un passo il via libera al price cap sul petrolio russo: l'intesa raggiunta a livello Ue prevede di fissarlo a 60 dollari al barile. Per quanto riguarda il gas, sono due le opzioni avanzate dall'Italia e dagli altri Paesi nel documento visionato da "La Stampa" La prima prevede un tetto fisso che appunto andrebbe collocato a 160 euro, un livello che i firmatari considerano «al momento sufficientemente elevato da attrarre le risorse necessarie e incentivare la riduzione della domanda».

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN

Verrebbe però introdotto un sistema "a semaforo" per sospende- re il meccanismo nel caso in cui, a causa di un muta- mento delle condizioni, non risultasse più adeguate: la seconda prevede io; vece un tetto frutto di una componente fissa (pari al 75%) che Acer dovrà stabilire «ogni mese oppure ogni trimestre», e una dinamica (pari al 25%) «legata alla media aritmetica degli altri indici del gas naturale liquefatto» (Nwe, Med e Jkm). Anche in questo caso si potrebbe introdurre «una clausola sospensiva per limitare le potenziali distorsioni dovute alla scarsa liquidità».

 

MEME SUL CARO ENERGIA

Il documento è molto critico nei confronti della proposta della Commissione, che prevede l'introduzione di un tetto al prezzo del gas limitato agli scambi al Ttf di Amsterdam sulle quotazioni "month ahead" che si basano sui valori del mese precedente. Il tetto elaborato dall'esecutivo Ue scatterebbe soltanto nel caso in cui il prezzo del gas superasse la soglia dei 275 euro per MegaWattora per due settimane consecutive e a condizione che la differenza di prezzo con gli indicatori del gas liquefatto sia di almeno 58 euro per un periodo non inferiore a 10 giorni consecutivi.

giorgia meloni ursula von der leyen 3

 

Il piano viene considerato «inefficace» e «non pienamente in linea» con il mandato del Consiglio europeo che aveva chiesto un intervento in grado di «limitare immediatamente gli episodi di prezzi eccessivi del gas».

 

Anche perché, alle condizioni stabilite, il meccanismo non sarebbe scattato nemmeno durante la fiammata dei prezzi dello scorso agosto. Il meccanismo, poi, non garantirebbe la necessaria "dinamicità" e andrebbe esteso a tutti i "future" anche quelli scambiati al di fuori del Ttf. Inoltre, secondo la nuova proposta, la sua attivazione non dovrebbe essere automatica, ma soggetta a una valuta- zione politica. Secondo il governo italiano i timori per i rischi di approvvigionamento sono esagerati: «Sulla base dell'esperienza degli ultimi mesi - si legge -è chiaro che l'Europa può assicu- rarsi il gas di cui ha bisogno e innescare sostanzia- li riduzioni della domanda già in una fascia di prezzo compresa tra i 150 e i 180 euro/MWh».

il cancelliere tedesco olaf scholzGIORGIA MELONI OLAF SCHOLZ

bollette luce gasttf borsa gas amsterdamCARO BOLLETTE GAS

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”