SEZIONE SINISTRATI - FINTI ISCRITTI, CONGRESSI FANTASMA, TESSERAMENTI GONFIATI: NEL PD VOLANO GLI STRACCI (AS USUAL) - LO STUMPO DI BERSANI: “RENZI DEVE SMETTERLA DI INSULTARE IL PARTITO”

Goffredo De Marchis per "la Repubblica"

«State imbrogliando a Lecce». «Voi avete vinto ad Avellino con 4 congressi locali che non sappiamo dove siano stati celebrati. Nel verbale non c'è scritto». Col tono scherzoso di chi condivide almeno la battaglia per la svolta generazionale, la renziana Simona Bonafè e il cuperliano Matteo Orfini si tirano addosso gli stracci dell'anomalo tesseramento democratico.

Iscritti quintuplicati in alcuni circoli, congressi provinciali che saltano per scorrettezze acclarate, le solite denunce sulle file di stranieri (albanesi, romeni, peruviani) folgorati sulla via del Pd a poche settimane dalle primarie e anziani reclutati e pagati dalle squadre concorrenti per votare l'uno o l'altro. Ma dove porteranno i veleni degli iscritti? Per Gianni Cuperlo verso una mutazione genetica della sinistra: «La natura e il profilo del nostro partito sono ispirati all'etica. Che non vedo nel rigonfiamento degli iscritti. È una questione di principio. C'è un segretario, mi aspetto un suo intervento».

Se le danno di santa a ragione a Caserta, dove Pina Picierno, fan di Renzi, franceschiniana, vuole fare saltare «il congresso sapendo di perderlo», spiega Orfini. A Lecce fanno tutto da soli i cuperliani: hanno tre candidati alla segreteria provinciale, litigano tra di loro e faranno pace solo in extremis. Forse. A Catania il congresso è annullato: gli sfidanti hanno fatta a gara a chi "conquistava" più iscritti. Una corsa a perdifiato verso il baratro. Alla fine è stato decretato il no contest.

Imbrogliavano tutt'e due? La commissione per il congresso si è riunita ieri pomeriggio a Roma e ha ammesso la valanga di denunce. Verificheranno e prenderanno provvedimenti. Intanto Nico Stumpo, il custode bersaniano delle regole, ha attaccato: «Renzi deve smetterla di insultare il partito».

Perché il dito del caso "falsi iscritti" è puntato soprattutto verso il sindaco. Cosa che non lo preoccupa. Tanto che ieri al forum del Messaggero ha detto: «Possono gonfiare quello che vogliono, ma il segretario non si elegge in quel modo lì. Saranno le primarie a decidere, tocca ai cittadini scegliere». Apriti cielo. Renzi è stato identificato come il corpo estraneo, come colui che disprezza il percorso liturgico del congresso.

Ma se il rottamatore si disinteressa degli iscritti perché dovrebbe gonfiarli? Perché al suo interno la corrente renziana ha adesso molto apparato, malignano gli avversari. Al Sud, dice Orfini, l'area di Franceschini fa il bello e il cattivo tempo e porta le truppe cammellate nei circoli. Il segretario regionale della Campania Enzo Amendola, sostenitore di Cuperlo, è durissimo: «Nella mia regione sta succedendo di tutto. Io aspetto e poi vedo chi ha imbrogliato. Dove è Renzi maggioranza certe brutte pratiche ricadranno su di lui, certo non su chi è uscito sconfitto».

La denuncia più circostanziata (tutta da verificare, s'intende) arriva da Stefano Esposito, senatore torinese (Cuperlo). «Mi metto in coda assieme a tanti anziani al mio circolo. Molti dovevano fare la tessera. A un certo punto, sento due signori che sbottano: ma come, devo anche pagare? Escono. Incuriosito, li seguo. Girato l'angolo un tizio, iscritto al partito, dà 15 euro a ciascuno. Loro rientrano, si rimettono in coda, si iscrivono e votano.

Domenica il mio circolo ha registrato 111 nuove iscrizioni, un quarto del totale», racconta al Giornale. Morale: ha vinto un renziano, «del resto è renziano anche il nuovo segretario provinciale di Torino». Pippo Civati è stato il primo denunciare le tessere false in Sicilia.

Ma ammette: «Qui i pasticci li fanno tutti ». Gianni Pittella che punta sul Sud, tiene d'occhio la situazione in Puglia. Non solo Lecce, anche Nardò (sempre in provincia di Lecce) dove il congresso rischia di essere annullato. E nel Lazio la battaglia è all'ultimo sangue. Ieri al circolo romano del Cotral (l'azienda di trasporto regionale) si sono presentati 300 dipendenti da fuori la Capitale. File di centinaia di metri, sguardi truci.

Si è sfiorata la rissa. Litigano a distanza i capi dei comitati Renzi (Stefano Bonaccini) e Cuperlo (Patrizio Mecacci). Se continua così Epifani sarà davvero costretto a intervenire. Anche perché ci avviciniamo al rush finale. Entro il 6 vanno chiusi i congressi provinciali. Dal 7 al 17 novembre invece gli iscritti andranno a votare sui candidati nazionali Civati, Cuperlo, Pittella, Renzi.

Nella guerra dei veleni finiscono in secondo piano i dati reali. Hanno votato (a ieri) 136 mila iscritti. I renziani sono convinti di vincere anche tra i tesserati con il 70 per cento. Ma i cuperliani Cuperlo ribattono, dati alla mano: «Siamo al 50 per cento».

 

IL SALUTO TRA RENZI E BERSANI bersani renzi NICO STUMPO Simona Bonafe PINA PICIERNOfranceschini leopolda MATTEO ORFINI Gianni Cuperlo Civati intervistato

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)