virginia raggi nicola zingaretti

ZINGA: “LA RAGGI È STATA IL PRINCIPALE PROBLEMA DI ROMA DEGLI ULTIMI ANNI” – MA LA RICANDIDATURA DELLA SINDACA, ORMAI ABBANDONATA DAI VERTICI, E' SOLO UN MODO PER OTTENERE IN FUTURO UN INCARICO PER NON RITORNARE A FARE LE FOTOCOPIE – FORSE RIMBAMBITO DALLE BUCHE ROMANE, MAX BUGANI VA IN DIFESA DELLA POVERINA: ''PAROLE DEL GENERE LE PUÒ DIRE SOLO CHI NON CONOSCE ROMA, CHI NON CONOSCE VIRGINIA E CHI NON CAPISCE UNA MAZZA DI POLITICA"

 

 

nicola zingaretti virginia raggi

Da www.repubblica.it

 

Nuova chiusura netta, anche aspra, da parte di Nicola Zingaretti, presidente del Lazio e segretario nazionale Pd, all'eventuale appoggio dei dem alla ricandidatura della sindaca grillina uscente, Virginia Raggi.

 

enrica sabatini davide casaleggio max bugani

A chi gli chiedeva se poteva essere possibile un ripensamento sulle alleanze in vista del voto comunale del prossimo anno per il Campidoglio, il segretario dem è stato duro e netto: "Nei sistemi a doppio turno si faranno nelle città le scelte che si dovranno fare. Ciò che penso su Roma si sa, ed è una opinione di tutto il Pd: a Roma serve voltare pagina e costruire una grande alleanza di rinnovamento che ridia a Roma quello che merita, e questo non coincide con l'attuale sindacatura, che anzi, io credo, sia stata il principale problema di Roma degli ultimi anni".

CARLA RUOCCO ALESSANDRO DI BATTISTSA VIRGINIA RAGGI LUIGI DI MAIO

 

Se la sindaca per ora non ha replicato, fuoco di fila dei fedelissimi. Ad esempio, il capo staff della Raggi, Max Bugani. "Se Zingaretti pensa di costruire una solida alleanza continuando a insultare Virginia senza alcuna logica, non ci ha capito molto. Parole del genere le può dire solo chi non conosce Roma, chi non conosce Virginia e chi non capisce una mazza di politica", così l'ex numero due della piattaforma grillina Rousseau. Che incalza: "Datti una registrata, fenomeno, e fatti un bel bagno di umiltà".

 

PAOLO FERRARA

A difesa di Virginia e dei suoi meriti anche il consigliere capitolino M5s Paolo Ferrara: "Raggi ha fatto crescere i fiori all'inferno in questa città. Continui ad attaccare la sindaca definendola un problema per la città mentre lei gira con una macchina blindata e una scorta per aver combattuto il clan dei Casamonica? Come fa a essere un problema una persona che combatte criminali e balordi a Roma? Lo so Nicola che si tratta di uno scivolone ma ne potevi sparare tante - conclude Ferrara - ed invece hai scelto la fesseria più grande. La più terribile per Roma".

barbara lezzi

 

"Di fronte alla superficialità delle affermazioni di Zingaretti noi continuiamo a guardare in faccia i problemi veri della città e ad affrontarli con serietà", così su Facebook l'assessore al Personale di Roma Capitale Antonio De Santis.

 

E Barbara Lezzi: "Chi offende Virginia Raggi, offende l'intero Movimento 5 Stelle. Mi meraviglio come qualcuno tra i vertici ancora parli con questo personaggio per condividere strategie. Forza Virginia, il Movimento 5 Stelle è con te", l'incoraggia la senatrice M5S.

 

LUIGI DI MAIO E VIRGINIA RAGGI

 

 

 

 

 

"Farneticanti e al limite dell'imbarazzo le dichiarazioni di Bugani e di De Santis su Zingaretti. A vergognarsi infatti dovrebbe essere la sindaca Raggi che in quasi 5 anni di mandato ha sì cambiato il volto di Roma, trasformandola però in una metropoli dell'assurdo e del disagio" scandisce una nota del gruppo del Pd capitolino.

 

"La Capitale fa acqua da tutte le parti, dal decoro urbano, al piano rifiuti, al trasporto pubblico, per non parlare della mala gestione delle società partecipate e del piano urbanistico: una caporetto! Forse questo accanimento è per celare la paura di perdere la poltrona e lo stipendio? La Sindaca e la sua corte dei miracoli dovrebbero compiere il primo gesto d'amore per la città, cioè dimettersi".

VIRGINIA RAGGI E MAX BUGANI

virginia raggi e nicola zingarettivirginia raggi nicola zingaretti raggi zingaretti-2virginia raggi e nicola zingaretti 1

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...