FIGLI DI PUTIN - SALVINI ORMAI VA A MOSCA UNA VOLTA AL MESE CON L’OBIETTIVO DI SOSTITUIRE BERLUSCONI NEL CUORE DI PUTIN E INCASSARE UN FINANZIAMENTO PER LA LEGA: “LO ACCETTEREI SE MI OFFRISSERO CONDIZIONI MIGLIORI DI BANCA INTESA”

Nicola Lombardozzi per “la Repubblica

 

putin e salviniputin e salvini

Niente felpa. Per il suo intervento da ospite d’onore a un convegno sull’economia della Duma, il Parlamento della “amica Russia”, Matteo Salvini sceglie un cravattone verde appena più formale. I russi lo guardano con curiosità e ne ascoltano con piacere le dichiarazioni. Ormai è un ospite abituale che, dicono, avrebbe pure conquistato la personale simpatia di Putin dopo un breve incontro di straforo in ottobre a Milano. Salvini ne prevede molti altri: «Mi riceverà presto, forse già in gennaio».

 

Intanto alla Duma raccoglie applausi inevitabili quando ripete la sua avversione alle sanzioni occidentali contro la Russia che «non può essere considerato un nemico ma un alleato con cui riprendere i rapporti commerciali e culturali». Sono applausi dei politici locali, ma anche della delegazione di imprenditori italiani in Russia già pesantemente colpiti dalle sanzioni volute da Usa e Ue e soprattutto dalle «contro sanzioni» decise da Putin soprattutto nel settore agroalimentare.

salvini maglietta putinsalvini maglietta putin

 

Ed è un piacere per tutti i presenti ascoltare le sue critiche alla Ue che «insiste con sanzioni idiote che andrebbero tolte domani mattina». E che ha ragione solo in un caso: «Quando dice a Renzi che non ha fatto nulla di concreto». Applausi tutti italiani arrivano proprio nei passaggi su Renzi: «Avrebbe dovuto esserci lui qui al posto mio a difendere l’amicizia con Russia».

 

Ai russi comunque Salvini comincia a piacere. Lui lo percepisce e forse aspira a qualcosa di più. Gli domandano se si aspetta finanziamenti per la sua Lega e risponde così: «Non cerco regali, ma un prestito conveniente come quello concesso alla Le Pen, lo accetterei volentieri. Lo accetterei da chiunque mi offrisse condizioni migliori di, per esempio, Banca Intesa».

salvini e putinsalvini e putin

 

silvio berlusconisilvio berlusconi

Lapsus freudiano o citazione voluta che sia, Banca Intesa ha un senso preciso. Il massimo dirigente di Banca Intesa a Mosca è da anni quell’Antonio Fallico, compagno di scuola di Marcello Dell’Utri e riferimento abituale di Silvio Berlusconi per tutti i suoi investimenti in Russia. Ed è proprio con Silvio Berlusconi che il “Salvini russo” sta giocando la sua personale partita nelle sue visite a Mosca, ormai a cadenza mensile. La solidità dell’amicizia storica tra Putin e il leader di Forza Italia scricchiola già da tempo.

Berlusconi e Antonio Fallico Berlusconi e Antonio Fallico

 

A cominciare dalla vicenda del famoso “lettone di Putin” che fece imbestialire il riservato capo del Cremlino fino all’inesorabile declino politico dell’“amico Silvio” protagonista del defunto accordo sul South Stream. Che Salvini miri a sostituire Berlusconi nel cuore di Putin sembra un progetto quasi dichiarato.

Antonio Fallico con Putin Antonio Fallico con Putin

 

A chi gliene chiedeva conto ieri, il leader della Lega rispondeva: «Entrambi apprezziamo Putin ma abbiamo canali e approcci separati». Intervistato la scorsa settimana dal magazine economico Vlast (Potere) l’ineffabile Antonio Fallico rispondeva così alla domanda “al posto di Putin, come accoglierebbe la richiesta di amicizia di Salvini?”: “Con molta cautela”.

MARCELLO DELLUTRI MARCELLO DELLUTRI

 

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