salvini paragone

LA LEGA FARÀ CRAC? - PARAGONE: ‘DOPO LA CONDANNA IN PRIMO GRADO DI BOSSI E BELSITO IL PM HA CHIESTO IL SEQUESTRO DI 48 MILIONI DI EURO AL PARTITO. QUINDI SALVINI, NON CONDANNATO, RESTERÀ IN MUTANDE PRIMA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. PERCHÉ I BANCHIERI DELINQUENTI POSSONO ESSERE NULLATENENTI E SALVATI DALLO STATO, MENTRE SE UNO FA POLITICA VIENE COLPITO PRIMA DELLA SENTENZA DEFINITIVA? - BECHIS: ‘MA IL SEGRETARIO HA MESSO ‘IN SALVO’ IL PATRIMONIO

1.A CHI GIOVA UN CRAC LEGHISTA

Gianluigi Paragone per http://www.ilfattoquotidiano.it/

 

 

Sono stato il direttore del La Padania. Sono amico di Matteo Salvini (per quanto non gli abbia risparmiato critiche molto dure, in privato e in pubblico. Anche su questo blog) e sono etichettato a giorni alterni come leghista o grillino: “Ha parlato il grillista”. Manca qualcosa? Se sì, me lo carico. In modo che tutte le carte siano scoperte sul tavolo.

PARAGONE LA GABBIAPARAGONE LA GABBIA

 

Sono di parte? Se volete sì. Però abbiate la pazienza di leggere fino in fondo e solo a quel punto criticarmi nel merito. Com’è noto, Umberto Bossi e Francesco Belsito, allora rispettivamente segretario e tesoriere della Lega, sono stati condannati in primo grado per truffa ai danni dello Stato.

 

La paura di non trovare più un euro nelle casse del Carroccio ha spinto la procura a chiedere il sequestro cautelativo dei 48 milioni di euro da restituire, in altre parole l’immediata confisca della somma con tanto di blocco dei conti correnti. Fossimo nel gioco del monopoli, Matteo Salvini sarebbe vicino al crac finanziario. In molti staranno pensando: “Bene, così impara a dare addosso ai clandestini, all’Europa, all’euro, ai poveracci eccetera eccetera”. In democrazia, però, non funziona così: le partite politiche si vincono o si perdono nell’urna.

 

 

UMBERTO BOSSI E BELSITO UMBERTO BOSSI E BELSITO

Ma la Lega ha truffato lo Stato, lo dice una sentenza. Vero, lo dice una sentenza di primo grado. La sentenza però non dice né può dire se la Lega, al momento della sentenza definitiva, avrà o meno i soldi. Quindi Salvini, di fatto, deve pagare la truffa ai danni dello Stato adesso. E poco importa se non ci saranno più soldi per fare campagna elettorale o altra attività politica. C’è una sentenza da rispettare. Bene, allora partiamo da qui.

 

La Lega di Salvini deve pagare in anticipo le malefatte di Bossi e Belsito ai danni dello Stato e per questo rischia il crac. Non capisco perché lo stesso rigore e la stessa prontezza non siano riservati – in via precauzionale – ai padroni del sistema bancario e finanziario che ha truffato cittadini italiani o pezzi di economia italiana. Questo Paese, a norma di legge, consente a ex patron di banche di risultare nullatenenti e quindi di essere immuni ad azioni risarcitorie. Consente a potenti uomini d’affari di essere schermati da scatole cinesi dove il responsabile non si trova mai. Non capisco perché alle banche siano consentite ripartenze societarie dove i debiti vengono “coperti” dallo Stato.

 

 

FRANCESCO BELSITO E RENZO BOSSI jpegFRANCESCO BELSITO E RENZO BOSSI jpeg

E lo stesso dovremmo dirlo anche per i danni che le casse pubbliche hanno ricevuto da imprudenti valutazioni di agenzie di rating. A me sembra che l’ordine di bloccare i conti della Lega siano un modo per colpire (facilmente) la Casta politica, in generale, e un movimento anti-sistema in particolare.

 

Non è giustizia a orologeria, per carità. E’ altro: è l’avviso tipico del sistema attuale, sterile e innocuo con i player finanziari, forte e “educativo” con la politica. La Lega di Salvini si è messa sui binari di una contestazione al sistema neoliberista e fa più paura della Lega di Bossi. La Lega di Salvini va immobilizzata esattamente come si stanno immobilizzando i cittadini, gli imprenditori e le famiglie. Per fare campagna elettorale, la Lega dovrà indebitarsi con quel sistema che contesta e a cui riserva fendenti pesanti.

 

SALVINI ISOARDISALVINI ISOARDI

La decisione della procura non è scandalosa (ci mancherebbe), è solo pericolosamente sbagliata. Perché la politica e i partiti sono ancora l’unico spazio democratico che argina lo scontento di una crisi che sta consumando diseguaglianze. Bossi e Belsito risarciscano, ma bloccare anticipatamente un movimento rischia di essere la mossa (giusta) che fa perdere la partita.

 

 

2.CREATE 12 FEDERAZIONI - COSÌ IL SEGRETARIO HA MESSO AL SICURO I SOLDI LUMBARD

Fausto Bechis per Libero quotidiano

 

Quando i giudici mai dovessero bussare alle porte della segreteria amministrativa della Lega Nord per sequestrare beni per 49 milioni di euro come vorrebbero i pubblici ministeri, è assai probabile che restino assai delusi. Potranno forse sequestrare le proprietà immobiliari, e non arriveranno nemmeno a un quarto di quella somma. Potranno anche congelare i conti del partito, e troveranno 165.196,20 euro in cassa.

matteo salvini a otto e mezzomatteo salvini a otto e mezzo

 

Se non li avranno spesi potranno sequestrare anche tutti i finanziamenti privati e pubblici in arrivo al partito. Ma anche lì restando assai lontani dai propri desideri: il patrimonio netto risultante alla fine del 2016 era di 5.671.420,42 euro ed è probabile che oggi sia anche un pizzico inferiore, visto che in questi ultimi anni quella cifra è stata continuamente erosa dalle perdite operative annuali. Anche fosse restata la stessa, portando via tutto i pm troverebbero solo 5.836.616,62 euro fra liquidità e patrimonio.

 

Se anche lo portassero via, Matteo Salvini però non resterebbe a secco.

Grazie a un' idea avuta un paio di anni fa e che è diventata un fatto compiuto proprio durante il 2016: i flussi finanziari della Lega non sono più centralizzati, ma sono diventati federali e posseduti dalle strutture regionali o parzialmente regionali che hanno propria autonomia giuridica (alcune nate anche solo recentemente) e finanziaria e che quindi assai difficilmente potrebbero essere coinvolte nei sequestri.

 

salvini salvini

Sono ormai 12 le federazioni autonome e dotate di patrimonio e liquidità propria: Emilia, Friuli, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Romagna, Toscana, Trentino, Umbria, Valle d' Aosta e Veneto. Tutte e 12 sono diventate economicamente importanti proprio a partire dal 2016, riducendo i flussi finanziari della Lega Nord nazionale. La sola federazione lombarda ha denaro in cassa per più di 3 milioni di euro e un patrimonio netto di quasi 3 milioni. In tutto dunque tiene da parte più di 6 milioni di euro, e vale più del partito nazionale.

 

Cifre inferiori, ma non da disprezzare, quelle della federazione veneta: 804 mila euro in cassa e 659 mila euro di patrimonio netto, complessivamente 1,4 milioni di euro. La terza forza regionale è la Liguria, che ha da parte 341 mila euro. La quarta la Toscana con 124 mila euro, e la quinta l' Emilia con 123,9 mila euro. Poi c' è il Friuli Venezia Giulia con 80,9 mila euro, il Piemonte con 72 mila euro, la Romagna che ha da parte quasi 40 mila euro, le Marche con 23 mila euro, l' Umbria con 11 mila euro, il Trentino con 5 mila e 600 euro e ultima la Valle d' Aosta con 4 mila e 800 euro.

 

SALVINI BALLA ANDIAMO A COMANDARESALVINI BALLA ANDIAMO A COMANDARE

Tutte insieme le 12 strutture federali della Lega hanno da parte secondo il bilancio al 31 dicembre 2016 8 milioni e 376 mila euro fra liquidità, titoli e patrimonio netto: è circa il 50% di più di quello su cui oggi può scattare l' eventuale provvedimento della magistratura, se il giudice dovesse accogliere le richieste dei pm.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...