david sassoli nicola zingaretti virginia raggi carlo calenda guido bertolaso roberto gualtieri

REBUS CAMPIDOGLIO: CHI SARA’ IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA? – RIPRENDE QUOTA BERTOLASO (CHE HA L’OK DI FORZA ITALIA E LEGA). I DUBBI DI FRATELLI D’ITALIA LEGATI ALLA GESTIONE DEL PIANO VACCINALE IN LOMBARDIA E ALLA EFFICACIA DI BERTO-LESSO IN CAMPAGNA ELETTORALE. NELLA PARTITA ANCHE LE SCELTE SULLA CALABRIA E SULLA REGIONE LAZIO – SUL FRONTE OPPOSTO LETTA RILANCIA LE PRIMARIE, LA RAGGI RESTA IN CAMPO: LA POSSIBILE CONVERGENZA TRA PD E M5S SOLO AL SECONDO TURNO…

Fabio Rossi per "il Messaggero"

 

guido bertolaso sbrocca

Il borsino delle Amministrative, sul fronte del centrodestra, è ancora in evoluzione: Guido Bertolaso sembra in lieve ripresa, Andrea Abodi resta stabile, altre alternative al momento non sono sul tappeto, ma potrebbero presentarsi nelle prossime settimane. Ufficialmente, gli alleati non hanno fretta di scegliere il nome del candidato per la corsa del Campidoglio: «Il rinvio del voto a ottobre, in una situazione politica e sanitaria così incerta, non ci spinge di certo ad accelerare la decisione», osserva un esponente di primo piano di Forza Italia.

GUIDO BERTOLASO

 

I TEMPI La scadenza è stata spostata a dopo Pasqua, ma la sensazione è che si potrebbe arrivare a fine aprile prima di chiarire il quadro, visto che manca ancora una data per la prossima riunione del tavolo sulle elezioni. Peraltro anche la situazione sul fronte opposto è ancora tutta da definire: Enrico Letta ha rilanciato le primarie per il centrosinistra, Virginia Raggi è ufficialmente in campo per cercare la riconferma e Carlo Calenda al momento non manifesta intenzioni di fare un passo indietro.

 

 L' idea è che Pd e M5S possano andare separati al primo turno, con un tacito patto di non belligeranza in campagna elettorale, per poi puntare alla convergenza al ballottaggio. «È evidente che il Pd non può sostenere Virginia Raggi - ha detto ieri Roberto Gualtieri - Esprimerà una propria candidatura nel quadro di un' alleanza larga e progressista».

 

GIORGIA MELONI

Secondo l' ex ministro dell' Economia, «sul sindaco uscente il Pd ha un giudizio non positivo, quindi si lavora per esprimere una forte candidatura: è un inciampo rispetto alla visione nazionale, ma è un problema che possiamo affrontare». La partita di Roma è strettamente legata al tavolo nazionale del centrodestra, in una tornata amministrativa che vede al voto altre città molto importanti come Milano, Napoli e Torino. E l' elemento nuovo potrebbe arrivare dalle Regionali che dovranno svolgersi nuovamente in Calabria, dopo la prematura scomparsa della governatrice forzista Jole Santelli.

 

Qui Fratelli d' Italia punta forte sulla deputata Wanda Ferro, già presidente della Provincia di Catanzaro e sconfitta da Mario Oliverio, nel 2014, nella corsa al vertice della Regione.

L' eventuale nomination calabrese per la parlamentare del partito di Giorgia Meloni darebbe nuova linfa al pressing, portato soprattutto da Forza Italia, per l' ipotesi Bertolaso. L' attuale vice commissario straordinario per l' emergenza Covid è da sempre considerato il candidato ideale dagli azzurri, che già avevano tentato di far convergere il centrodestra sul suo nome cinque anni fa, quando alla fine l' alleanza si spaccò presentando due candidature separate: la presidente di Fratelli d' Italia e Alfio Marchini.

 

grillo raggi

 

IL BORSINO L' ex capo della Protezione civile incontra anche il favore della Lega, che non avrebbe nulla da obiettare sulla su candidatura.

 

Resta da convincere Fratelli d' Italia, che a Roma rivendica la golden share del centrodestra e che a ottobre punta a consolidare la propria leadership nella Capitale: per Bertolaso restano dubbi legati alla gestione del piano vaccinale in Lombardia e alla sua efficacia in campagna elettorale. Ma c' è anche una coda della questione, che si allunga sulle prossime elezioni alla Regione Lazio, in programma nel 2023: la Lega vorrebbe per sé la scelta del candidato governatore, che potrebbe essere Claudio Durigon, coordinatore regionale del Carroccio.

 

raggi zingaretti

Ma Fratelli d' Italia non è d' accordo e, non intestandosi la nomination per il Campidoglio, avrebbe inevitabilmente più forza contrattuale da spendere nella futura trattativa per la Pisana. Altrimenti, in pole position resterebbe Abodi, disponibile a «mettersi in gioco per spirito di servizio verso Roma». Tutto ciò è valido a meno che il Pd non riesca a trovare un accordo con i Cinquestelle - ma per farlo deve far fare un passo indietro Virginia Raggi - già al primo turno. E a quel punto la partita diventerebbe molto più complicata per il centrodestra, che potrebbe decidere di cambiare strategia: non più un nome proveniente dalla società civile ma un politico a tutto tondo, come potrebbero essere Chiara Colosimo, Maurizio Gasparri o Francesco Storace.

ROBERTO GUALTIERI ENRICO LETTA

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”