elly schlein

“C’E’ LA GUERRA, PARLIAMO DI COSE SERIE” – LA RAPPATA DI SCHLEIN CON J-AX FA ESPLODERE I NERVI AI LEGHISTI, AI MELONIANI E A QUALCHE DEM: “CHIEDIAMO ASILO AL GRUPPO MISTO” - LA SEGRETARIA MULTIGENDER DEM ALLUNGA LA MANO VERSO CONTE: “LE BATTAGLIE CHE CI UNISCONO SONO PIÙ DEI TEMI CHE CI DIVIDONO”. E NEGLI ULTIMI GIORNI HA MATURATO LA CONVINZIONE CHE È MEGLIO, PER ORA, DERUBRICARE IL TEMA DELLA COALIZIONE CHE VERRÀ COL M5S… - VIDEO

 

 

Daniela Preziosi per editorialedomani.it - Estratti

 

j ax elly schlein

 

Un leghista incontra un collega dem in Transatlantico e lo sfotte: «Adesso il Papetee vi va bene?». Fratelli d’Italia, dai profili social, sbeffeggia: «Sinistra, che brutta fine». La “rappata” di Elly Schlein, special guest di un concerto degli Articolo 31 a Milano, sul palco del Forum di Assago, ha fatto esplodere i nervi alla destra.

 

Ma la verità è che anche per molti dem il video del duetto, rilanciato dai siti, è un colpo. Un duro colpo, in qualche caso. Rimosso Renzi con il chiodo nello studio di Maria De Filippi, stavolta c’è una segretaria in giubbotto di pelle fucsia (il colore della lotta al femminicidio, però) che spara rime e se la cava.

 

La mattina di giovedì 10 ottobre alla Camera i parlamentari presenti, rari nantes, attraversavano a razzo il Transatlantico per non fermarsi a commentare. O, in subordine, niente virgolette. Tutti uniti, come mai, sulla sorpresa. Discordi, come sempre, sul senso della comparsata.

 

elly schlein alla chitarra

Fra un «c’è la guerra, parliamo di cose serie» e un «chiedo asilo al gruppo Misto», c’è anche qualche favorevole, che pure preferisce non comparire. Ragiona così: «Ma quale leader politico potrebbe fare un rap in un concerto? Chi poteva salire sul carro del Pride e parlare a milioni di giovani? Conte, Fratoianni, Bonelli?».

 

 

In effetti neanche gli alleati di sinistra l’hanno presa un granché bene. Facce eloquenti. La potenziale federatrice del centrosinistra non riesce a portare a casa l’alleanza, ma con il pop va forte: e così tira colpi sotto la cintola, si presenta a un pubblico che il Pd si sogna. La stessa voce di prima replica: «E non l’abbiamo eletta per asciugare i Cinque stelle?»

ELLY SCHLEIN

 

È così, ma non si dice. Giovedì mattina Schlein è rapidamente tornata in assetto politico. A Montecitorio, nel primo pomeriggio, ha riunito i parlamentari per discutere della mozione che il Pd presenterà martedì in entrambe le camere sulla posizione del governo italiano al Consiglio europeo.

 

(…)

Uniti dove si può, dunque, competitivi sul resto, rap compreso: è la morale di stagione del Nazareno. Schlein in tv, a La7, ha buttato acqua sul fuoco delle divisioni dello schieramento: «Ci sono tante battaglie che ci uniscono e sono più dei temi che ci dividono, si vede nelle tante alleanze che si provano a costruire nelle regioni e nei comuni». In realtà in Liguria Iv è fuori, in Emilia-Romagna per non presentare la sua lista sta alzando le richieste, e anche in Umbria la presenza di Iv nella coalizione è in forse.

ELLY SCHLEIN

 

La segretaria minimizza. Il campo largo è morto, come dice Conte? Sì: «È un’espressione che abbiamo ereditato. A me interessa costruire una coalizione progressista, perché non penso che il campo si misuri in centimetri, ma in quanta giustizia sociale vogliamo produrre insieme su sanità, scuola pubblica, lavoro e diritti, ecco su questo vogliamo lavorare».

 

GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - - RICCARDO MAGI - FOTO LAPRESSE

Già l’espressione «progressista» è un passetto lessicale in direzione del presidente M5s.

La novità c’è, anche se non si vede. È che Schlein, che pure sta cercando un chiarimento con Conte, negli ultimi giorni ha maturato la convinzione che è meglio, per ora, derubricare il tema della coalizione che verrà. Non è il momento: M5s è impegnato in un quasi-congresso interno, e il presidente deve alzare i toni per respingere l’assalto di Grillo.

GIUSEPPE CONTE E ELLY SCHLEIN

 

Poi c’è aria di inciucio sulla Rai e sulla Corte costituzionale: c’è il rischio che qualcuno della minoranza – leggasi ancora Conte – in futuro si presti al gioco di Meloni. Se dovesse succedere, sarà inutile predicare pacifismo. Infine Renzi: per tenersi in partita, gioca a provocare il leader M5s spingendo su un tasto per lui dolentissimo: la leadership del centrosinistra.

 

IL CAMPO LARGO VISTO DA ALTAN

Ai cronisti in Senato ha spiegato che il voto andato a vuoto sul giudice dalla Consulta è merito della segretaria Pd: Schlein «ha vinto la prima battaglia vera. Il risultato è che si sono fermati». Nessun merito collegiale. L’esatto contrario di quello che serve per ritrovare un po’ di concordia. Il momento è «così com’è», per dirla con il rap J-Ax-Schlein: bene lavorare su temi comuni, inutile guardare più avanti. Anzi dannoso.

conte renzi schlein

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...