silvio berlusconi sabino cassese

“NON BISOGNA DEMONIZZARE IL PRESIDENZIALISMO, MA LE PAROLE DI BERLUSCONI SONO FRUTTO DI IMPROVVISAZIONE” – SABINO CASSESE: “NON SI PUÒ IGNORARE CHE L’INSERIMENTO DEL PRESIDENZIALISMO IN UN SISTEMA COSTITUZIONALE COME QUELLO ITALIANO RICHIEDE DI NON LIMITARSI A MODIFICARE I SOLI ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE RELATIVI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA” – “IL TIMORE DEL TIRANNO, CIOÀ LA PAURA CHE UN PRESIDENTE ELETTO POSSA SOMMARE TROPPI POTERI, IN ITALIA È ANCORA VIVO…”

sabino cassese foto di bacco

(ANSA) - Le parole di Berlusconi sulle dimissioni di Mattarella nel caso in cui venisse varata la riforma presidenziale proposta dal centrodestra sono "frutto di improvvisazione" e "ancor più improvvisata è la difesa secondo la quale, quando cambia una regola, il sistema è chiamato ad adeguarsi".

 

E' l'opinione del costituzionalista Sabino Cassese, intervistato dalla Stampa. "Basterebbe conoscere la storia delle modifiche costituzionali italiane - sottolinea - Nei due casi in cui si è diminuita la durata nella carica, o si sono diminuiti i componenti di un organo costituzionale, le relative leggi costituzionali hanno rinviato l'applicazione concreta al termine del mandato".

 

SILVIO BERLUSCONI MEME

E "i precedenti costituzionali vincolano il Parlamento a prevedere che la eventuale riforma diventi efficace al termine del mandato del presidente in carica".

 

Secondo Cassese "non bisogna demonizzare il presidenzialismo, ma non si può neppure ignorare che il suo inserimento in un sistema costituzionale come quello italiano richiede di non limitarsi a modificare i soli articoli della Costituzione relativi al presidente della Repubblica".

 

Una riforma simile venne proposta dal centrodestra nel 1995, ma non fu mai varata, ma secondo il costituzionalista negli ultimi 20 anni sono arrivati elementi nuovi: "L'introduzione di un sistema presidenziale a livello regionale e locale, che ha prodotto una asimmetria di poteri, in particolare tra regioni e governo centrale - evidenzia - In secondo luogo, il crescente ruolo del Consiglio europeo, nel quale i presidenti del Consiglio italiani, sempre transeunti, finiscono per perdere peso".

 

Mattarella Quirinale Osho Berlusconi

Cassese sottolinea però che "il 'timore del tiranno', cioè la paura che un presidente eletto possa sommare troppi poteri ed esercitarli in senso non liberale (alla Orban, per intenderci), limitando libertà di espressione e diritti fondamentali, sia ancora vivo, e prevalga sul bisogno di un 'governo che governi'".

VIKTOR ORBAN GIORGIA MELONI

SILVIO BERLUSCONI VERTICE CENTRODESTRASILVIO BERLUSCONI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI

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