SCONTRO PER LO SCONTRINO! - BEFERA CONTRO L’“ONESTA’ PER CONVENIENZA”: “NON LA TROVO CORRETTA” - IL BOSS DEL FISCO SE NE INFISCHIA DEL GOVERNO CHE HA PRONTE LE MISURE PER INCENTIVARE LA RICHIESTA DI FATTURE E SCONTRINI - IL MAXIEMENDAMENTO SLITTA A MARTEDI’: LA MAGGIORANZA RIVUOLE GLI AIUTI ALLE ZONE TERREMOTATE - CETRIOLINO PER LE FONDAZIONI BANCARIE: PAGHERANNO L’IMU - GUZZETTI: “RIDIAMO PER NON PIANGERE…”

Roberto Giovannini per "la Stampa"

Questo scorcio finale di legislatura rischia di essere un po' una via crucis per il governo Monti. Ieri, complice la divisione sempre più netta all'interno del Pdl e il malcontento del Pd per l'eliminazione delle norme per le aree terremotate in Emilia, il presidente del Senato Renato Schifani è dovuto persino ricorrere a un trucco parlamentare per evitare problemi nel voto di fiducia sul decreto legge sui costi della politica.

Visto il rischio di una clamorosa bocciatura, Schifani ha dovuto evocare lo sciopero dei trasporti, che rischiava di bloccare a Roma i senatori, per rinviare a martedì la votazione sul maxiemendamento del governo. Un emendamento che peraltro differiva dal testo licenziato dalle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali, cosa che non aveva fatto affatto piacere ai senatori.

Martedì, dicono gli addetti ai lavori, problemi sul voto di fiducia non se ne prevedono. Anche perché il governo, con il sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà, ha formalmente promesso che inserirà nella legge di stabilità le norme con gli aiuti alle aree terremotate. Per la precisione, una proposta Pd-Pdl-Udc-Fli che estendeva la possibilità di accedere ai finanziamenti garantiti dallo Stato anche alle aziende che hanno avuto danni indiretti, e che hanno avuto un calo del fatturato o della produzione di almeno il 30%. Norme che invece erano state tolte dal decreto perché la Ragioneria aveva ritenuto non convincente la copertura finanziaria.

Sono passate, invece, una serie di modifiche volute dai parlamentari. La principale è senza dubbio la decisione di far pagare l'Imu anche alle Fondazioni bancarie, entità dotate di grandi patrimoni immobiliari che finora potevano essere esentate dai Comuni da questa imposta in quanto considerate senza fini di lucro. La proposta è stata presentata da Elio Lannutti, dell'Italia dei Valori. Per il presidente dell'Acri e della fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, «l'emendamento ci discrimina, ridiamo per non piangere».

Le fondazioni sostengono che sugli altri immobili già pagavano l'Imu, e che ora saranno toccati quelli che erano esclusi perché destinati ad attività non profit. Sempre a proposito di Imu, il ministro Profumo ribadisce la sua intenzione di esentare dall'Imu le scuole paritarie (prevalentemente cattoliche), ma intanto il regolamento imposto da Bruxelles è inserito nel maxiemendamento, e diventerà legge.

Intanto, il direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera non si duole più di tanto per il rischio che la delega al governo per varare il «contrasto d'interessi» (la possibilità di dedurre dalla dichiarazione dei redditi scontrini e ricevute, incentivando così i consumatori a farne richiesta) non venga approvato in tempo utile dal Parlamento.

«Sono contrario al contrasto di interesse - dice Befera, presentando il libro di Dino Pesole «il Salasso» - non mi piace "l'onestà per convenienza", non la trovo corretta, e questa misura peraltro non porta quei vantaggi di cui tutti parlano».Sempre il numero uno delle Entrate nega si possa parlare di «evasione di necessità», e ammette che il sistema fiscale italiano «non è assolutamente semplice: in quarant'anni di manipolazioni è diventato supercomplesso», e comprende ben 108 adempimenti e 113 pagamenti l'anno. Infine, l'annuncio: «sto cercando di togliere il Cud», che «può essere trasmesso direttamente dal sostituto d'imposta a noi».

 

MARIO MONTI E ATTILIO BEFERASCHIFANI FINI E MONTI CON L AMBASCIATORE ISRAELIANO GILON STRETTA DI MANO BEFERA MONTI Catricala Antonio con moglie GIUSEPPE GUZZETTI IGNAZIO VISCO resize ELIO LANNUTTICRISI

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