AVVISO DI SFRATTO PER SOTTO-MARINO - RENZI CHIUDERÀ LA CAMPAGNA ELETTORALE A PIAZZA DEL POPOLO E SUL PALCO NON CI SARÀ IL SINDACO PEDALATORE MA IL SEGRETARIO DEL PD CITTADINO, COSENTINO - SONDAGGI ALLA MANO, IL PD A ROMA TOCCHERÀ IL FONDO

Alessandro Capponi per il "Corriere della Sera"- Roma

Forse non per caso, giovedì prossimo in piazza del Popolo, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, chiuderà a Roma la campagna elettorale per le Europee: e, forse non per caso, con lui sul palco ci sarà solamente una persona.

Lionello Cosentino, ieri nel tardo pomeriggio, ha riunito la truppa degli eletti a Roma (dai parlamentari ai consiglieri) per lanciare l'ultimo sprint alla campagna elettorale: duecento banchetti previsti in città tra sabato e domenica, parlamentari a distribuire volantini, giovedì i circoli invitati ad annullare ogni altra iniziativa per convergere su piazza del Popolo.

L'appuntamento ha inevitabilmente una valenza nazionale, e su Roma è sentito per molte ragioni. Del resto che il pd tema l'«effetto Marino» sul voto europeo è cosa nota: secondo pezzi del partito nei fragili equilibri del Campidoglio tutto potrebbe cambiare il giorno successivo al voto.

I sondaggi raccontano di un dato romano inferiore alla media nazionale, secondo alcuni più basso anche della media regionale pd, con una forte astensione: se così fosse, inevitabilmente, in molti nel pd punterebbero l'indice contro il sindaco.
Neanche il rimpasto di due o tre assessori, sostengono autorevoli esponenti del pd, potrebbe riportare calme in acque che sembrano agitatissime. Marino, poi, adesso si trova a dover aspettare, ancora una volta, una mano dal governo per risolvere l'ennesimo problema.

Stavolta - dopo il decreto Salva Roma, la mobilità interaziendale, il salario accessorio - la vicenda riguarda i rifiuti: perché il 21 maggio scade l'ordinanza con la quale il Campidoglio ha stabilito che i rifiuti fossero trasportati nei tre impianti per i quali la magistratura, a seguito dell'inchiesta che a gennaio portò in carcere il supremo Manlio Cerroni, aveva disposto l'interdizione.

A gennaio, dunque, il sindaco prolungò di tre mesi l'uso degli impianti: ma l'ordinanza, in scadenza la prossima settimana, non è rinnovabile. E dunque? Serve l'aiuto del governo: la strada sarà quella della requisizione degli impianti di trattamento, con un decreto forse nel consiglio dei ministri di domani, proprio per evitare il rischio di un'emergenza rifiuti nella Capitale.

Il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, ha garantito al Campidoglio che una soluzione si troverà, con un decreto. «Non temo nessuna emergenza rifiuti - spiega il sindaco - Roma non è in emergenza e non lo sarà».

L'assessore Estella Marino aggiunge: «Credo ci sarà a breve un altro incontro dei tecnici, ma certamente noi abbiamo lavorato in questi mesi alla modifica della normativa per inserire la requisizione in uso degli impianti».

I Radicali del consigliere Riccardo Magi presenteranno un esposto alla Corte dei Conti: per gli anni precedenti il 2013, i Radicali per il mancato raggiungimento dei livelli di differenziata, ipotizzano un danno erariale «di milioni di euro. Ci avevano detto che Malagrotta fosse conveniente almeno dal punto di vista economico - spiega Magi - e invece...».

 

 

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