WIKI CHI? - A UN ANNO DAL “CABLEGATE”, ASSANGE È SEMPRE SOTTO PROCESSO E WIKILEAKS È SULL’ORLO DELLA BANCAROTTA - I GIORNALISTI DEL “GUARDIAN” CHE LAVORARONO CON JULIAN: “È AFFASCINANTE, MA LITIGA CON TUTTI E ORA CI ODIA. LA STORIA DELLO STUPRO NON C’ENTRA CON LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE, HA IMPORTUNATO DUE RAGAZZE” - PRIMA DICONO CHE È STATO LO SCOOP DEL SECOLO, POI LO SILURANO: “I CABLE NON HANNO RIVELATO NESSUN COMPLOTTO USA”…
Stefano Caselli per "Il Fatto Quotidiano"
Gheddafi è stato ucciso, Putin non se la passa bene, Berlusconi non è più il capo del governo italiano, il soldato Bradley Manning è rinchiuso in un carcere militare e Julian Assange rischia ancora l'estradizione in Svezia, dove lo accusano di molestie sessuali. WikiLeaks non è stata, come molti temevano, un arma-fine-di-mondo, ma molte cose sono cambiate.
A un anno dal cablegate, ne abbiamo parlato con il vicedirettore del The Guardian David Leigh (che collaborò in prima persona con Assange) e con l'inviato a Mosca del quotidiano britannico Luke Harding, autori di "WikiLeaks La battaglia di Julian Assange contro il segreto di Stato" (Nutrimenti Editore), ospiti del "Noir Festival" di Courmayeur.
Le rivelazioni di Wikileaks furono definite il più grande scoop di tutti i tempi. La definizione vale ancora?
Certo, è stato il più grande scoop del secolo, con effetti imprevedibili. Alcuni protagonisti di quei cable sono usciti di scena, non sappiamo quanto WikiLeaks abbia influito sui loro destini, ma non possiamo nemmeno escluderlo. Pensiamo a Putin che, dopo 12 anni di potere incontrastato, si trova ad affrontare una dilagante protesta. Prima si poteva solo sospettare che la Russia fosse uno stato completamente corrotto. Ora lo sappiamo con certezza. E Putin ne paga le conseguenze.
Si può dire che Wikileaks abbia cambiato la storia?
Ha cambiato il peso della segretezza nella politica internazionale . La segretezza non è finita, ma se un giovane soldato è stato in grado con un clic di scaricare milioni di informazioni riservate, sovrascriverle su un cd di Lady Gaga e distribuirle in tutto il mondo, allora la segretezza ha dei problemi.
Avete letto milioni di pagine. Che idea vi siete fatti del potere degli Stati Uniti?
La diplomazia e i servizi segreti americani hanno anche un buon livello di sensibilità democratica e agiscono spesso con realismo, per quanto Assange e tutti i supporter di Wikileaks sospettassero che i cable avrebbero rivelato chissà quali complotti Usa.
Com'è stato avere a che fare con l'uomo, almeno un anno fa, più famoso del mondo?
Se è diventato l'uomo più famoso del mondo è anche per colpa nostra. Ci sentiamo un po' come il dottor Frankenstein. Scherzi a parte, Julian è affascinante, divertente, molto intelligente, ma ha una personalità profondamente problematica, litiga con tutti. Intorno a lui ci sono solo discepoli o nemici. E spesso i primi si trasformano nei secondi.
Assange è stato poi accusato di molestie sessuali in Svezia. Molti hanno pensato a una polpetta avvelenata per un personaggio scomodo...
E sono completamente fuori strada. Assange non è uno stupratore, ma ha importunato due ragazze, peraltro sostenitrici di WikiLeaks. Trasformare la difesa da quelle accuse in una causa di libertà di espressione contro gli Usa è poco tollerabile. Uno dei motivi per cui ci siamo allontanati da Julian è proprio questo.
Assange proviene da un mondo, quello della blogosfera, che in genere disprezza il giornalismo tradizionale. Eppure i grandi quotidiani hanno avuto un ruolo fondamentale...
Ci sono due modi in cui il giornalismo ha dimostrato il suo valore, da una parte applicando l'intelligenza alle informazioni, dall'altro assumendosi la responsabilità morale delle informazioni. Julian ha una visione un po' naif, pensa che rendere tutto indiscriminatamente libero e accessibile trasformi immediatamente il mondo in un posto migliore. Noi, invece, eravamo consapevoli che alcune cose andavano elaborate per non mettere in pericolo la vita di alcune persone. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo litigato con Julian. E adesso lui ci odia.
In Italia si gridò al voyeurismo...
Ogni cosa pubblicata era di totale e pubblico interesse, compreso quello che aveva a che fare con il vostro Paese. Tutti si chiedevano per quale motivo l'Italia sostenesse sempre la Russia contro l'Ue e perché mai Berlusconi facesse così tanti viaggi a Mosca. Grazie a Wikileaks sappiamo che, dietro allo stretto rapporto tra Berlusconi e Putin, c'erano anche interessi personali del premier italiano.







