OMOFOBIA CANAGLIA - PER NON ANDARE IN PEZZI IL PDL MOLLA L'OSSO DELL’ETICA (MEJO LA COTICA IMU E IVA)

Amedeo La Mattina per "la Stampa"

Sarà pure come dice Maria Stella Gelmini che «dal territorio i parlamentari del Pdl sono incalzati a non cedere sui temi etici», facendo un evidente riferimento alla componente cattolica che a suo avviso è maggioritaria nel partito.

Ma per verificare che sia veramente maggioritaria bisognerebbe mettere i gruppi parlamentari alla prova del voto, a cominciare dalla legge sull'omofobia e secondo Giancarlo Galan si scoprirebbe l'esatto contrario ovvero che i cattolici sono una minoranza.

Ora questa opportunità di contarsi forse non ci sarà più perchè è in corso una mediazione con il Pd accusato da Sel e M5S di aver calato le braghe per salvare l'alleato di governo. Ma era proprio la necessità di non contarsi l'obiettivo del partito di Berlusconi, il quale se ne sta alla larga da questi temi, avendo ben altro cui pensare (il 30 luglio la Cassazione si pronuncerà sulla condanna per i diritti Mediaset).

La richiesta di moratoria sulla legge contro l'omofobia, adesso venuta meno se il compromesso si troverà, nascondeva non solo problemi di merito. Nascondeva soprattutto la necessità di non squadernare in piazza le fratture del Pdl in un momento in cui occorre apparire super uniti nel braccio di ferro sui temi economici.

È da giugno che l'area laica del Popolo della libertà chiede ai capigruppo di convocare i parlamentari per discutere di temi etici, sulle coppie di fatto, di riprendere la questione del divorzio breve e della legge 40 che riguarda la procreazione assistita. Galan, Prestigiacomo, Ravetto e lo stesso Bondi hanno chiesto di trovare una posizione comune e di superare le divisioni.

Ci sono state però tante altre questioni sul tappeto che hanno avuto la priorità. I temi economici, appunto, e le vicende giudiziarie di Berlusconi. Quindi si è sempre rinviato, ma il nodo è venuto al pettine e alla fine è prevalsa non tanto l'area cattolica quanto quella preoccupata di andare in ordine sparso. Già la lotta intestina tra falchi e colombe ha molto agitato le acque nel partito, il rapporto con il governo e la convivenza con i Democratici sta mettendo i rapaci a dura prova.

Il Cavaliere ha messo il silenziatore e a tutto pensa tranne che a farsi coinvolgere nelle dispute tra laici e cattolici del suo partito. Una divisione che non è così netta, del resto. Bondi ad esempio si dichiara cattolico ma avrebbe votato il testo sull'omofobia senza i cambiamenti che in queste ore vengono progettati. Brunetta, un ex socialista laicissimo, ha sostenuto la moratoria di questa legge perchè c'è altro di cui occuparsi: «Io mi chiedo, ma in questo clima in cui prevalenti sono i problemi economici è utile dividerci sui cosiddetti temi etici? Non serve mettere in campo questioni divisive».

Insomma, prevale nel Pdl l'area di chi non vuole farsi distrarre dalla battaglia che si sta conducendo al ministero del l'Economia su Imu, Iva, paga menti dei crediti alle imprese e quant'altro serva a far ripartire l'economia. Senza dimenticare tuttavia che al vertice del partito la componente vicina a Comunione e Liberazione conta molto.

E che i rapporti con il mondo cattolico sono sempre tenuti in grande considerazione. Ha fatto molto piacere l'editoriale online di Famiglia Cristiana che ieri si chiede dove sono finiti i cattolici del Pd. «Nel momento di discutere l'assurda legge sull'omofobia sono spariti, salvo qualche eccezione». Mentre vie ne sottolineato «il semplice ma utile buon senso» della moratoria chiesta da Carfagna, Gelmini, Lupi e Sacconi.

 

MARIA STELLA GELMINI MARIA STELLA GELMINI Giancarlo Galan silvio berlu occhiali Stefania Prestigiacomo Laura Ravetto e Mara Carfagna

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