1. SE N'È ANDATO ALL'IMPROVVISO, MARTEDÌ POMERIGGIO, NEL MODO PIÙ ATROCE. SI È UCCISO NELLA SUA CASA A ROMA, IMPICCANDOSI CON UNA SCIARPA ALLA SCALA INTERNA PER LE PRESE IN GIRO SUBÌTE POCHE ORE PRIMA, A SCUOLA, “PERCHÉ SI ERA MESSO LO SMALTO” 2. E ADESSO NELLA SCUOLA IN CENTRO CHE FREQUENTAVA I COMPAGNI SI INTERROGANO SE QUEL GESTO TRAGICO E ASSURDO POSSA ESSERE COLLEGATO AI COMMENTI E AI SORRISINI RISERVATI PER QUEL SUO MODO DI ESSERE ECCENTRICO. DI TRUCCARSI 3. TRA LE IPOTESI DEI PM C’È L’ISTIGAZIONE AL SUICIDIO. IN RETE L’IRA E IL DOLORE DEGLI AMICI 4. “VERGOGNA! LA PAGHERETE SPERO IN QUALCHE MODO. L’IGNORANZA CHE REGNA NELLE VOSTRE TESTE HA UCCISO UN RAGAZZINO DI 15 ANNI E VOI NE SIETE COLPEVOLI AL 99%” 5. LA MAMMA SU FB: ‘’VOGLIO ABBRACCIARE I TUOI AMICI PERCHÉ VOGLIO ABBRACCIARE TE E TUTTO IL TUO MONDO. NON CAPIAMO, NON ACCETTIAMO. TI VOGLIAMO CON NOI E BASTA!”

1- ROSSETTO E SMALTO LO PRENDONO IN GIRO SUICIDA A 15 ANNI
Rinaldo Frignani per il "Corriere della Sera - Roma"

Sguardi bassi. Qualcuno piange, altri scappano via. Giulio, un nome di fantasia, è morto. Se n'è andato all'improvviso, martedì pomeriggio, nel modo più atroce. Si è ucciso nella sua casa a Roma Sud, impiccandosi con una sciarpa alla scala interna. E adesso nella scuola in centro che frequentava i compagni si interrogano se quel gesto tragico e assurdo possa essere collegato alle prese in giro, ai commenti e ai sorrisini riservati a Giulio per quel suo modo di essere eccentrico. Di truccarsi, di mettersi lo smalto sulle unghie.

L'indagine della polizia è appena cominciata. Gli investigatori hanno sequestrato il telefonino e il computer del quindicenne suicida per ricostruire la rete di conoscenze e i messaggi sui social network che Giulio riceveva. Di amicizia, certo, ma anche di scherno. Si è ucciso per questo? O perché, come ha denunciato un ragazzo all'Help Gay Line, era omosessuale? Da martedì le psicologhe della Questura stanno ascoltato minorenni che erano a contatto con lo studente.

«Anche noi abbiamo sentito altri ragazzi di quella scuola - racconta il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo - Non sappiamo se fosse veramente gay, ma ciò non toglie che per il suo atteggiamento veniva deriso e che per questo era sconvolto». Una vicenda choccante, tanto più che il quindicenne avrebbe messo in atto il suo proposito mentre in casa c'era forse il fratello minore. A scoprire il corpo è stato il padre al suo rientro. Vicino a Giulio non c'erano biglietti, né messaggi d'addio.

L'uomo è stato interrogato a lungo dalla polizia. «In quella scuola - aggiunge Marrazzo - due anni fa abbiamo incontrato insegnanti e studenti in una delle nostre iniziative di sensibilizzazione dei ragazzi e del mondo della scuola». Secondo il giovane che si è rivolto all'Help Gay Line Giulio si sarebbe tolto la vita per le prese in giro subìte poche ore prima, a scuola, «perché si era messo lo smalto». Una ricostruzione ora al vaglio degli investigatori ai quali il Gay Center, come sottolinea ancora il portavoce, ha chiesto anche «di acquisire le pagine dei social network dove il ragazzo veniva deriso in continuazione».

2- ROMA, UNA FIACCOLATA PER RICORDARE DAVIDE - INIZIATIVA STASERA
(TMNews) - Il nome è di fantasia ma purtroppo tutto il resto è un`orrenda realtà. Davide, un quindicenne romano, si è tolto la vita per omofobia. Vessato dai compagni da più di un anno, rimproverato da un`insegnante, non ce l`ha fatta più e si è impiccato con una sciarpa, davanti al fratello minore. L`ennesima bruttissima pagina che racconta una condizione, quella di gay e lesbiche e trans ancora in età scolare, che sono preda dell`ignoranza, insultati ed emarginati.

"Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli registra questo episodio di bullismo ignorante che colpisce chi si trova in un età delicatissima di affermazione della propria identità e si trova spesso a farlo in un contesto sociale e familiare ostile o indifferente. Siamo da anni impegnati a fronteggiare l`ignoranza che colpisce in particolare, sin dall`età più giovane gay, lesbiche e transgender - afferma Andrea Maccarrone, Presidente dell`Associazione - ma non è facile entrare nelle scuole per fare informazione e per contrastare il bullismo, non solo quello di stampo omofobo e transofobo".

"Da tempo - aggiunge - reclamiamo l`estensione della legge Mancino ai reati di stampo omofobico. Anche il ruolo dei media risulta importantissimo: l`atteggiamento di chi, come nell`articolo odierno su Repubblica.it, minimizza a semplici bravate insulti e ingiurie, finisce per risultare colpevolmente complice." Per ricordare Davide, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Queerlab, l`Associazione Radicale Certi Diritti e Luiss Arcobaleno danno appuntamento stasera alle 19.30 per una fiaccolata che partirà da via di San Giovanni in Laterano (Coming Out) per arrivare al Liceo Cavour in Via delle Carine, 1. L`invito per tutte e tutti è di venire senza bandiere e indossando un capo rosa, il colore tanto amato da Davide.

3. DERISO SU FACEBOOK SI UCCIDE A 15 ANNI - LA PROCURA DI ROMA APRE UN'INCHIESTA
La Procura di Roma ha avviato una inchiesta sul suicidio del 15enne deriso su Facebook e additato come gay. Le indagini sono al momento senza indagati o ipotesi di reato. Non si esclude che si possa successivamente arrivare ad ipotizzare l'istigazione al suicidio.
Il giorno dopo, sulla rete, è il giorno del dolore e della rabbia. «La pagherete spero in qualche modo. L'ignoranza che regna nelle vostre teste ha ucciso un ragazzino di 15 anni e voi ne siete colpevoli al 99%», questo scrive più di un utente.

«Vergogna!», scrive uno; «Dovrete fare i conti con la vostra coscienza per il resto della vita», gli fa eco un altro. E ancora: «Che quello che è successo vi serva per rendervi conto di quanto fa male essere derisi», «Siete il tumore del mondo, il marcio dell'umanità, la sporcizia del genere umano», si legge ancora. In una gara di solidarietà gli amici del ragazzo stanno mettendo la sua foto sui loro profili, lo salutano, lo abbracciano.

Su Facebook scrive anche la mamma: «Forse perché così mi pare ancora di parlarti, forse per questo entro ed esco dal tuo profilo, indosso il tuo pigiama, cerco tra i tuoi appunti, i tuoi disegni, le tue cose». E ancora: «Voglio abbracciare i tuoi amici perché voglio abbracciare te e tutto il tuo mondo. Non capiamo, non accettiamo. Ti vogliamo con noi e BASTA!».
Nel suo profilo la donna ha messo una foto di lei e del figlio che sorridono abbracciati verso l'obiettivo di una macchina fotografica.

 

 

UOMO CON ROSSETTOUOMO CON ROSSETTO

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