giorgia meloni matteo renzi

IL PIANO DI RENZI PER BATTERE MELONI ALLE ELEZIONI: SERVE UNA ALLEANZA CHE VADA DA CALENDA A CONTE – “NEL 2027 SARÀ UN REFERENDUM SULLA PREMIER: NON CI POSSIAMO DIVIDERE NEL CENTROSINISTRA. SE LO FACCIAMO ANCORA, COME NEL 2022, RIVINCONO LORO” – "CALENDA? NON SIAMO DIVISI DA DIFFERENZE CARATTERIALI, MA DAL GIUDIZIO SULLA PREMIER. LUI LA GIUDICA UNA STATISTA INTERNAZIONALE, IO UNA INFLUENCER INCAPACE" – "LA TERZA VIA DEI VOLENTEROSI? MA PENSATE CHE TAJANI LASCI IL GOVERNO PER ANDARE CON CALENDA E PICIERNO?”

Concetto Vecchio per “la Repubblica” - Estratti

 

matteo renzi in albania 4

Senatore Matteo Renzi, Carlo Calenda l’ha esclusa dal suo progetto dei volenterosi.

«Ha fatto bene. Lui ha giudicato Meloni una statista internazionale, io la ritengo un’influencer non all’altezza di guidare l’Italia. È stata un’operazione di chiarezza: con Calenda non siamo divisi da differenze caratteriali, ma dal giudizio sulla premier».

 

Cosa pensa dell’invito alla premier?

«Mi ha colpito l’ovazione che le hanno tributato i delegati: quell’applauso ci divide. Loro pensano che in politica estera lei sia bravissima, io penso che sia un’incapace anche in politica interna».

 

Calenda rivendica il suo sguardo pragmatico.

«Bollette, dazi, sanità: si sta con Meloni o si lavora per l’alternativa?».

 

I volenterosi sognano una terza via.

«Ma lei pensa davvero che Tajani lasci il governo per andare con Calenda e Picierno? Più facile che la Fiorentina quest’anno vinca lo scudetto».

 

I riformisti sembrano a disagio.

«Chi lascia il Pd non va in Azione. Mentre chi lascia Azione va con Meloni. Gelmini, Carfagna, Castiglione, Versace sono transitati in maggioranza, che infatti si ritrova con un pugno di voti in più».

 

ELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTE

Dare alla premier dell’incapace non è eccessivo?

«È la verità. Vogliamo parlare del centro in Albania, un assurdo spreco di soldi e forze di polizia? O del caso Almasri? O del fatto che in politica estera sta con chi le fa comodo?».

 

In che senso?

«Era per Putin, poi si è schierata con Zelensky. È passata da Biden a Trump. L’altro giorno Vance ha fatto un attacco violentissimo all’Europa e lei lo ha giustificato sul Financial Times ».

 

A lei questa Europa piace?

«No. Ma mi piace più questa Europa di questi Stati Uniti. Von der Leyen purtroppo non è De Gasperi, ma la verità è che Meloni guarda a Budapest, mentre noi guardiamo a Ventotene. Molti, anche a sinistra dicono a bassa voce: “Però è brava…”».

MATTEO RENZI CHIEDE A GIORGIA MELONI DI TOGLIERE IL SEGRETO DI STATO SULL INCONTRO IN AUTOGRILL CON MARCO MANCINI

 

Non lo è tecnicamente?

«Se il paragone è Salvini sono tutti bravi. Ma i risultati non arrivano. Nel 2027 sarà un referendum su di lei: non ci possiamo dividere nel centrosinistra. Se lo facciamo ancora, come nel 2022, rivincono loro. Io lavoro per l’alternativa».

 

Può cambiare la legge elettorale?

«Un’altra illusione. Se cambia la legge Meloni dice addio a Chigi. Non lo farà».

 

Alla fine Meloni non dovrà scegliere l’Europa?

matteo renzi in albania 5

«Non può uscirne. Ma se insiste coi sovranisti saremo messi ai margini. Già adesso non contiamo niente. Doveva fare da pontiera tra Bruxelles e Washington e al momento non è stata nemmeno ricevuta alla Casa Bianca. Non metto in conto la scampagnata fatta per il giuramento».

 

Lei avrebbe votato il piano per il riarmo?

«Io sì. Anche se non penso affatto che sia un piano ideale. È stato pensato male, scritto peggio. La von der Leyen è una burocrate».

 

Perché l’avrebbe votato allora?

«Perché in attesa della difesa europea non abbiamo altra scelta. Ma bisogna stabilire che per ogni euro speso nella sicurezza bisogna spenderne un altro nell’istruzione, come stabilimmo, ai tempi del mio governo, al vertice Nato del 2014 in Galles».

 

Sta girando il Paese col libro su Meloni: gli elettori di centrosinistra sono più indulgenti con lei?

«Non cerco indulgenze, faccio politica. E se siamo primi in classifica saggistica è perché diciamo dico pane al pane e vino al vino. Incontriamo persone, ascoltiamo storie: mi ha sconvolto il caso di Mazara del Vallo dove la sanità siciliana ha dimenticato di avvisare 206 persone che hanno un tumore. Provo orrore per tanta superficialità di Schifani and company ».

SCHLEIN, CONTE, BONELLI, FRATOIANNI

 

La vera partita non si giocherà sui dazi?

«Sì, ed è per questo che noi vogliamo rappresentare gli imprenditori terrorizzati dalle tariffe. Va dato un tetto al mondo produttivo nel centrosinistra. Il sovranismo uccide il made in Italy».

matteo renzi (5)matteo renzi (11)conte renzi schleinIL CAMPO LARGO - MEME BY EDOARDO BARALDI calenda renzirenzi calendamatteo renzi - carlo calenda - meme by oshomatteo renzi in albania 3

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”