PARENTOPOLI A 5 STELLE - AMICI, FIDANZATE E TROMBATI RICICLATI COME PORTABORSE TRA I GRILLINI: E QUESTA SAREBBE LA RIVOLUZIONE?

Paolo Bracalini per "Il Giornale"

Sono arrivati 16mila curricula per aspiranti «assistenti parlamentari», ma molti deputati e senatori grillini han fatto prima a chiamare figli o fidanzati di parenti, o a sfogliare la rubrica di amici e candidati trombati del M5S, ripescati come portaborse.

«La base grillina in Lazio è incavolata nera perché il deputato Luca Frusone ha preso come suo assistente la candidata non eletta alle regionali del Lazio, Enrica Segneri» racconta il senatore Marino Mastrangeli, ex M5S passato al Misto («è una persona fidata e competente» replica il deputato). I casi Lezzi e Moronese, le due senatrici che hanno assunto una la figlia del compagno e l'altra il fidanzato, hanno fatto azzuffare i parlamentari grillini, alimentando sospetti, veleni, voci incontrollate su altri assistenti assunti per via amicale o parentale.

«Non è il mio caso e posso dimostrarlo senza problemi» si difende Riccardo Fraccaro, uno dei deputati nel mirino dei rumors. Lui si è valso dei consigli di un avvocato del lavoro, Giovanni Zoppi, che è anche il fidanzato di sua sorella. L'ha spiegato in un video lo stesso deputato, specificando: «Spero in futuro di poterlo retribuire adeguatamente».

Poi non se n'è fatto più nulla: «È tutto a titolo gratuito, c'è una rete di collaboratori scelta sulla base dei cv arrivati, nessuna parentopoli» assicura Fraccaro, sul cui statino (aggiornato a maggio), alla voce «Compensi per collaboratori», si legge «zero». Diversamente dalla maggioranza dei parlamentari M5S, che invece impegna mensilmente da 2mila a oltre 3mila euro, prese dal lordo che Camera e Senato versa loro, per pagare assistenti e portaborse. È la voce di spesa più alta, anche per i gruppi.

In cinque mesi il gruppo M5S Camera ha speso 640mila euro tra dipendenti e consulenti, mentre il M5S Senato rendiconta solo per il mese di maggio due bonifici di 33mila e 29mila euro, sempre per «retribuzione personale» (28 persone). Nell'area «trasparenza» dei gruppi M5S però non c'è nulla sull'identità degli assistenti scelti dai parlamentari. «Molti di noi hanno scelto degli amici, o degli attivisti» ha detto la senatrice Barbara Lezzi, che invece ha scelto la figlia del suo compagno (subito dimessasi).

Altri voci velenose sfiorano la senatrice emiliana Mussini («non può rispondere, è impegnata a Bruxelles» spiega la sua segreteria), il deputato laziale Iannuzzi («non può rispondere, mandi una mail» spiega la sua segreteria) che al Senato trova sua madre, l'infermiera Ivana Simeoni, e la riminese Giulia Sarti: «Il mio ragazzo mi ha fatto il sito? Sì, ma gratis, come aiuto. Ed è vero che una delle mie due assistenti è una mia convivente, ma solo perché così dividiamo l'affitto e risparmio».

I sospetti mettono radici su un terriccio che, in effetti, è pieno di intrecci famigliari. Le liste dei M5S erano piene di congiunti. Alcuni sono entrati in Parlamento, come la deputata Azzurra Cancellieri, sorella di Giancarlo capogruppo M5S in Regione Sicilia. O come i fratelli Maurizio e Tiziana Buccarella, entrambi candidati in Puglia, lui ora deputato, lei no perché ritirata. Marito e moglie, la senatrice Tatiana Basilio e l'aspirante deputato Simone Ferrari (non eletto). La senatrice Cristina De Pietro invece ha il fratello consigliere comunale in Liguria. Laura Bignami, senatrice, è invece moglie di Giampaolo Sablich, capogruppo M5S al Comune di Busto Arsizio.

Nepotismi e favoritismi che si replicano a livello locale. A Treviso il consigliere comunale M5S Alessandro Gnocchi ha proposto, per la nomina all'Ente Parco del Sile, la sua fidanzata. Mentre quando il sindaco grillino di Mira ha dovuto scegliere un assessore all'Ecologia, non ha avuto dubbi nominando l'ing. Maria Grazia Sanginiti. Moglie del deputato Cozzolino. Mentre un po' ovunque i non eletti sono stati chiamati come collaboratori. Guai scordarsi degli amici.

 

vilma moronese maria mussini grillo con vilma moronese barbara lezzi GRILLO E MASTRANGELI Barbara Lezzi seduta al fianco di Beppe Grillo

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