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PIU’ DELLA RICOSTRUZIONE PASTICCIATA DI NORDIO, SUL CASO ALMASRI FA RUMORE IL SILENZIO DELLA MELONI – IL GUARDASIGILLI PARLA DI INCONGRUENZE MAI COMUNICATE DALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE. MA ALLE 15.55 DEL 21 GENNAIO, QUANDO UN COMUNICATO HA RESO NOTO CHE NORDIO “STA VALUTANDO” IL MANDATO DELLA CPI, IL FALCON DEI SERVIZI ERA GIÀ DA ORE A TORINO PER RIPORTARE ALMASRI IN LIBIA – MA DI QUESTO DOVREBBE RISPONDERE LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, NON I MINISTRI CHE IERI HANNO RIFERITO ALLE CAMERE. PECCATO CHE LA SEDIA DI GIORGIA MELONI FOSSE VUOTA…

Da open.online - Estratti

 

ALFREDO MANTOVANO. - GIORGIA MELONI - CARLO NORDIO - MATTEO PIANTEDOSI - FOTO LAPRESSE

Un atto «radicalmente nullo». Anzi, «completamente sballato», perché «aveva sbagliato nientemeno che la data del commesso reato e noi ce ne eravamo accorti». Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha spiegato così in Parlamento perché l’ordine di arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti di Najem Osama Almasri non poteva essere eseguito dal governo Meloni.

 

Ma nella ricostruzione del Guardasigilli ci sono molti buchi. E le «incongruenze» non sono mai state comunicate alla Cpi. Mentre il responsabile degli Interni Matteo Piantedosi ha spiegato perché l’aereo dei servizi segreti che ha portato a casa il libico era già pronto prima della scarcerazione: «È stata un’iniziativa preventiva aperta a ogni possibile scenario».

 

 

giorgia meloni carlo nordio

Nordio ha rivendicato il suo ruolo sostenendo che il ministro della Giustizia «non è un passacarte». E che ha il potere-dovere di intervenire in caso di necessità. Come in questo: perché, è la tesi dell’esecutivo, la Cpi ha sbagliato a scrivere la richiesta di arresto di Almasri. «In poche parole, in questo mandato di arresto si oscillava dal 2011 al 2015 e non si riusciva a capire se il reato fosse iniziato nel 2011 o nel 2015; non è una cosa di poco conto, trattandosi di un reato continuato e poiché in quei quattro anni, secondo la stessa Corte, sarebbero stati commessi numerosi atti di stupro, violenza, aggressione, omicidio eccetera».

 

 

giorgia meloni carlo nordio matteo piantedosi

Il vizio è stato rilevato anche dalla giudice della Cpi Maria del Socorro Flores Liera, che ha votato no alla richiesta. Peccato che quando la Corte d’Appello ha scritto a via Arenula il ministro non abbia fatto cenno a nessuna delle incongruenze chiamate in causa ieri. Anzi, non ha proprio risposto.

 

 

(...)

L’errore materiale

Il Fatto Quotidiano invece prima ricorda la “corrected version of the Warrant of arrest for Mr. Osama El Masry”. Nei paragrafi finali (99, 100 e 101) della prima versione del mandato si indica il 2011 come data d’inizio dei reati contestati. Negli altri paragrafi (2, 7, 23, 30) la data d’inizio è il 2015 e la Corrected version ha poi eliminato l’errore nella parte finale. Ma non è vero che la prima versione indicasse stupri e torture e omicidi avvenuti prima del 2015. C’era solo un errore materiale sulla data: “5”anziché “1”. Ma non bastava per annullare l’atto: obbligava invece il ministro a contattare la Corte. Ma il Guardasigilli non l’ha fatto.

GIORGIA MELONI E IL CASO ALMASRI - MEME BY FAWOLLO

 

La valutazione

Non è nemmeno vero che Nordio dovesse «valutare» l’atto. O meglio: la legge italiana sulla collaborazione con la Cpi (la 237/2012) dice che il ministro «dà corso» alle richieste e le «trasmette» al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma. Infine, va segnalato che alle 15.55 del 21 gennaio, quando un comunicato ha reso noto che Nordio «sta(va) valutando» il mandato della Cpi, il Falcon dei Servizi era già da ore a Torino per riportare Almasri in Libia. Ma di questo dovrebbe rispondere la presidente del Consiglio, non i ministri che ieri hanno riferito alle Camere. Peccato che la sedia di Giorgia Meloni fosse vuota.

LA DIFESA DI ALMASRI BY CARLO NORDIO - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA Almasri Osama Najeen IL SUPPLIZIO DI SANTA MELONI - VIGNETTA BY NATANGELO - IL FATTO QUOTIDIANOprotesta dei deputati pd sull assenza di giorgia meloni all informativa sul caso almasri foto lapresse giorgia meloni carlo nordio

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