PRAVDA A CINQUE STELLE - PER SANDRA POPPI, ENTRATA NEL CONSIGLIO COMUNALE DI MODENA CON I GRILLINI, È ARRIVATA LA SCOMUNICA DEL SUPREMO GRILLO PARLANTE DIRETTAMENTE DAL BLOG: “NON HA TITOLO A RAPPRESENTARE IL M5S ED È DIFFIDATA DAL FARLO” - ERA SUCCESSO ANCHE A UN ALTRO COLLEGA MODENESE - ECCO LA DEMOCRAZIA DI CASALEGGIO & CO. MA LEI RISPONDE: “RESTO. È GRILLO CHE MI DEVE DELLE SPIEGAZIONI”...

Francesco Alberti per il "Corriere della Sera"

Zic zac! Fuori un altro. Il nuovo che avanza ha denti da piranha. Chi sgarra (e a volte basta anche solo il sospetto) va a casa.

Sandra Poppi, 51 anni, due figli, presidente del Wwf di Modena fino a pochi giorni fa e candidata per il Movimento 5 Stelle alle Comunali del 2009 e alle Regionali del 2010 con risultati più che apprezzabili (prima dei non eletti in entrambi i casi), ha firmato un piccolo record: a nemmeno 10 giorni dal suo ingresso nel consiglio comunale della città della Ghirlandina, al posto di un grillino (anzi ex, perché pure lui due anni fa fu allontanato), è stata cortesemente invitata da Beppe Grillo, con tanto di scomunica sul blog, a farsi da parte: «Sandra Poppi non ha titolo a rappresentare il Movimento 5 Stelle né all'uso del logo ed è diffidata dal farlo».

Poche righe, poche ciance, discorso chiuso. A tagliare le gambe all'ambientalista sarebbe stata una fetta consistente dei Cinque Stelle modenesi, che, accusando la Poppi di «lontananza dal Movimento», e addirittura di «aver gettato fango sulla nostra attività», si è rivolta direttamente al comico guru.

Sarà anche la culla del M5S, l'Emilia-Romagna, con Parma a fare da copertina (a proposito: il sindaco Federico Pizzarotti, completata la giunta, si è ridotto del 10% lo stipendio assieme al vicesindaco e al presidente del consiglio comunale) e con Bologna a sfornare dosi massicce di grillismo con i consiglieri regionali Giovanni Favia e Andrea De Franceschi, ma è anche una bella fucina di liti e colpi bassi.

È solo di qualche settimana fa il diktat con il quale Grillo ha di fatto impedito al neosindaco Pizzarotti di scegliere come direttore generale del Comune di Parma l'ingegnere ferrarese Valentino Tavolazzi, 62 anni e una notevole audience tra i grillini, in odore di eresia per aver tentato di limitare lo strapotere di Casaleggio sul Movimento. Il caso Poppi affonda invece le radici nella tormentata storia dei Cinque Stelle modenesi.

Nel 2009, la signora, geometra in edilizia scolastica, si candida alle comunali e incassa un centinaio di voti: viene eletto Vittorio Ballestrazzi, in corsa come candidato sindaco. Un anno dopo, Regionali, Sandra Poppi, con oltre 700 consensi, si piazza alle spalle di Giovanni Favia.

Quest'ultimo, dovendo scegliere tra i collegi di Modena, Bologna e Reggio Emilia, opta per il primo, su indicazione di una parte del Movimento, consentendo così all'amico Andrea De Franceschi, che aveva ottenuto meno preferenze della Poppi (circa 300), di entrare in Regione. Una decisione accolta male da Ballestrazzi, che viene puntualmente espulso dal profeta Grillo (ma l'ex grillino è rimasto in questi anni in consiglio comunale, pur modificando il nome del gruppo da «Modena 5 Stelle-BeppeGrillo» a «Modenacinquestelle»).

E anche dalla Poppi: «Si inventarono le secondarie per scegliere tra me e De Franceschi - afferma -. È stata una scelta poco trasparente nel metodo e nel merito. Ai loro occhi, essendo stata iscritta ai Verdi, non ero abbastanza "pura"...». Le cose sono precipitate nei giorni scorsi quando Ballestrazzi ha lasciato il consiglio comunale.

Racconta Sandra Poppi: «Non capisco l'anatema di Grillo. Avevo comunicato ai vertici la mia intenzione di subentrare, ho chiesto lumi e non ho avuto risposte. Non ho mai denigrato il Movimento, ma rivendico il diritto di ragionare con la mia testa». E adesso? «Resto al mio posto per rispetto verso chi mi ha votato: è Grillo a dovermi delle spiegazioni». La legge del blog.

 

BEPPE GRILLO SUL PALCO MANIFESTO ELETTORALE DI SANDRA POPPIbeppe grillo incazzoso gianroberto casaleggio Valentino Tavolazzi SANDRA POPPI

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