OGGI, IN CULO NO - “FINALMENTE SI SCOPA, SESSO ANALE, ISTRUZIONI PER L’USO” È IL TITOLO DEL MANUALE SUL SESSO SICURO REALIZZATO DALL’ARCIGAY DI BOLOGNA - NELL’OPUSCOLO SI PARLA ANCHE DELL’UTILITÀ DELLE DROGHE NELL’ATTO SESSUALE - INSORGE IL PDL, CHE CHIEDE DI NEGARE ALL’ARCI I SOLDI PER LE SPESE DELLA PROPRIA SEDE (110 MILA €), OGGI A CARICO DEL COMUNE - MA PER L’ASSESSORE ALLA CULTURA “LE ATTIVITÀ DEL CIRCOLO HANNO POSITIVE RICADUTE SULLA CITTADINANZA”...
G.L.R. per "Libero"
L'opuscolo sul sesso anale pagato dai contribuenti. A Bologna infuria la polemica su un libretto di istruzioni sul sesso sicuro tra uomini realizzato dall'Arcigay con i soldi che gli passa il Comune. «Finalmente si scopa, sesso anale, istruzioni per l'uso», è il titolo del volume che intende dare suggerimenti ai gay su come farlo. Compreso il fatto se sia utile o meno assumere droghe prima di un atto sessuale. Il tutto finanziato dal denaro pubblico, con i soldi che il Comune passa all'associazione, che quest'anno è riuscita a portare a Bologna il Gay Pride nazionale.
A denunciare la vicenda è stato Michele Facci, consigliere comunale del Pdl, che, durante l'udienza conoscitiva sui finanziamenti alle associazioni da parte del Comune, ha raccontato i fatti leggendo in commissione anche parti dell'opuscolo.
Il municipio bolognese non elargisce contributi diretti, ma aiuta l'Arcigay abbuonandogli l'affitto della sede (per 70 mila euro) e le utenze (40 mila). «Ognuno può fare quello che vuole, ma il Comune non deve e non può dare soldi a chi pubblica cose del genere. Nel testo ci sono precisi riferimenti alle droghe, che vengono definite "un bel viaggio"», dice Facci al quotidiano Italia Oggi.
A seguito della notizia, il Pdl bolognese ha chiesto alla giunta di ridiscutere la convenzione, ma l'assessore alla Cultura, Alberto Ronchi, non è d'accordo. Anche perché, spiega, «le attività del circolo hanno positive ricadute sulla cittadinanza, per esempio vie- ne fatta un'attività di prevenzione contro il virus Hiv».
Dopo le polemiche, però, sembra muoversi qualcosa: il sindaco del capoluogo emiliano, Virginio Merola (Pd), ha deciso che l'Arcigay continuerà ad avere i locali gratis, ma dovrà iniziare a pagare le utenze telefoniche e di luce e gas. Ma al Pdl non basta. «Il circolo fattura 1,5 milioni di euro l'anno tra serate, sportello legale e servizi, con 160 mila euro di utile. Quindi possono benissimo permettersi di pagare l'affitto», afferma il pidiellino Marco Lisei.
E nella polemica interviene l'ex presidente nazionale dell'Arcigay, Franco Grillini, oggi esponente dell'Italia dei Valori. «Si tratta di un attacco politico mascherato. Ci attaccano sui soldi, ma in realtà vogliono negare i nostri diritti», sostiene Grillini.
Ieri intanto, come avvenuto in altre città italiane, Roma compresa, a Bologna gay, trans e lesbiche si sono ritrovati in piazza del Nettuno per festeggiare San Valentino con un bacio collettivo in polemica con le parole di Carlo Giovanardi, che qualche giorno fa aveva detto che «vedere due donne baciarsi in strada fa lo stesso effetto di due persone che fanno la pipì».
arcigaybandiera_arcigayPaolo Patanè