fiano

‘LA LEGGE FIANO VA RISCRITTA, O CI SARÀ UN IMPAZZIMENTO GENERALE’ - RUTELLI: ‘È CHIARO CHE SE UNO RIORGANIZZA IL PARTITO FASCISTA VA PERSEGUITO, MA NON POSSIAMO PRENDERCELA COI TOMBINI DEL VENTENNIO O CON CHI COMPRA LE MEMORIE DI MUSSOLINI. L’ICONOCLASTIA, LA DISTRUZIONE DA PARTE DEI VINCITORI DEI SIMBOLI DEGLI SCONFITTI, ESISTE DA SEMPRE. MA PERSINO IL PAPA MISE LE CROCI SOPRA GLI OBELISCHI PER FERMARNE LA DISTRUZIONE’

Mario Ajello per “il Messaggero

tombini con il fascio littorio a romatombini con il fascio littorio a roma

 

Pier Paolo Pasolini diceva che «buona parte dell’antifascismo di oggi o è stupido o è pretestuoso: perché finge di dar battaglia a un fenomeno morto e sepolto».

 

Secondo lei, Francesco Rutelli, la legge Fiano appartiene a questo tipo di pretestuosità?

«Io credo che sia giusto porre argine a chi si presenta con simbologie totalitarie, però bisogna individuare con precisione le fattispecie che sono reato. Sennò, partono provocazioni, risentimenti, risse, e si ricade in una scimmiottatura assurda da guerra civile da condominio. Quelli che vanno a caccia del busto di Mussolini nella cantina della vecchietta che abita accanto...

 

Quelli che piombano a Porta Portese contro i banchetti che vendono cimeli del Duce o magari di Stalin... E se uno chiama i carabinieri perché vede un altro che legge le memorie mussoliniane? Ma siamo pazzi! La legge Fiano deve essere molto meglio precisata proprio per evitare questo: l’impazzimento generale. In Italia le divisioni covano e non vanno esasperate».

 

francesco rutellifrancesco rutelli

Anche sui monumenti del Ventennio infuria la polemica.

«Il giudizio storico su quel periodo è indiscutibile. L’Italia ha condannato e condanna il fascismo. Però non si può riscrivere la storia con l’accetta. Se ci si mette in questo ordine di idee che facciamo: cancelliamo i fasci littori sui tombini o i residui del motto Credere Obbedire Combattere che stanno negli edifici dell’Opera Nazionale Combattenti?».

 

La frase di Fiano sull’obelisco del Foro Italico non ha aiutato?

«Poi però l’ha corretta».

fontana con fascio littoriofontana con fascio littorio

 

Lei da sindaco come si è comportato con i simboli del regime?

«Una volta, entrando nella sede dell’Ente Eur ho visto un pannello che copriva una parte di un bassorilievo di travertino, opera dello scultore Morbiducci. Ho chiesto: ci sono dei lavori? Mi rispondono: no, c’è Mussolini qui sotto».

 

E quindi?

«Nella parte alta e in bella mostra, si vedono i romani che distruggono il tempio di Gerusalemme. Insomma è stato reso visibile questo che fu il più grande affronto dei romani alla civiltà ebraica, dunque qualcosa di molto offensivo, e mi creda: la mia famiglia ha l’esperienza di un Giusto tra le nazioni nello Yad Vashem a Gerusalemme. Mentre ci si è vergognati, nell’esporre quel bassorilievo, della figura di Mussolini a cavallo. Allora ho detto ai responsabili del palazzo: o fate saltare in aria tutto il bassorilievo o è ridicolo che venga censurato un pezzo. Fuori di lì, sulla strada, c’è la statua di un giovane fascista che fa il saluto romano. Ed è stato ritoccato così: hanno messo un guanto sulla mano tesa ed è stato trasformato nel genio dello sport».

emanuele fianoemanuele fiano

 

La storia non si tocca?

«Riproporre in Italia, alla fine del secondo decennio del secondo millennio l’eliminazione di elementi che fanno parte del nostro paesaggio, significa riportare all’attualità immediata un tema che appartiene invece alla dimensione storica».

 

Come bisognerebbe agire?

«L’iconoclastia, ovvero la distruzione da parte dei vincitori dei simboli degli sconfitti, ha accompagnato tutta la storia umana. Prenda però Sisto V. Dopo che noi cristiani abbiamo distrutto migliaia di icone della civiltà romana perché pagane, quel Papa alla metà del ‘500 recupera gli obelischi. Gli mette sopra le croci. E in cima alle due colonne che non era stato possibile abbattere, in quella traiana ci piazza San Pietro e in quella antonina San Paolo».

tombini con  il fascio littorio a romatombini con il fascio littorio a roma

 

Dice questo per dire che i monumenti possono avere tante vite?

«Ma certo. E non devono minimamente essere presi a pretesto per riattizzare vecchie conflittualità. Se qualcuno vuole riorganizzare il partito nazionale fascista va perseguito, ma se qualcuno ha nella sua biblioteca l’opera omnia di Mussolini è una memoria storica e non un reato». 

EMANUELE FIANOEMANUELE FIANOobelisco egizio a piazza san pietroobelisco egizio a piazza san pietro

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...