xi jinping crisi economica recessione immobiliare

L’ECONOMIA CINESE ERA UNA BOLLA E ADESSO STA SCOPPIANDO – LA PREVISIONE HORROR DI KENNETH ROGOFF, ECONOMISTA DI HARVARD, SULLA CRISI IMMOBILIARE DI PECHINO: “LA CINA HA ALIMENTATO LA SUA ECONOMIA CON ENORMI DOSI DI DEBITO. MENTRE USA ED EUROPA SI ARROVELLAVANO IN CRISI SPAVENTOSE, PROSEGUIVA LA SUA CORSA. VI SIETE MAI CHIESTI PERCHÉ? ORA I NODI VENGONO AL PETTINE” – “IL SETTORE IMMOBILIARE È PARI AL 23% DEL PIL. A CATENA, POTREBBERO EMERGERE VULNERABILITÀ PESANTI NELL’OCCUPAZIONE, NELLA FINANZA, E NELL’ECONOMIA PUBBLICA. A QUESTO SI AGGIUNGONO LA FRENATA DELL’EXPORT DOVUTA ALLA DEGLOBALIZZAZIONE E…”

Estratto dell’articolo di Eugenio Occorsio per www.repubblica.it

 

KENNETH ROGOFF 1

«Purtroppo sta verificandosi quanto […] avevamo immaginato da tempo: il “superciclo del debito”, lo stesso che aveva messo in ginocchio gli Stati Uniti nel 2008 e l’Europa nel 2010, ora si abbatte sulla Cina. Le conseguenze possono essere molto dolorose per tutti».

 

Kenneth Rogoff, classe 1953, docente di Public policy ad Harvard, uno dei più prestigiosi macroeconomisti del mondo, guarda con allarme ai dati in arrivo da Pechino. Un deja vu: il superciclo del debito è quello che porta a far crescere troppi crediti “facili” nei momenti buoni dell’economia.

 

LE DIFFICOLTA ECONOMICHE DELLA CINA

Professore, […] com’è possibile che il “superciclo” ci abbia messo tanto per approdare al capolinea cinese?

«C’è stato qualche ritardo per la pandemia e poi la guerra, eventi assolutamente straordinari che hanno falsato la “tabella di marcia”, ma non poteva essere altrimenti. Per difendersi dai contraccolpi prima della crisi americana e poi di quella europea, la Cina aveva alimentato la sua economia, facilitata dal fatto di essere un Paese dirigista con moltissime imprese pubbliche, con enormi dosi di debito. Non a caso, mentre Usa ed Europa si arrovellavano in crisi spaventose, la Cina proseguiva la sua corsa. Vi siete mai chiesti perché? Ora inevitabilmente i nodi vengono al pettine».

 

Il punto di caduta, come in America, coincide con una bolla immobiliare. Come mai?

«Proprio così, ma anche in Europa se ci pensate l’edilizia è un settore guida, solo che essendo un’economia più matura viene “superato” dai servizi e dal manifatturiero d’eccellenza, e così eventuali crisi risultano compensate.

 

xi jinping

In Cina, lo spazio medio per cittadino era di 7,1 metri quadrati nel 1990 e ha raggiunto i 48,7 metri quadri nel 2022, più o meno il “living space” di molte economie avanzate. […] questo è stato ottenuto al costo di un massiccio indebitamento che renderà inevitabile per almeno i prossimi due decenni una contrazione dell’attività di costruzione, e anche di tutto il connesso settore dello sviluppo infrastrutturale.

 

A catena, ciò porta all’emergere di vulnerabilità pesanti nell’occupazione, nella finanza, e ovviamente nell’economia pubblica, specialmente a livello di autorità locali. A tutto questo si aggiungono la frenata dell’export dovuta alla deglobalizzazione e i negativi fattori demografici».

IL CRAC EVERGRANDE - VIGNETTA BY GIANNELLI

 

La Cina, ormai ufficialmente in deflazione, dovrà adattarsi anche alla recessione?

«Intendiamoci, le capacità cinesi di resistere a una crisi economica sono ampiamente sperimentate. Solo che stavolta il mix di frenata della crescita ed esplosione della bolla dell’indebitamento è davvero senza precedenti.

 

Il settore immobiliare […] è pari al 23% del Pil, e arriva al 26% se contiamo anche l’import. Ed è stato accompagnato nella sua crescita […] da massicci interventi statali che hanno comportato l’assunzione di enormi masse di debito. Debiti privati e pubblici si sono integrati, e ora di fronte ai cambiamenti geopolitici […]tutto si è dissolto con una velocità impressionante».

 

KENNETH ROGOFF

[…] Però almeno l’inflazione, su entrambi i lati dell’oceano, sembra rallentare. Durerà?

«È vero, l’inflazione “headline”, cioè il tasso complessivo, è sceso. Preoccupa però il tasso “core”, cioè quello che non tiene conto dell’energia bensì di tutto il resto dell’economia che ha ormai inglobato i rialzi, originati paradossalmente proprio dall’energia che adesso è scesa, e difficilmente ridurrà i prezzi. Come ho spiegato a Milano quando venni vostro ospite in marzo […] gli investitori non devono aspettarsi che i tassi d’interesse, sia in America che in Europa, comincino troppo presto a scendere, e meno che mai che arrivino ai livelli “ultra low” raggiunti dopo le due crisi di cui parlavo, 2008 e 2020. L’inevitabile normalizzazione è in pieno svolgimento. Tutto questo avviene […] in un pianeta sconvolto da una guerra drammatica: finché non finirà, nessuno potrà dirsi tranquillo».

crac evergrande in cina 4crac evergrande in cina 1crac evergrande in cina 5crac evergrande in cina 3evergrandecrac evergrande in cina 2evergrande cina

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”