donald trump

IL "WATER-GATE" DI TRUMP – QUANTI VOTI AVRA’ CONQUISTATO IL PRESIDENTE USA DOPO LA SUA INTEMERATA CONTRO GLI IMMIGRATI PROVENIENTI DA PAESI CESSO? UNA STRATEGIA, PIÙ CHE UNA DEBOLEZZA. UN MODO PER DIRE ALLA BASE DEI SUOI ELETTORI: SONO UNO DI VOI - PRIMA DI THE DONALD IL PRESIDENTE PIU’ SCURRILE E’ STATO NIXON, IL PRIMO A SDOGANARE IL TERMINE “SHIT”

Michele Farina per il Corriere della Sera

 

TRUMP

In spagnolo: «Países de mierda». In giapponese: «Paesi latrina», che in cinese diventa «spazzatura», mentre a Taiwan la traduzione è più poetica ma non meno spaventosa: «Paesi dove gli uccelli non depongono le uova». E così, ancora una volta, le parole di Trump fanno il giro del mondo. E aggiornano i vocabolari: fino all' altra sera per il Merriam-Webster «shithole» era un termine non pervenuto, l' Oxford Dictionaries lo definiva luogo «sporco e inospitale».

 

Dai meandri del parlato ai titoli di prima pagina, passando per l' Ufficio Ovale: pubblicare per intero o

con i «» di rito? Su questo punto in America forse mai prima d' ora una parolaccia aveva messo d' accordo (quasi) tutti.

 

Forse solo la Fox di Murdoch l' ha censurata con gli asterischi. La Nbc ha messo in guardia da «un linguaggio inappropriato per i più giovani». La linea l' ha dettata Martin Baron, il direttore del Washington Post : «Se lo dice il presidente, pubblichiamo alla lettera».

trump

Nel 1974 era stato il New York Times di Abe Rosenthal a sdoganare «shit»: «La merda la prendiamo solo dal presidente». Richard Nixon, con l' onda montante del Watergate, veniva citato mentre urlava ai suoi: «I don' t give a shit», chissenefotte, «fate muro», insabbiate tutto.

C' è una cosa che Trump non vuole (o non è in grado di) insabbiare, più delle «volgarità» che escono dalla sua bocca e via Twitter? Una strategia, più che una debolezza.

Un modo per dire alla base dei suoi elettori: sono uno di voi. Perché stupirsi?

 

RICHARD NIXON

Fu proprio il Washington Post , all' inizio della campagna elettorale, a contare le volte (più di 100) che il magnate aveva usato certe parole pubblicamente: «shit», «fuck», «ass», «asshole». Sugli altri candidati The Donald vinceva a mani basse. La preferita: «asshole» (str), la meno usata: «shit». Facendo crasi di entrambe, con quei «buchi» di mondo che appaiono opposti a una supposta sconfinata grandezza, ecco «shithole». La più cliccata di queste ore. In confronto, fanno sorridere le intemperanze verbali di Obama presidente quando definiva il rivale Mit Romney «bullshitter», «uno che dice stronzate». I fuorionda di George W. Bush che chiamava «asshole di prima grandezza» un reporter ostile.

 

Prima di Trump, il presidente più «scurrile» e registrato della storia fu proprio Nixon, che a porte chiuse definiva i messicani «disonesti» e gli italiani «svitati», mentre i neri vivevano «come un branco di cani» e «San Francisco era piena di checche».

Naturalmente, non sono le volgarità la violenza più grande. Non si lascia andare a parolacce Trump quando dice: «A che servono questi haitiani, cacciamoli via». E fa pensare la reazione in video di Phill Mudd della Cnn , che avendo sangue irlandese e italiano nelle vene si vanta di essere un «proud shitholer».

Orgoglioso di provenire da «Paesi di m...». Forse saranno i norvegesi, che Trump vorrebbe più numerosi sui lidi Usa, a sentirsi più a disagio di tutti.

richard nixondonald trump firma per spostare l ambasciata a gerusalemme

 

Ultimi Dagoreport

software israeliano paragon spyware whatsapp alfredo mantovano giorgia meloni peter thiel

DAGOREPORT – SE C’È UNO SPIATO, C’È ANCHE UNO SPIONE: IL GOVERNO MELONI SMENTISCE DI AVER MESSO SOTTO CONTROLLO I GIORNALISTI COL SOFTWARE ISRAELIANO DI “PARAGON SOLUTIONS” - PECCATO CHE L’AZIENDA DI TEL AVIV, SCRIVE "THE GUARDIAN", NON FACCIA AFFARI CON PRIVATI, MA VENDA I SUOI PREGIATI SERVIZI DI HACKERAGGIO SOLO A “CLIENTI GOVERNATIVI” CHE DOVREBBERO UTILIZZARLI PER PREVENIRE IL CRIMINE - CHI AVEVA FIRMATO IL CONTRATTO STRACCIATO DAGLI ISRAELIANI PER "VIOLAZIONI"? QUAL È "L'ABUSO" CHE HA SPINTO PARAGON A DISDETTARE L'ACCORDO? – ANCHE IL MERCATO FIORENTE DELLO SPIONAGGIO GLOBALE HA IL SUO BOSS: È PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO” DELLA TECNO-DESTRA AMERICANA, CHE CON LA SOCIETA' PALANTIR APPLICA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL VECCHIO MESTIERE DELLO 007…

vincenzo de luca elly schlein nicola salvati antonio misiani

DAGOREPORT – VINCENZO DE LUCA NON FA AMMUINA: IL GOVERNATORE DELLA CAMPANIA VA AVANTI NELLA SUA GUERRA A ELLY SCHLEIN - SULLA SUA PRESUNTA VICINANZA AL TESORIERE DEM, NICOLA SALVATI, ARRESTATO PER FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, RIBATTE COLPO SU COLPO: “DOVREBBE CHIEDERE A UN VALOROSO STATISTA DI NOME MISIANI, CHE FA IL COMMISSARIO DEL PD CAMPANO” – LA STRATEGIA DELLO “SCERIFFO DI SALERNO”: SE NON OTTIENE IL TERZO MANDATO, DOVRÀ ESSERE LUI A SCEGLIERE IL CANDIDATO PRESIDENTE DEL PD. ALTRIMENTI, CORRERÀ COMUNQUE CON UNA SUA LISTA, RENDENDO IMPOSSIBILE LA VITTORIA IN CAMPANIA DI ELLY SCHLEIN…

osama almasri torturatore libico giorgia meloni alfredo mantovano giuseppe conte matteo renzi elly schlein

DAGOREPORT – LA SOLITA OPPOSIZIONE ALLE VONGOLE: SUL CASO ALMASRI SCHLEIN E CONTE E RENZI HANNO STREPITATO DI “CONIGLI” E ''PINOCCHI'' A NORDIO E PIANTEDOSI, ULULANDO CONTRO L’ASSENZA DELLA MELONI, INVECE DI INCHIODARE L'ALTRO RESPONSABILE, OLTRE ALLA PREMIER, DELLA PESSIMA GESTIONE DELL’AFFAIRE DEL BOIA LIBICO: ALFREDO MANTOVANO, AUTORITÀ DELEGATA ALL’INTELLIGENCE, CHE HA DATO ORDINE ALL'AISE DI CARAVELLI DI RIPORTARE A CASA CON UN AEREO DEI SERVIZI IL RAS LIBICO CHE E' STRAPAGATO PER BLOCCARE GLI SBARCHI DI MIGLIAIA DI NORDAFRICANI A LAMPEDUSA – EPPURE BASTAVA POCO PER EVITARE IL PASTROCCHIO: UNA VOLTA FERMATO DALLA POLIZIA A TORINO, ALMASRI NON DOVEVA ESSERE ARRESTATO MA RISPEDITO SUBITO IN LIBIA CON VOLO PRIVATO, CHIEDENDOGLI LA MASSIMA RISERVATEZZA - INVECE L'ARRIVO A TRIPOLI DEL TORTURATORE E STUPRATORE DEL CARCERE DI MITIGA CON IL FALCON DELL'AISE, RIPRESO DA TIVU' E FOTOGRAFI, FUOCHI D’ARTIFICIO E ABBRACCI, HA RESO EVIDENTE IL “RICATTO” DELLA LIBIA E LAMPANTE LO SPUTTANAMENTO DEL GOVERNO MELONI - VIDEO

ursula von der leyen giorgia meloni

URSULA VON DER LEYEN, CALZATO L'ELMETTO, HA PRESO PER LA COLLOTTOLA GIORGIA MELONI - A MARGINE DEL CONSIGLIO EUROPEO INFORMALE DI TRE GIORNI FA, L’HA AFFRONTATA CON UN DISCORSO CHIARISSIMO E DURISSIMO: “CARA GIORGIA, VA BENISSIMO SE CI VUOI DARE UNA MANO NEI RAPPORTI CON TRUMP, MA DEVI PRIMA CONCORDARE OGNI MOSSA CON ME. SE VAI PER CONTO TUO, POI SONO CAZZI TUOI” – LA REAZIONE DELLA SEMPRE COMBATTIVA GIORGIA? DA CAMALEONTE: HA ABBOZZATO, SI È MOSTRATA DISPONIBILE E HA RASSICURATO URSULA ("MI ADOPERO PER FARTI INCONTRARE TRUMP"). MA IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA NON HA ABBOCCATO, PUNTUALIZZANDO CHE C’È UNA DIFFERENZA TRA IL FARE IL "PONTIERE" E FARE LA "TESTA DI PONTE" – IL “FORTINO” DI BRUXELLES: MACRON VUOLE “RITORSIONI” CONTRO TRUMP, MERZ SI ALLONTANA DAI NAZISTI “MUSK-ERATI” DI AFD. E SANCHEZ E TUSK…

elly schlein almasri giuseppe conte giorgia meloni

DAGOREPORT - BENVENUTI AL GRANDE RITORNO DELLA SINISTRA DI TAFAZZI! NON CI VOLEVA L’ACUME DI CHURCHILL PER NON FINIRE NELLA TRAPPOLA PER TOPI TESA ALL'OPPOSIZIONE DALLA DUCETTA, CHE HA PRESO AL BALZO L’ATTO GIUDIZIARIO RICEVUTO DA LO VOI PER IL CASO ALMASRI (CHE FINIRÀ NELLA FUFFA DELLA RAGION DI STATO) PER METTERE SU UNA INDIAVOLATA SCENEGGIATA DA ‘’MARTIRE DELLA MAGISTRATURA’’ CHE LE IMPEDISCE DI GOVERNARE LA SUA "NAZIONE" - TUTTE POLEMICHE CHE NON GIOVANO ALL’OPPOSIZIONE, CHE NON PORTANO VOTI, DATO CHE ALL’OPINIONE PUBBLICA DEL TRAFFICANTE LIBICO, INTERESSA BEN POCO. DELLA MAGISTRATURA, LASCIAMO PERDERE - I PROBLEMI REALI DELLA “GGGENTE” SONO BEN ALTRI: LA SANITÀ, LA SCUOLA PER I FIGLI, LA SICUREZZA, I SALARI SEMPRE PIÙ MISERI, ALTRO CHE DIRITTI GAY E ALMASRI. ANCHE PERCHE’ IL VERO SFIDANTE DEL GOVERNO NON È L’OPPOSIZIONE MA LA MAGISTRATURA, CONTRARIA ALLA RIFORMA DI PALAZZO CHIGI. DUE POTERI, POLITICO E GIUDIZIARIO, IN LOTTA: ANCHE PER SERGIO MATTARELLA, QUESTA VOLTA, SARÀ DURA...